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SUPERYACHT #513
Gennaio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Andrea Petragnani Ciancarelli


IL NUOVO REGOLAMENTO
PER I SUPERYACHT

In occasione dell'ultimo Salone Nautico di Genova, in un apposito convegno organizzato da UCINA (Unione Nazionale Cantieri e Industrie Nautiche ed Affini), è stato presentato il nuovo Regolamento per i Superyacht predisposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti cui hanno collaborato anche UCINA e RINA (Registro Italiano Navale), nell'ottica di presentare un lavoro in linea con le più autorevoli normative internazionali. Ne è scaturito un incontro assai interessante dal quale è emerso, secondo opinione di tutti, l'enorme potenziale di questo particolare segmento del diporto. Significativi sono stati gli interventi degli esperti di vari settori presenti.

Con nostra non indifferente soddisfazione si è evidenziato un tema che qualche giorno prima, in un altro convegno tenutosi a Genova, aveva lasciato l'amaro in bocca: la necessità di uno Yachting Law Internazionale. A prendersi la responsabilità di una tale dichiarazione è stato chi di questo mondo dei superyacht se ne intende, Claude Hamilton del Maritime Coastguard Agency (MCA) inglese. In effetti l'internazionalità di questa nautica blasonata è indiscussa. Parliamo di unità che senza compiere grandi avventure spaziano da una parte all'altra del Mediterraneo. Molte di queste, negli ultimi anni, vengono trasferite in inverno ai Caraibi a bordo di apposite navi, in realtà bacini di carenaggio mobili, tematica di indubbio interesse che merita un approfondimento. Ne consegue l'evidente necessità che questi spostamenti possano avvenire con rapidità e trasparenza, con norme generali uniformi tra gli stati costieri, per non trasformare queste costose crociere in odissee burocratiche. Il rischio è che laddove queste necessità non verranno recepite, questi superyacht non navigheranno o faranno rimessaggio, con una significativa perdita economica; si parla di 10.000 euro di indotto al giorno.

Elemento di primaria importanza di qualsiasi norma internazionale è la sua armoniosità, la capacità quindi di essere recepita senza difficoltà da diversi stati. Ciò dovrà avvenire necessariamente per una materia come questa che in realtà, si è evidenziato, non dovrebbe conoscere troppe bandiere.

APPLICAZIONE

Abbiamo avuto modo di apprezzare la relazione dell'Ing. Giorgio Gallo, del RINA, il quale con buona capacità di sintesi è riuscito a evidenziare l'importante lavoro svolto. Per quanto riguarda il campo d'applicazione, non si nasconde l'intento sia di abbracciare le nuove esigenze di classe, quanto l'obiettivo, non secondario, di far divenire tale regolamento uno strumento di garanzia internazionale. A tal fine, la collaborazione con la MCA britannica è stata evidentemente di sostanza. Formalmente è stato presentato come: "Regolamento di sicurezza recante norme tecniche e di conduzione per le navi destinate esclusivamente al noleggio per finalità turistiche".

Il nuovo regolamento in vigore dal gennaio 2005, sarà applicato a tutte le unità superiori a 24 metri battenti bandiera italiana munite di certificato di classe. Argomento su cui bisognerà fare chiarezza, è il limite massimo delle unità a cui il regolamento dovrà essere applicato, e cioè se fino alle 500 tsl ( circa 48 metri) o 1000 tsl. In questo senso, serve unità di vedute per uniformare gli standard di queste unità internazionali così come evidenziato da Hamilton dell'MCA. Personalmente condividiamo appieno tale affermazione.

CONTENUTO

Leggendo il testo distribuito, costituito da ben 78 pagine, si evince un notevole impegno profuso dal RINA nella stesura. È una normativa per lo più tecnica, che meriterebbe un apposito approfondimento. È apprezzabile che ne sia già stata dichiarata la flessibilità, nel senso di recepire nuove proposte normative. Strutturalmente è in linea con i regolamenti di classificazione per navi. Da un punto di vista del contenuto, si ravvisa una non indifferente peculiarità nella trattazione di tutti quegli aspetti costruttivi ed operativi miranti a mantenere sempre alto il concetto di sicurezza, ciò garantito con l'utilizzo di materiali conformi agli standard più esigenti. In questo senso, si sviluppa, rappresentandone a nostro avviso forse il cuore dello stesso regolamento, la parte relativa all'impiantistica e protezione antincendio. Sono state poi previste delle notazioni addizionali di classe a garanzia della qualità costruttiva, ciò qualora fosse ancora necessario per unità di queste dimensioni. Bisogna, quindi, ricordare la Charter Class, che garantirebbe quei requisiti richiesti per il noleggio, la Comfort Class, sinonimo di buon livello in termini di vibrazioni e rumorosità, e la Green Star Class a testimonianza che sono stati rispettati quei particolari standard per ridurre l'inquinamento. Per le unità adibite a una navigazione a corto raggio, è prevista una normativa più morbida. Anche questo, riteniamo sia un argomento delicato, che meriterebbe un ulteriore approfondimento.

CONCLUSIONI

In conclusione, il buon lavoro svolto dal Rina merita una degna consacrazione, ancor di più nel momento in cui si riuscirà a parlare, principalmente nel mondo dei super yacht, una sola lingua con standard comuni, per non continuare a invogliare emigrazioni di convenienza. Auspichiamo di poter vedere issata sulla poppa di tutti questi yacht solo la bandiera europea, vorrà dire che si sarà raggiunta quella normativa internazionale uniforme, fondamentale per questo settore. Ciò consentirà anche una più facile ed omogenea gestione della materia da parte di tutti i professionisti che operano in questo settore.