
SUPERYACHT #517 Maggio 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

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Articolo di Fabio Petrone e Angelo Colombo
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SUPERCAR DA SUPERYACHT Al boot di Dusseldorf con la Maserati quattroporte
Andate a Dusseldorf in macchina? Quasi sbalordendo, era il
ritornello che ci ripetevano tutti e alla nostra risposta
"sì, con una Maserati Quattroporte", spesso
l'espressione di stupore diveniva nell'interlocutore, specie
se appassionato di auto con la a miuscola, quasi una
malcelata invidia. Ebbene, 'sta "pazzia" l'abbiamo fatta e
le cose da raccontare al nostro ritorno sono parecchie:
partiamo dai numeri, che vi riportiamo, al termine del
viaggio, dal trip computer di bordo.
Da Roma, andata e
ritorno, compresa una puntata nella vicina Colonia, abbiamo
percorso 3.684 km, davvero un bel pò, alla media
oraria complessiva di 103 km/h, in piccola ma significativa
parte trascorsi nel traffico di città e tangenziali,
in massima parte guidati in autostrada, rispettando i limiti
ove presenti. Già perché mentre in Italia,
grazie al cruise control più di 130 non abbiamo
fatto, così come in Austria, arrivati in Germania il
discorso è cambiato. Lì le limitazioni alla
velocità, che tutti rispettano, sono esposte di volta
in volta, su specifici tratti abitualmente molto trafficati
o considerati pericolosi. Ma dove le condizioni suono buone,
le auto sono meno e la strada è ampia, al guidatore
viene data la facoltà di andare a quanto vuole. Al
posto nostro, con cotanta macchina e con cotanta cavalleria
(400 HP tondi tondi), cosa avreste fatto? Anche noi ci
abbiamo dato dentro! Impossibile resistere al richiamo di
quel ruggito che viene da sotto al cofano, impossibile non
voler sentire forte quella spinta sfrenata che sembra non
finire più, impossibile fare a meno di quel brivido
che ti regala una cambiata fino al rosso del contagiri,
impossibile non cedere al fascino del tridente Maserati,
emblema di stile e velocità. E allora giù sul
pedale e su con l'adrenalina, a fiumi, tanta che ti impregna
anche i vestiti, con tutti i sensi tesi nel percepire ogni
singolo dettaglio di quegli attimi, attenti, più che
alla propria macchina, che a momenti si guida da sola anche
a 260 km/h, a ciò che fanno gli altri,
spaventosamente "fermi" rispetto a noi.
Trazione posteriore, coppia possente, potenza da vendere.
Vent'anni fa un'auto del genere l'avrebbero domata in pochi,
specie se portata al limite. Oggi, grazie ai passi avanti
fatti dalla tecnica e soprattutto all'affinamento
dell'onnipresente elettronica che ne gestisce il
funzionamento, anche una "purosangue" come la Quattroporte
è davvero alla portata di tutti i piloti, guidabile
anche sul bagnato. E così, per centinaia di
chilometri, 180/200 di media, intervallati da brevi tratti,
completamente sgombri, che abbiamo percorso letteralmente
sparati, dove il nostro tachimetro in pochi secondi
più di una volta arrivava a toccare i 260.
Strabiliante, per chi è abituato a guidare una
vettura "normale", è la progressione, l'incredibile
spinta che il motore offre fra i 4.000 e i 6.500/7.000 giri,
quando si cambia. Entra la marcia successiva e senti ancora
piena tutta la forza sprigionabile dal V8 di 4,2 litri che
stai guidando, i famosi 400 HP. Il cambio meccanico a
gestione elettronica, se si vuole dal funzionamento
completamente automatico ma che, altrimenti, il pilota
può gestire dai leveraggi a farfalla posti ai lati
del volante, attutisce solo in parte l'esuberanza di tutta
quella potenza, una "cannonata" che percepisci quando la
frizione riattacca, preludio a una progressione mozzafiato
alla quale non ci si abitua mai. Sensazioni da sportivissima
supercar solo che il comfort qui è da superyacht.
Poi, attorno alle grandi città, ancora 90 all'ora,
camminando incolonnati accanto a schiere di tedesche. auto
ovviamente, i cui proprietari, però, non avevano
occhi che per la nostra Quattroporte. Più d'una volta
siamo stati salutati da colpi di clacson, pollice in alto e
probabile "wunderbar" esclamato da dietro al finestrino. A
ogni stazione di servizio sguardi, parole, qualcuno,
addirittura, a stringerci la mano e in un accenno
d'italiano: "Maserati.oooh, buona, molto buona" Come dargli
torto? Pininfarina, che firma l'auto, le ha donato una
carrozzeria senza fronzoli, in grado di proporre un design
vagamente retrò, caratterizzato soprattutto dalla
presenza di una calandra generosa, che trasuda
sportività ed eleganza, segno distintivo di linee
sempre morbide che riescono a rendere meno imponenti le
dimensioni da grande berlina della vettura. Il bagagliaio
è abbastanza ampio, tanto da contenere due valigie
grandi, più borse e zaini di varia entità,
insomma sufficiente per sostenere le esigenze di una
famiglia in viaggio. Dentro si sta di lusso, nel lusso.
Ampio è l'abitacolo, splendida la selleria in pelle,
confortevolissimi, grazie alle innumerevoli regolazioni
elettriche, sono i sedili, anche quelli posteriori. In
quattro si sta una pacchia, dove ogni elemento, dal clima
all'impianto hi-fi, dalle tendine elettriche al tettuccio
apribile, partecipa per rendere il viaggio quanto più
confortevole, nonostante le prestazioni "monstre" del mezzo.
Schiacciare un pisolino nonostante il compagno pisti a 200
all'ora? Possibile, giuro che lo è. E così
all'andata, effettuando cambi e pennichelle con discreta
regolarità, partiti alle 4,30 da Roma, seguendo le
indicazioni del navigatore stradale presente a bordo, per le
19,00 eravamo alla meta, indubbiamente meno stanchi di quel
che si possa immaginare e pronti a raccontare le tante
emozioni acquisite in quelle ore di guida appena trascorse
ai commensali di quella sera.
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