
BOERO YACHT PAINT TECNOLOGIA & MESTIERE
Il mercato nautico globale dei nostri giorni e la
competitività esasperata che ne scaturisce, impongono a
tutte le aziende il costante confronto sul prodotto, sulle
strategie di marketing e finanziarie. Il banco di prova è
sempre la qualità, che deve essere altissima senza
però pesare troppo sul prezzo di vendita. Ciò vale
per tutti, dai fornitori di materie prime ai cantieri, dai
produttori di accessori a chi si occupa di vernici ecc. Questa
intervista a Luca Serventi, della divisione Super Yacht di Boero,
cerca di spiegare qualità di prodotto, strategie di
mercato, politiche di marketing ecc., di uno dei più
conosciuti e affermati marchi nazionali che operano proprio in
questo ambito delle pitturazioni e dei prodotti a esse collegati.
Quali sono le strategie di Boero per assicurarsi il suo spazio
nel mercato?
Essere sempre attenti alle esigenze del cliente identificato come
utente finale, come cantiere e come applicatore, sviluppando
insieme a questi ultimi cicli innovativi, procedure e prodotti a
elevata tecnologia, in grado di ottenere i migliori risultati nel
rispetto degli elevati standard qualitativi richiesti dal mercato.
Il vostro è un nome di vertice, di sicuro riferimento
per i cantieri e gli armatori europei del diporto, quali sono
stati storicamente i prodotti vincenti che vi hanno fatto
affermare?
Nel settore della nautica da diporto è sicuramente
l'antivegetativa Altura 619, la più venduta, che è
distribuita nei 5 continenti, in regola con le normative vigenti
locali. Nel segmento dei superyacht il successo deriva dal nostro
ciclo di pitturazione, caratterizzato da grande facilità di
applicazione e versatilità di utilizzo su qualsiasi tipo di
materiale, dove spiccano il Delta 2000, primer epossidico adatto a
tutti i supporti, lo stucco epossidico Epolight, che è il
più leggero al mondo, facile da carteggiare e in linea con
le esigenze progettuali dei cantieri, con la loro continua ricerca
di alleggerire le imbarcazioni per prestazioni sempre più
perforanti, e lo straordinario smalto Challenger Hi-Tec.
Come azienda europea di spicco nel settore, quali considerate i
vostri home market? Quali sono quelli in cui siete riusciti a
realizzare una vostra leadership?
L'Italia dal 2000 è leader nella costruzione di superyacht
ed è al contempo il nostro mercato di riferimento. Di
questo mercato Boero Yacht Paint è leader.
I vostri interlocutori principali sono i costruttori, che
spesso hanno il loro tallone d'Achille nella finitura delle
barche, specie delle più grandi, come i superyacht.
C'è un prodotto che sognano? Cosa siete già in grado
d'offrire e che state preparando per un prossimo futuro?
I Cantieri e gli Applicatori hanno sempre sognato un ciclo unico e
completo, garantito da un "consulente unico". Dal 2002, con
l'evoluzione dello smalto Challenger Hi-Tec, il sogno si è
avverato. La sua straordinaria sua brillantezza e resistenza nel
tempo rispecchiano le esigenze richieste da prestigiose
imbarcazioni quali: "Peace in the Word" 25 m, "Angi" 24 m, "Sea
Wish" 36 m, per arrivare ai 64 metri del veliero del Cantiere
Perini Navi "Felicità west".
Chiunque inventa qualcosa di nuovo ed efficace viene subito
imitato e copiato. In quale maniera riuscite a difendere i vostri
brevetti? Anche voi temete la Cina?
La continua ricerca dei nostri laboratori ci consente di avere una
qualità "in movimento" e un prodotto difficilmente
clonabile. I risultati ottenuti sono frutto di anni di esperienze
e migliaia di mq di barche protette. Siamo stati comunque in Cina
lo scorso aprile, in occasione del Boat Show di Shanghai,
visitando alcune realtà costruttive nell'ambito yacht.
Principalmente, abbiamo ricevuto richieste di collaborazione.
Siete presenti negli Usa e dove fuori dall'Europa?
