CANTIERI MAGAZZù
Costruzione gommoni, barche a motore e a vela di lusso e sportive
VERGA-PLAST
Trimarani, lance, derive veliche, motoscafi, canoe, tender
SACCNE PETROLI SPA
Distribuzione e commercio carburanti e lubrificanti SAC e Nazionali per natanti di linea e da diporto
LA BUONA FONDA
approdo, ormeggio, noleggio, pulizia carenaggio barca, imbarcazioni jot, posti barca, marina lunga, lipari, messina, isole eolie
SCUOLA NAUTICA IL PELèR
Corsi patente nautica vela e motore
|
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato
Articolo di |
|
OPERE D'ARTE A BORDO
François Zuretti, progettista degli interni di "More" e
"Tradition" presenta brevemente le due imbarcazioni e la
concezione che ha guidato il lavoro.
|
|
Incontrare François Zuretti non è stato precisamente facile, ma quando sono riuscita a parlargli sono rimasta immediatamente conquistata dalla sua gentilezza e dalla sua disponibilità ad aprirmi il libro della sua vita professionale e a comunicare la magia del suo bellissimo lavoro. Ho cercato pertanto di lasciarlo parlare a ruota libera, per non smorzare il suo entusiasmo. |
![]() |
Zuretti, lei è uno degli interior designer più famosi del mondo. Come organizza il suo lavoro?
Il mio ufficio è a Nizza, ed è organizzato perfettamente, anche durante la mia assenza, dalla mia bravissima segretaria Paula, una signora vietnamita che ha conosciuto la fame e la guerra, ed è ora una collaboratrice insostituibile nel risolvere i mille problemi che nascono sul lavoro. Io disegno sempre i miei progetti a mano libera, in scala 1:20, meravigliosamente a mano. Questo è il mio momento creativo che non posso demandare a nessuno, e ho visto che neanche il computer può rendere questa fase. Ho naturalmente i disegni dello scafo, e devo progettare gli interni: se dovessi fare un paragone con l'arte, direi che il progetto dell'involucro è più "da scultore", mentre il progetto dell'interno è più "da pittore", dimensione questa che mi piace moltissimo. Naturalmente ho dei ragazzi che fanno al computer tutti i disegni necessari per l'impresa, e un'amica pittrice che mi fornisce i "rendering" più belli del mondo.
Come si sposta dalla sua base di Nizza?
Da Nizza raggiungo spesso Viareggio e Livorno, dove lavoro molto volentieri con Benetti. Almeno due giorni alla settimana sto in studio, e da un pò di tempo dedico il weekend alla famiglia.
Come ha cominciato?
Non con le barche, ma come giovane scenografo di un importante programma televisivo americano. Questo piacque talmente al Re del Marocco che mi chiamò a lavorare alla sua corte, e vi restai a lungo. Le barche vennero dopo, per caso.
Qual è il suo rapporto con l'aereo?
Difficile, perché sono costretto a viaggiare moltissimo: il nord-Europa, dove ora lavoro con un cantiere tedesco, (si lavora bene, sempre con la "first quality", anche se poi i prezzi delle barche sono anche del 25% più cari che in Italia), poi c'è il sud-America, Dubay, la Corea e ora anche la Russia. Sto rifiutando molti incarichi perché ho dodici barche da seguire, e non mi è umanamente possibile farne altre.
Ha una barca?
No, assolutamente! Vado solo un pò in barca a vela d'estate con un amico e mio figlio, oppure vado in vacanza, preferendo viaggi rilassanti.
Zuretti, lei è un uomo eclettico, un artista, un pittore che disegna interni di barche, penso sia la persona qualificata, a cui fare una domanda che mi sta a cuore: cosa pensa della presenza a bordo delle opere d'arte? Pitture, sculture, opere di vetro, tessiture di pregio, arazzi, tappeti...saranno usati sempre di più, seguendo una linea di tendenza, oppure rimarranno episodi isolati? Si creerà una cultura delle opere d'arte per la barca, come è già avvenuto per la casa?
Penso di si: l'arte entrerà nelle barche sempre di più. Il fatto che io per primo ponga attenzione a creare lunghi ripiani di legno, nicchie,e spazi rivestiti in pelle perché possano anche rimanere liberi, creerà col tempo nei clienti la consapevolezza, che questi spazi possono accogliere quadri e statue, il tutto in presenza di luci giuste. È un fatto di cultura, e quello che vediamo ora su "More" e "Tradition" avverrà su molte altre barche, poiché su una barca bella e ben rifinita non si possono mettere delle cose qualunque, ci deve essere, comunque, una persona esperta che aiuti l'armatore a scegliere oggetti giusti e di gusto.
Per la conservazione delle opere vede problemi?
No. Anzi vedo un ambiente favorevole: la climatizzazione, l'equipaggio sempre presente, la possibilità di predisporre i pannelli per le opere, lo studio delle luci (per il quale presto ci sarà un ingegnere specializzato), l'esigenza dei proprietari di ricevere persone e condividere con loro lo spazio della barca e i suoi oggetti, come si fa in una casa, tutto questo, farà in modo che non più una minoranza, ma una maggioranza di armatori si rivolgerà per essere consigliata all' acquisto di opere d'arte. Pensi che c'è un architetto inglese, Terry Disdale, che vende addirittura le barche con le pitture già inserite.
Lei personalmente, come completerebbe le sue barche?
Con la pittura, amo la pittura, e desidererei che, al di là del mio gusto personale, ogni armatore trovasse la pittura che fa al caso suo, per completare la barca.
Cosa rappresenta per lei la pittura?
