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SUPERYACHT #513
Gennaio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di Lino Pastorelli all'architetto Mauricio Gomez, designer degli interni dell'Azimut 116


MAURICIO GOMEZ
e il primo Azimut 116

L'Azimut 116 è la nuova ammiraglia della flotta aviglianese. Il primo esemplare, varato nel marzo 2004, è stato un pò un caso atipico per il cantiere uso a costruire in serie, pur con qualche variante voluta dagli armatori.

Per questa barca è stato richiesto un interior design molto differente dalle classiche linee base di un moderno 35 metri armatoriale e la ragione è questa: gli armatori sono più di uno e lo yacht, senza arrivare a parlare di day cruising che è un pòeccessivo trattandosi di un 116', verrà impiegato per brevi crociere nei mari tropicali. Sentiamo come l'architetto messicano Mauricio Gomez de Tuddo, incaricato, ha interpretato le esigenze della committenza.

Architetto, quale sono state le precise richieste degli armatori?

Gli armatori, appassionati di immersioni subacquea e tropici sia pur con non molto tempo a disposizione, hanno chiesto un grande yacht abbastanza veloce, adatto a crociere brevi, con poca attenzione al formale e molta al relax, scartando assolutamente idee di charter e utilizzi di rappresentanza. Non secondaria è stata la richiesta di una certa semplicità degli impianti di servizio, di robustezza nelle finiture e di limitata manutenzione negli interni, per ovviare alla carenza di tecnici specializzati sulle coste dove prevalentemente navigherà il 116'.

Come ha interpretato queste esigenze e come si è rapportato con Azimut?

Sullo schema strutturale e invariabile del 116 abbiamo scelto di posizionare le quattro cabine armatoriali sul ponte inferiore: semplici e funzionali, servono solo per dormire e quindi abbastanza distanti dal concetto di suite armatoriale. Si è così potuto privilegiare gli spazi relax, nel salone e nella cosiddetta "media room", oltre ovviamente le ampie aree del cockpit e flying bridge per la vita all'aperto; una attenta gestione del gioco dei riflessi, tramite pannelli, veneziane e specchi, ha permesso di controllare luci e profondità, lasciando nel contempo un'impressione di luminosità in ogni ambiente. Pur da oltre oceano non vi sono state difficoltà a gestire la crescita del lavoro grazie al veloce dialogo e alla collaborazione fattiva con l'Ufficio Stile di Azimut.

Da quali esperienze lavorative proviene?

Il nostro studio è attivo da vent'anni nell'edilizia, questo è il primo yacht di cui ci occupiamo; vi abbiamo trasferito in scala adeguata soluzioni residenziali: orizzonti bassi, longitudinalità, fluire dello spazio senza ostacoli contrapposti e ogni accorgimento per elevare l'altezza virtuale degli ambienti.

Alla domanda circa la soddisfazione sua e degli armatori sul lavoro svolto, il giovane hidalgo sorride.

Certamente l'amicizia con gli armatori mi permette di verificare personalmente in navigazione la funzionalità delle idee sviluppate, smussando se è il caso qualche angolo, metaforicamente e non; penso comunque di aver raggiunto un buon risultato e soddisfatto la committenza. Questo è quanto, in attesa del prossimo progetto!

Mauricio Gomez, Modern Architecture + Design, Mexico City, mauriciogomez@madlab.com.mx