Sì, siamo presenti in U.S.A. con la società Kop Coat
e in Australia e Nuova Zelanda con la società Altex, con
cui abbiamo stretto un accordo commerciale per la distribuzione e
vendita dei nostri prodotti con il marchio internazionale "Boero
SuperNavi", destinato alla nuove costruzioni e ai refit dei
superyacht di tutto il mondo. Siamo presenti inoltre in altri 18
paesi nel mondo tra cui Dubai, Tunisia e Turchia con nostri
distributori.
Qual è la vostra strategia di marketing?
Si basa sulla stretta collaborazione con i cantieri più
prestigiosi per poter trasferire la qualità alla nautica da
diporto tradizionale. La leadership italiana come punto di forza.
Un approccio al mercato con linguaggi semplici e concreti.
Come si articola la vostra comunicazione tecnica a cantieri e
privati?
Per i cantieri, sia di nuova costruzione che di rimessaggio, la
presenza quasi giornaliera della nostra rete di vendita e dei
nostri assistenti tecnici, garantisce la gestione costante dei
flussi informativi primari a cui si aggiungono approfondimenti
tecnici predisposti dal nostro sistema informatico. Per i privati
avviene invece attraverso la distribuzione di manuali tecnici
dettagliati e di semplice consultazione, nei nostri numerosi punti
vendita e in occasione delle più importanti manifestazioni
fieristiche in tutto il mondo. Entrambi sono coadiuvati dalle
informazioni on-line offerte dal sito www.boeroyachtpaint.com .
Boero Bartolomeo come si rapporta al mercato?
Il principio guida di questi ultimi anni è stato quello di
superare il concetto di prodotto, di impresa che produce e vende,
proponendoci come impresa che sviluppa le proprie strategie
attraverso la ricerca, la produzione, la distribuzione e
l'assistenza di prodotti a difesa dell'imbarcazione. In sintesi,
l'azienda ha dimostrato di essere un consulente unico e
irrinunciabile del proprio comparto, operando attraverso "il
servizio personalizzato".
Quale valore ha il fattore umano nella vostra organizzazione
interna?
Dal 1831 alla guida della Boero Bartolomeo S.p.A. c'è la
famiglia Boero, arrivata alla quinta generazione. Ciò fa
sì che tutto il personale dipendente si senta parte di
questa grande famiglia. La divisione Yachting ha avuto come
caratteristica principale una crescita di management interna
collaudata sul campo, ovvero con una stretta collaborazione con i
cantieri, tanto che a volte ci dicono che "gli uomini Boero sono
inglobati in ogni micron di pittura".
Barca = regina: è questo il vostro credo?
Più che regina principessa, proprio perché la nostra
"mission" è quella di renderla affascinante e proteggerla
nel tempo.
Ormai, da una quindicina d'anni, il settore del refitting si
è sviluppato in maniera incredibile, tanto da diventare per
molti cantieri più conveniente delle nuove costruzioni.
È lo stesso per voi?
La versatilità del nostro ciclo ci permette di realizzare
un refit totale di una barca a vela in legno storica del 1920,
come il Lulworth realizzato dal Cantiere Classic Yacht Darsena di
Viareggio, oppure di una nuova costruzione come il Maltese Falcon,
un veliero di 87 metri in acciaio e alluminio del Cantiere Perini
Navi, dotato di un sistema innovativo e altamente tecnologico di
alberi in carbonio. Negli ultimi vent'anni abbiamo inoltre
"vestito" con il nostro ciclo più di 400 superyacht dai 24
ai 120 metri di lunghezza, di cui il 92% nuove costruzioni. Con
tali premesse, riteniamo di avere le carte in regola per
affrontare il mondo del refit che il nutrito parco di superyacht
presenti nel mondo alimenta; si pensi che ogni quattro/cinque anni
al massimo una "principessa del mare" necessita di "cure" per
mantenersi tale.
Pensate a nuove realtà operative?
Attualmente la nostra società dispone di tre siti
produttivi. Nella volontà inalienabile di crescere e
conquistare sempre nuove aree di mercato, Boero sta progettando un
nuovo insediamento produttivo tecnologicamente all'avanguardia. Il
nostro sviluppo competitivo, però, non si estrinseca solo
nel nuovo stabilimento ma passa in particolare attraverso la forza
di un gruppo entusiasta e coeso.
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