Emozione, la pittura non deve essere acquistata solo per il suo valore o per la firma, ma per l'emozione che può dare a chi la possiede in barca.
Ha avuto armatori amanti dell'arte? Ne è venuta fuori una galleria galleggiante?
Ricordo un cliente messicano che ha fatto della barca un museo di opere precolombiane, e una signora che mi chiese di cercarle i quadri per la barca, e poi fece da sé: tutti Picasso. Un altro ha messo Mark Rotcko. C'è ancora un pò di confusione!
Cosa si può fare?
Integrare nel team uno specialista che potrebbe fornire più soluzioni e tipologie di stili artistici,o una sapiente mescolanza di essi (arte antica, arte moderna, arte etnica, sperimentale, etc.). Le varie soluzioni prescelte, si potrebbero far vedere , in digitale, all'armatore e all'architetto, già sui disegni esecutivi.
Cosa regola le scelte dei compratori d'arte?
Il gusto! Chi ne ha molto sceglie da solo seguendo l'intuito, chi ne ha meno ha bisogno di essere consigliato.
"Il cliente è una coppia a cui piaceva molto l'architettura di case degli anni '60-'70, per intenderci architetti come Vico Magistretti e Carlo Scarpa. Al progettista era richiesto di seguire questo filo conduttore, senza cadere nel minimalismo. Avevo capito che il desiderio dei clienti era prolungare negli interni della barca, il piacere che la cultura di quel periodo dava loro. Di qui la scelta delle luci, dei tessuti in semplice seta, per vivere a bordo senza simboli di ricchezza. Inoltre l'esigenza degli armatori era di fare charter quando loro non erano a bordo: ecco quindi l'uso della pelle che "invecchia bene" e del parquet, che è caldo e si può rilucidare. More è un "customed yacht" basato sulle esigenze del cliente e sulla sua visione della vita di bordo. Le opere d'arte a bordo di "More" sono state scelte in sintonia con i concetti espressi sopra.
Entrando nel living abbiamo tre piccoli paesaggi preziosi accostati ad una bellissima testa orientale, due sculture di donna, una più realistica e l'altra più cubista, stanno una di fronte all'altra sulla mensola che corre lungo le vetrate. Un enorme arazzo moderno fatto in cotone ecrue da un artista contemporaneo, è appeso dietro al tavolo da pranzo, e richiama il nitore della tovaglia. Nel disimpegno al primo piano, un bellissimo Arnaldo Pomodoro, fatto apposta per "More", a forma di prua di nave. Nella cabina armatoriale abbiamo un ritratto di puro stile nord americano, mentre ai lati del letto troviamo due piccole tavole dipinte con paesaggi e figure, che si possono sollevare verso l'alto, rivelando, sulla superficie sottostante, due tipiche pitture erotiche Tantra. Sul comò una bella testa di donna in bronzo si appoggia su due esili braccia. Al piano inferiore, nel disimpegno, due figure allacciate, sempre di Arnaldo Pomodoro, vengono duplicate dallo specchio della nicchia. Nelle camere degli ospiti troviamo soluzioni decisamente più consone al charter, come le decorazioni rettangolari , sopra i letti, che rappresentano due corpi nudi, distesi, con elementi floreali. I pannelli sono realizzati in formelle quadrate dipinte e leggermente distanziate tra loro. Per informazioni Velonà Yachting: www.velona-yachting.com.
Alla base di "Tradition" c'è un concetto preciso: fare una barca classica che rappresenti l'unione tra le grandi barche Benetti e le barche più piccole, in modo di invogliare i clienti che possedevano una di queste ultime a fare il grande passo e comprarne una più grande. Il "Tradition" classico è un pò più elaborato nella boiserie, perché la gente si aspetta forme più importanti, appunto, classiche che donino "nobless". Anche i bagni ricchi di marmi sembrano quasi aspettare una statua. "Tradition" è come l'uovo di Fabergè, uno sviluppo volumetrico bellissimo, che permette di personalizzare la barca all'interno in senso classico; ad esempio con l'uso di legni diversi. La versione fotografata è in mogano, ma abbiamo fatto rivestimenti in pero, in noce chiaro,in radica tinta nera, con il filetto d'oro o d'argento e c'è la possibilità di coordinare gli interni con i tessuti, con le maniglie,etc.. Tutta la parte tecnica rimane invece assolutamente uguale. Le opere presenti su "Tradition" sono presenze discrete che comunicano quiete emozioni.
Entrando nel salone a sinistra, dietro i divani, troviamo una scultura di Arman, uno splendido violino rosso, chiuso dentro una teca di plexiglass. Accanto al violino, si colloca con la sua classicità "il corpo", una scultura in marmo bianco, di una scultrice argentina. Di fronte, a destra, sopra un mobile tagliato in sbieco, "la nuotatrice", una scultura di Gianna Bellini, creata appositamente per la barca, in bronzo satinato, con un colore che riprende quello degli interni. Nella sala da pranzo un bel quadro di Saccorotti, a forte tinte, raffigurante un fondale marino. Questo artista nato a Roma a fine dell'800 è vissuto e ha dipinto a lungo in Liguria. Nella camera dell'armatore, un quadro di F.Henry, una fotografa con la passione per la pittura, è appeso sopra il letto, mentre sui ripiani in legno, troviamo una coppia di ballerini di Lalique e una testa in bronzo di ragazzo. Nelle cabine al piano inferiore un'opera del famoso artista Andy Warhol, massimo esponente della pop-art., e un'altra scultura in bronzo satinato, rappresentante un' odalisca, dell'americano Ron Swenson. Per informazioni: Sig.ra Monica Foglia: e-mail: monicafoglia1@tin.it