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SUPERYACHT #517
Maggio 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di
Franca Urbani


GIUSEPPE TRASATTI - GIN TONIC

"Gin Tonic", Motor Yacht di 36 metri, realizzato dal cantiere scozzese Hall Hassel nel '63, ha quasi l'aspetto di un mezzo militare. Il suo comandante, Giuseppe Trasatti, mi accoglie gentilmente e data l'ora, mi offre di dividere un ottimo pranzo. All'interno l'impressione è tutta diversa: un arredo più che moderno, direi d'avanguardia, che stupisce per l'accostamento di materiali diversi; ferro, legno, fibre naturali, stoffe, tutte con un effetto di non colore, accentuato dalla splendida collezione di foto in bianco e nero.

Comandante com'è arrivato su "Gin Tonic"?

Sono nato a Viareggio e ho cominciato a lavorare in mare come mozzo da ragazzo, sulla barca da pesca d'altura di mio padre. Ho frequentato l'Istituto Nautico di Viareggio "Alfredo Cappellini" e nel '63 mi sono diplomato e imbarcato a Venezia con rotta su Norfolk. Fondamentale per me è stato l'incontro col grande comandante Canepa cui devo tutto quello che ho appreso in mare e la stessa forte determinazione che mi ha permesso di diventare comandante. Ho navigato dal 1964 al 1974, per la Compagnia Transoceanica Italiana di Genova, sulle M/N Elena, Silvia, Francesca e Giovanna. Dopo 4 anni di navigazione effettiva ho sostenuto, con successo, l'esame per conseguire il titolo di capitano di lungo corso, che permette di comandare qualunque nave, senza limiti di tonnellaggio.

Quali erano le mete di quegli anni?

Giappone, Nord America, Sud America, Africa e Nord Europa. Le navi portavano merci alla rinfusa come granaglie, minerali di ferro, carbone, etc..

Come mai è passato dalle navi mercantili ai Motor Yacht?

Nel '74 mi sono sposato e ho cercato un lavoro sugli yacht perché mi permettevano di navigare per una parte dell'anno in posti bellissimi e di avere poi, finita la stagione, più tempo libero per la famiglia. Anche i miei due figli maschi hanno seguito la mia carriera, Luigi che ha 28 anni è capitano di lungo corso e ora lavora presso il cantiere Benetti, Luca invece, che ha 27 anni, si è diplomato all'Istituto Tecnico Nautico come disegnatore e costruttore ma per ora naviga con me, come primo ufficiale, sul "Gin Tonic".

Quali Motor Yacht ha comandato prima di "Gin Tonic"?

Il primo Motor yacht che ho comandato nel '74 era il "Golden Horn" di 30 metri del cantiere Benetti, nel 1979 ho assunto l'incarico di surveyor nel cantiere Benetti, per seguire la costruzione di un motor yacht di 24 metri. Nel 1980 mi hanno assegnato il comando dell'armamento del cantiere Profilmarine di Torino per il refitting totale del motor yacht "Renalo" di 34 metri su progetto dell'architetto Mercati. Per un anno e mezzo ho comandato "Spirit of Argentina", un Benetti d'epoca di 31,50 metri del 1962. Infine, nel dicembre del 2001 ho preso il comando di "Gin Tonic". Come mai questo nome alcoolico?

"Gin Tonic" appartiene ad una famiglia con grandi tradizioni nel campo della ristorazione, che ha firmato anche molti cocktail famosi.

Chi è il progettista di "Gin Tonic"? Qual è stato l'ultimo restauro?

La barca è stata progettata dallo studio tecnico del cantiere Hall Hassen, ma ha subito molti restauri. L'ultimo nel 2003 a Viareggio, nel rimessaggio dell'ex cantiere SEC, dove ho collaborato alla direzione lavori. "Gin Tonic" ha un'autonomia di rada di mesi e questo ci permette di frequentare mete mondane e anche molto affollate e in piena stagione. Gli interni nuovi si discostano molto da quelli originali in teak e hanno uno stile modernissimo, a terra stuoie di alghe marine, alle pareti tela di yuta ecrue, arredi di ferro battuto con effetto rugginoso per tavoli e lampade, comodi divani e letti di fattura volutamente casual e per finire, una cinquantina di splendide foto in bianco e nero, del fotografo Lobiano, che ritrae famose top model in situazioni particolari, a cavallo, su una moto in corsa, in una natura incontaminata.

Quali rotte seguite?

La stagione comincia a Cannes, a maggio per la mostra del cinema, continua con crociere alle Baleari, l'agosto è sempre in Sardegna a Porto Cervo e poi ancora Napoli, le Eolie, la Croazia, per tornare a settembre a Venezia per la mostra del cinema, dove diamo fonda alla Punta della Salute.

Ho letto su un giornale che si è distinto per il suo coraggio in diverse occasioni.

Nel 1996 eravamo a Scilla, in rada, su "Renalo", era il 15 agosto ed era la festa di S. Rocco. Alle 2.30 mi sono svegliato con una pistola puntata alla fronte, poi sono arrivati schiaffi e pugni da tre rapinatori, che dicevano di aver messo una bomba a bordo. In barca avevamo anche la baronessa Rothshild, nipote del famoso banchiere. Ho cercato di mantenere il sangue freddo e ho guidato i tre malviventi nella zona equipaggio. Siamo riusciti a disarmarli e a metterli in fuga dopo una colluttazione.

IL COMANDANTE DI GIN TONIC

Nome: Giuseppe
Cognome: Trasatti
Età: 63 anni
Nazionalità: italiana
Scuola di formazione: Istituto Tecnico Nautico Alfredo Cappellini di Livorno
Bandiera: inglese
Caratteristiche principali della barca: lo scafo è stato progettato dallo studio tecnico del cantiere e sembra una piccola nave.
Architettura interni: il progetto dell'interior design è dell'architetto genovese Misa Poggi e lo stile decisamente di avanguardia.
Marina preferita: Portocervo e Dubrovnik.
Rotta preferita: Egeo e Turchia.
Quali innovazioni del mondo dello yachting l'hanno maggiormente colpita e perché: lo sviluppo elettronico; il gps comparato al computer con la carta elettronica. I nuovi sistemi di motori diesel electric con la propulsione azipod, con i quali le manovre diventano molto più facili perché è come avere un'elica di manovra.
La peggiore avventura mai capitata nella sua esperienza di capitano: l'assalto notturno di tre pirati.
Il ricordo più bello nella sua carriera di capitano: sul "Golden Horn" nel '76 ero nel porto degli inglesi nel golfo di Kos con mare calmo. Al largo invece il mare era agitato e un caicco turco, con a bordo il cognato dell'armatore e tredici persone tra cui sei bambini, non governava più. Sono uscito con il motorista sul tender e abbiamo portato in salvo la barca.