
SUPERYACHT #521 Settembre 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Corradino Corbò
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Made in Holland e Italian style MAGIA IN ACCIAIO
OCEANCO e NUVOLARI-LENARD
È la prima volta che i due "big" lavorano
insieme. Oggetto della collaborazione, uno yacht di
ottanta metri pieno di tecnologia e di fascino. Ne
parliamo con i protagonisti
Olanda, umida terra dei tulipani, dei mulini a
vento e... dei superyacht. Già,
perché qui, nel cuore dei Paesi Bassi, la
costruzione di navi da diporto è tradizione
fin da quando, in altre parti del mondo, a muovere
i primi passi era la produzione di piccoli natanti.
L'alta reperibilità della materia prima -
l'acciaio - e l'estrema facilità di
trasporto lungo la fitta rete di canali
costituivano, allora come ora, una pressoché
impareggiabile coppia di atout. Ma a questi due
fattori si deve aggiungere anche l'eccezionale
capacità delle aziende di collaborare tra
loro, attitudine che si esprime sia attraverso una
forma di cooperazione basata sulle diverse
specializzazioni, sia attraverso lo scambio di
conoscenze tecnico-commerciali, soprattutto tra i
cantieri leader. Tra questi, una posizione di
assoluta preminenza va assegnata a pieno diritto a
Oceanco, un complesso industriale di proporzioni
che vanno ben al di là del suo nucleo
centrale operativo, posto in chiave strategica ad
Albrasserdam, sul fiume Noord, uno dei pochi a
garantire un eccellente accesso diretto al mare aperto.
Visitiamo il cantiere e alcune delle sue strutture
satelliti con due guide d'eccezione: il menaging
director Eel Kant e l'ingegnere Carlo Nuvolari,
contitolare dello studio Nuvolari-Lenard che, con
Oceanco, sta realizzando uno dei suoi maggiori progetti.
Ne scaturisce un'intervista a più voci,
dalla quale prende forma un'interessante istantanea
su un mondo - quello dei superyacht - che, negli
ultimi anni, ha mutato di forma e di sostanza.
Oceanco e Nuvolari-Lenard: è la prima volta
che uno dei cantieri più importanti del
mondo lavora con uno degli studi di progettazione
più apprezzati a livello internazionale.
Come sta andando?
Kant. È la prima volta che lavoriamo con
Nuvolari. Egli rappresenta la combinazione di tante
capacità che normalmente si trovano in un
team allargato. Per noi è di fondamentale
importanza poter lavorare con un professionista che
non è solo un eccellente designer ma anche
un tecnico raffinato che conosce perfettamente i
problemi della costruzione. Non ultimo, Nuvolari
mette una grande passione in tutto quello che fa.
Nuvolari. Desidero sottolineare che, in
realtà, io rappresento soltanto una delle
due facce della medaglia, essendo l'altra
costituita dall'architetto Dan Lenard. Lavoriamo a
quattro mani fin dal 1989 e, da allora, dal nostro
studio non è uscito un solo disegno nel
quale non ci sia stata la partecipazione fattiva di entrambi.
La cantieristica olandese risulta tra le più
capaci al mondo nel realizzare i progetti -
talvolta anche molto audaci- dei maggiori designer
di ogni parte del mondo. Il che - secondo alcuni -
comporterebbe, come contropartita, il rischio di
indebolire l'identità stilistica del "made
in Holland". In che misura un cantiere come Oceanco
riesce, invece, a caratterizzarsi rispetto agli altri?
Kant. Da noi lavorano, fisse, 40 persone che
formano il cuore del cantiere. C'è poi un
team di aziende prodigiose che collaborano con
passione ed efficienza, seguendo alla lettera le
nostre direttive. Riteniamo che questa unità
di intenti rappresenti l'unica formula in grado di
garantire il più elevato grado di
qualità possibile. Prova ne sia il fatto -
lo dico con orgoglio - che le nostre barche non
sono soggette al refitting, mentre nel mondo dei
superyacht tale fenomeno è macroscopico: in
altri termini, una nostra barca passa da un
proprietario all'altro senza dover essere
sottoposta a costosissimi lavori di restauro.
