Condividi questa pagina
Invia ad un amico

In primo piano

MARINA SAN GIUSTO
Marina nel porto di Trieste

MISTRAL BOATS
Importatori Intrepid, vendita barche nuove ed usate

VELA VACANZE
Noleggio in Croazia, Istria, Dalmazia

CHORUS
Prodotti informatici per la nautica

SCUOLA NAUTICA SCARANI
Corsi patente nautica vela e motore

Altri inserzionisti...


SUPERYACHT #513
Gennaio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Fabio Petrone


ALFA YACHTS YARD
Sempre più grande sempre più service

Il settore delle riparazioni e del refitting lavora di anno in anno sempre più alacremente, tanto che alcuni cantieri preferiscono abbandonare o quasi le costruzioni per dedicarsi a questa più proficua attività. C'è, infatti, il vantaggio di non doversi cercare il cliente, ma di rispondere alle richieste degli interessati, spesso in difficoltà nel reperire preparazione professionale e spazi adeguati in banchina rispetto alle dimensioni delle unità.

Il Cantiere Alfa Yachts Yard, ubicato nella parte ristrutturata del porto di Genova, verso Sestri, in posizione adiacente all'Aeroporto Cristoforo Colombo, svolge appunto la suddetta attività, cui si aggiunge la specializzazione sulle motorizzazioni e apparecchiature meccaniche di grandi imbarcazioni e navi da diporto, con specifico incarico per l'Italia da parte della Caterpillar, per i propulsori, e della Quantum, per ciò che concerne i sistemi di stabilizzazione. Ciò gli è consentito appunto dalle spaziose banchine e dall'importanza della struttura, dotata delle più moderne attrezzature. Il crescente sviluppo dell'attività ha costretto la società a guardarsi intorno tanto che recentemente è riuscita ad acquisire una nuova banchina a ponente del cantiere, al quale, perciò, si aprono così nuove, ulteriori prospettive di lavoro. Ne abbiamo parlato con Guido Genetti, "chief executive officer" del cantiere.

Nel panorama di questo particolare settore, avete assunto già notevole importanza, proponendovi come struttura altamente qualificata, già individuata da un notevole bacino d'utenza. A quanto sappiamo, effettuate i lavori di garanzia per costruttori lontani o meno dal Mediterraneo e, se c'è disponibilità di spazi, affittate le vostre banchine a ditte terze che devono effettuare lavori su grandi barche...

È così. Attualmente, per esempio, stiamo effettuando interventi di garanzia per conto del cantiere Amel e lavori voluti dall'armatore sul "Lady in blue", un Amel 54 metri, fino a pochi mesi fa di Briatore, che poi l'ha venduto per comprare un 80 metri.

Lavorate per molti cantieri?

Abbastanza. Ma con tutti i cantieri, in genere, non c'è un rapporto di esclusiva, Scelgono il subappaltatore, che comunque deve offrire tutte le garanzie di efficienza e qualità in base alle esigenze tecniche, al tipo di lavoro da svolgere e alle preferenze logistiche della società o dell'armatore.

C'è molta concorrenza?

Direi che a livello internazionale è notevole, anche perché molti cantieri hanno recentemente "scoperto" il refitting. Ci salva il fatto che per questo lavoro sono necessari grandi spazi, lunghi moli, adeguate strutture a terra, e continuo aggiornamento tecnico su tutti i servizi che offriamo, dalle finiture ai motori a tutti gli impianti ecc.. Comunque, dobbiamo essere concorrenziali nei prezzi. In questo modo ci siamo distinti, tanto che Lurssen, invece di chiamare l'assistenza Caterpillar dalla Germania, ci interpella regolarmente per andare a operare da loro su costruzioni nuove e su refit. Anche con Amel stiamo instaurando un rapporto di service after sale molto attivo. Abbiamo operato sul "Kermit" fuori garanzia, però con piena approvazione del Cantiere. Poi, fino al mese scorso sull'"Ilona", un 74 metri, con garanzie dirette su Amel per tutto quello che riguarda la parte Caterpillar e la meccanica in genere della sala macchine. La barca adesso è stata trasferita negli States e il comandante mi ha inviato un e-mail di ringraziamento: "Tutto è perfetto".

Ne ricevete spesso?

Moltissime, di referenza e di ringraziamento da cantieri e comandanti di superyacht. Si è venuto a creare un passaparola tra molti capitani di superyacht, per noi molto importante. Sanno che cerchiamo di accontentarli al massimo, anche per la scelta della banchina per loro più comoda da raggiungere.

Per quanto riguarda i costruttori italiani?

Siamo diventati exclusive service point del Gruppo Ferretti per le barche di taglie grosse: i Riva a partire dai 60 piedi, i Ferretti Custom Line sopra i 24 metri e i CRN che sappiamo di quali taglie sono. Recentemente abbiamo cominciato anche con Pershing, curando l'after sale service per il Pershing 88 da loro esposto a Genova. In previsione, dovrebbero esserci all'incirca sessanta Pershing all'anno che passeranno dal nostro cantiere.

Che travellift avete?

Da 450 tonnellate, più 10% di margine, quindi arriviamo alla soglia di 495 tonnellate.

Il che significa che potete movimentare barche fino a?

