
SUPERYACHT #513 Gennaio 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Filippo Massa
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ROLLS-ROYCE 100 EX Il superyacht su quattro ruote
Nel 1904 nacque in Inghilterra la Rolls-Royce, casa
automobilistica il cui nome ancor oggi fa sognare. Nel 2004, con
alle spalle cento anni di storia automobilistica trascorsi
all'insegna del lusso e della perfezione, anche se oggi il settore
automobilistico della prestigiosa casa britannica è
controllato dalla tedesca BMW, resta immutata la voglia di
distinguersi con l'aura di signorilità di sempre.
Così, a suggellare l'anniversario dei suoi primi 100 anni,
confermando la sua essenza di brand lussuosa, prima in occasione
del Salone dell'auto di Ginevra, poi in Italia, al prestigioso
concorso d'eleganza di Villa d'Este, il costruttore inglese ha
presentato il prototipo 100 EX, dove l'acronimo EX sta per
Experimental, lo stesso utilizzato dal 1919 alla fine degli anni
'50 per quei modelli che hanno rappresentato il banco di prova
delle evoluzioni tecnico-stilistiche della Casa di Crewe. È
lo stesso designer Marek Djordjevic che così descrive lo
spirito che lo ha ispirato nel progettare: "L'impressione
complessiva dovrebbe ricordare quella di un elegante panfilo in
velocità" e ci sembra che l'obiettivo sia stato centrato.
Concepita nel centro stile BMW californiano, diretto da Jan
Cameron, questa EX non passa certo inosservata. Più
"piccola" della berlina Phantom, della quale conserva
l'ingegneria, resta comunque imponente con i suoi 5.669 mm di
lunghezza e 1.990 mm di larghezza. La linea è massiccia, ma
molto elegante e gli enormi cerchi in alluminio da 21 pollici
contribuiscono a renderla molto proporzionata; anche
l'intramontabile calandra neoclassica, sormontata dalla mitica
mascotte "Spirit of Ecstasy", qui in argento massiccio, ha
subìto un (sacrilego?) arrotondamento per renderla
più "marina" e le due immense portiere ad apertura
"suicide" le conferiscono un fascino d'altri tempi. Quello che
più ammalia l'occhio "nautico" è però
l'allestimento interno: l'accostamento cromatico in questo
prototipo è fra i più riusciti, con pelle blu e
teak; il copricapote è rifinito in legno pregiato e non
può non far da richiamo alla coperta di un superyacht. La
capote vera e propria, quando si schiude lo scrigno che la
contiene, si rivela in tela marina beige multistrato, con
rivestimento del cielo in puro cashmere. Ampio l'uso
dell'alluminio per i montanti del parabrezza, molto particolari,
nonché per altre importanti parti di carrozzeria e telaio.
Per quanto riguarda la meccanica, questo "panfilo da strada"
naviga spinto da un 16 cilindri a "V", 64 valvole aspirato, di ben
9.000 cc di cilindrata; come sulla Phantom, le sospensioni sono a
quadrilateri articolati le anteriori e multilink le posteriori. La
produzione di questa dream car, se ci sarà, potrebbe essere
limitata a 35 esemplari, di cui solo 3 per l'Italia,
perciò, se siete interessati. correte! Il prezzo e il
consumo di carburante? Se li chiedete, quest'auto-superyacht non
fa per voi!
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