Su questo fondamentale background si inserisce poi
la nostra filosofia estetica, che corre su un
delicato binario: da una parte intendiamo garantire
la massima flessibilità possibile
nell'accogliere le richieste dell'armatore;
dall'altra, non vogliamo rinunciare a quella
particolare impronta che rende uno yacht Oceanco
riconoscibile al primo sguardo in ogni parte del mondo.
Nuvolari. Effettivamente, qui in Olanda ci sono
grandi cantieri che sono pronti a fare alla lettera
quel che desideri: tu porti un progetto
dettagliatissimo e loro lo realizzano fedelmente,
senza modificare una virgola. Oceanco, invece,
pretende di offrire un suo stile, una sua precisa
identità. Noi stessi, dello studio Nuvolari-
Lenard, quando abbiamo incominciato a impostare lo
yacht da ottanta metri attualmente in costruzione,
abbiamo dovuto tenerne conto.
Siamo stati ben informati della riservatezza che
avvolge questa meraviglia annunciata. Ma vogliamo
cogliere questa occasione per dare qualche anticipazione?
Nuvolari. Si tratta di uno yacht nel quale abbiamo
cercato di amplificare la sensazione del contatto
con la natura e, in particolare, con il mare - cosa
tutt'altro che scontata su uno scafo di 80 metri -
ricorrendo a soluzioni architettoniche e tecniche
di assoluta avanguardia. Per esempio, c'è un
ascensore di cristallo che, spinto dal basso da uno
speciale meccanismo, anziché essere
movimentato dall'alto come accade nella
totalità dei casi, attraversa tutti i ponti
lasciando sempre in vista il cielo. Ancora,
c'è una fantastica fontana, alla quale sta
lavorando un'azienda americana specializzata, che
ha il preciso scopo di rendere vicina - tangibile,
direi - la presenza dell'acqua.
Kant. Ovviamente c'è tecnologia di
avanguardia anche per ciò che riguarda le
caratteristiche più tipicamente navali. Una
per tutte: c'è un sistema computerizzato
che, agendo sulle eliche di manovra, consente di
mantenere la posizione dello yacht anche senza
ancorare. Il che è di enorme utilità
per rendere possibili soste anche molto brevi o per
consentire pause nella navigazione in zone di alto fondale.
Sappiamo che avete le bocche cucite persino sulla
nazionalità dell'armatore. Dunque, prendiamo
l'argomento alla larga. Nuove realtà
economiche si stanno affacciando sui mercati
internazionali. In che misura il mondo delle navi
da diporto sta cambiando?
Kant. Ormai la provenienza della clientela si
è molto ampliata e, pertanto, il mercato ne
risulta decisamente più distribuito e anche
più maturo. Del periodo "pazzo" di
Thunderball, Octopussy, For Your Eyes Only (n.d.r.
alcuni dei superyacht posseduti dagli armatori
italo-americani John Staluppi e John Rosatti, che
per anni si sono contesi un informale record di
velocità) è rimasta giusto
l'eredità tecnologica, visto che adesso si
preferisce costruire barche che consumano meno e
sono dotate di maggiore autonomia. Ecco, la vera
sfida odierna si gioca proprio su questi piani ed
è il motivo per il quale noi, anche in
risposta ai desideri della nostra clientela,
pretendiamo che le nostre barche siano campionesse
di silenziosità, manovrabilità, sicurezza.
Nuvolari. Sono assolutamente d'accordo. Gli attuali
super-ricchi possono disporre di vacanze anche
molto lunghe, ma pretendono di avere in mare il
corrispondente della loro dimora da 5.000 metri
quadrati con parco. Perciò vogliono barche
che offrano autonomia e sicurezza, oltre che lusso.
L'attuale tendenza progettuale è, infatti,
quella di creare barche più larghe,
più comode. Il che - sia detto per inciso -
mette un pò in crisi alcuni grandi cantieri
olandesi, che sono condizionati dalla ridotta
ampiezza dei canali sui quali affacciano. Ma non
è il caso di Oceanco, che ha la fortuna di
sorgere sulle stesse acque del porto di Rotterdam,
dunque, praticamente senza limiti di sorta.
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