Cinquanta metri. Anche perché poi, dopo tale misura, la manovra col travel diventa molto più delicata che la posa in bacino. Spesso sono i clienti a richiedere una posa classica in bacino piuttosto che una posa col travel.

Nel caso di un Pershing 88' cosa fate? Lo alate e lo posizionate?

Lo possiamo alare con la nostra gru semovente da 100 tonnellate oppure lo poggiamo su un nostro carrello idraulico da 90 tonnellate, che ci consente di trasferirlo dentro al capannone. Per operazioni corte, invece, effettuiamo il "calaggio" a lato banchina. Se, per esempio, dobbiamo asportare un motore per sostituirlo con uno nuovo o per effettuare elaborazioni richieste, lo caliamo in banchina a fianco della nave e si fa il lavoro in loco. È un'operazione quindi di dieci giorni e non serve portarlo in giro col carrello.

Perciò le barche sopra i 35/40 metri le aliamo col trave-lift e posizioniamo col trave-lift, invece quelle sotto i 35/40 metri le solleviamo con il trave-lift, che funziona come un ascensore, e, una volta posizionate sul carrello, questo le porta dove serve. Abbiamo ordinato un carrello da 180 tonnellate apposta per tali manovre, che ci viene consegnato tra poco, in dicembre, dalla Ascom. Col nuovo anno, quindi, dedicheremo il piazzale di Alfa Yachts Yard alle unità grosse, che meno le si muovono e meglio è. Le altre , invece, le aleremo nella nostra darsena e poi, col carrello, possiamo portarle nell'area nuova, dove disponiamo di oltre 10.000 mq.

Complessivamente, ora quale capacità avete?

Il cantiere ha una capacità di 80 posti in acqua fino a 18 metri, ma abbiamo accordi con altre strutture in porto per altri spazi, anche per una decina di barche fino a 75 metri.

Lavorate anche per la nautica minore?

Certamente, a partire dalle barche di sei metri. Anche se il "core business" è sulle dimensioni più elevate, la nautica medio-piccola rappresenta sempre un un 35/40% del fatturato di Alfa Yachts Yard. Non viene messa in secondo piano, anzi, proprio all'interno della struttura, a livello di organico, ci sono delle persone che si occupano esclusivamente di ormeggi e gestione di barche piccole. Non è quindi una cosa che viene fatta secondariamente, quando rimane tempo.

Avete appreso che Fincantieri vuole costruire anche grandi navi da diporto?

Certo, in pratica già lo sapevamo e anche questo ci ha invogliato al nuovo investimento: le nostre banchine potranno ospitarle quando ne avranno necessità. Nell'area del cantiere i 10.000 mq abbinati alla nuova banchina, a 100 metri di banchina, vogliono dire poter accogliere 9 barche da 50/60/70 metri.

Mi dice qualcosa in più sull'accordo con l'americana Quantum?

Per noi è stato molto importante entrare in contatto con questa realtà, leader nel settore dei sistemi di stabilizzazione, sia in navigazione sia da fermi. È una partnership capace di qualificare ulteriormente il nostro lavoro, visto che in questo modo diveniamo il punto di riferimento in Mediterraneo per tutte le imbarcazioni che montano i loro apparati, garantendo un'assistenza assolutamente in linea con gli standard assicurati dalla casa madre negli States. Non le nascondo che ci aspettiamo un sensibile riscontro da questa operazione, visto che i sistemi Quantum sono installati su tantissime delle grandi navi da diporto in circolazione. Avere la possibilità di effettuare interventi su questi scafi, ci consentirà di far apprezzare ancor più velocemente la nostra struttura da tutti quegli armatori e soprattutto dai comandanti che ancora non ci conoscono. Starà poi a noi, alle nostre capacità, riuscire a far divenire Alfa Yachts Yard il loro centro di assistenza abituale, non solo per i sistemi di stabilizzazione.

Come siete attrezzati, invece, per l'assistenza al di fuori del vostro cantiere?

Abbiamo un gruppo di 55 persone, dipendenti diretti, operativi, con 8 camion officina e complessivamente una ventina tra furgoni e mezzi leggeri, per l'operatività all'esterno nel raggio di 500 chilometri. Più lontano ci spostiamo in aereo.

Avete instaurato collaborazioni con altre aziende del settore?

È stato necessario, specie per le grandi commesse. Da circa un anno operiamo insieme alla Arredamenti Porto, di cui è direttore generale Matteo Costaguta. Ci dividiamo il lavoro sia a livello di produzione sia a livello di management e lo gestiamo totalmente dall'inizio alla fine assieme.

Nell'ambito portuale genovese sono disponibili tutte le indispensabili professionalità?

Si. Quello che c'è di buono a Genova, e nel bacino genovese, è proprio la disponibilità e la competenza della manodopera dei subappaltatori. Mentre Viareggio è un'area di costruzione del nuovo, Genova è più una piazza di refit, lo dimostrano gli operatori che ci sono.

Tornando all'espansione dell'attività di refitting, quanto rappresenta sul vostro fatturato?

Lo scorso anno il 25%, quest'anno, pensiamo, il 50%.

Alfa Yachts Yard: via Cibrario, 1 - 16154 Genova Sestri Ponente - Tel +39 010 6511384 - Fax +39 010 6512780 - e- mail: mail@alfayy.com