
SUPERYACHT #521 Settembre 2005
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

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Intervista di Franca Urbani a Gino Battaglia, capitano del M/Y "Lady Lola"

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GINO BATTAGLIA CAPITANO DEL LADY LOLA
"Lady Lola" è una barca con interni concepiti da
François Zuretti e nel 2003 è stata premiata come la
barca più bella del mondo allo show-boat di Montecarlo.
Incontriamo il capitano Gino Battaglia nel suo studio, poco prima
della partenza da Genova, dove la barca ha partecipato
all'International Yacht Charter Meeting che si è svolto i
primi giorni di maggio.
Comandante come ha avuto inizio la sua passione per il mare che
l'ha portata a vivere una carriera di grande successo?
Sono nato a Napoli, dove sono rimasto fino all'età 5 anni
quando mio padre, ingegnere navale, decise di trasferirsi al Nord
dove divenne direttore dei Cantieri Navali di Pietra Ligure. Mio
nonno era nella Marina Militare. Con queste premesse non è
strano che io abbia cominciato a lavorare sugli yacht a 14 anni e
abbia continuato fino ad oggi che ne ho 44.
E la passione?
In un momento difficile per la mia famiglia ho conosciuto il
comandante Angelo Bottaio, che al termine degli studi mi ha
portato con lui per un'intera estate su "El Bravo", un 30 metri
che apparteneva ad uno degli uomini più ricchi del tempo,
un'esperienza importante e imparai moltissime cose sull'arte
marinaresca.
Com'era allora l'ambiente, sia quello naturale sia quello dello yachting?
Le coste erano bellissime e si pescava tutto il giorno in un mare
pulitissimo. La gente era molto più rilassata allora e, in
questo lavoro, c'era molta più semplicità e meno
marketing. Naturalmente quando arrivavamo nei porti ci
accoglievano con grandi feste perché uno yacht porta sempre
business. Nel 1982 mi sono imbarcato su "Nabila" di Adnam
Kashoggi, una barca di 86 metri che per quei tempi era al top
della tecnologia. Devo dire che è stato un caso della vita
che mi ha fatto passare da barca a barca, come diciamo noi
capitani, infatti, mentre eravamo ormeggiati a Loano vicino al
"Nabila", sono stato notato come un ragazzo di cui ci si poteva
fidare e presto imbarcato come secondo ufficiale. La vita sul
"Nabila" cominciava alle 7 del mattino e finiva praticamente a
notte inoltrata senza un attimo di sosta e poiché gli
ospiti andavano e venivano numerosi ad ogni ora del giorno e della
notte, io dovevo occuparmi di accompagnarli avanti e indietro
dalla barca con il motoscafo. L'esperienza che ho fatto in quegli
anni mi ha permesso di fare una carriera di grande successo.
Qual è stato il suo primo imbarco come capitano?
È stato su un Hatteras di 24 metri, col quale abbiamo
girato tutto il Mediterraneo. Dall' '86 al '90 sono rimasto con un
armatore italiano che aveva due barche di 24 e 30 metri. Infine
sono arrivato sul "King", una barca del cantiere olandese Feadship
di 42 metri, dedicata ai charter. Stavo a bordo tutto l'anno
alternando Carabi e Mediterraneo.
Com'è arrivato su"Lady Lola"?
Nel 2000 sono andato in Olanda, presso il cantiere Amels, per
seguire la costruzione di "Kermit", un 52 metri di un armatore
svizzero. A Novembre io stesso ho portato "Lady in Blue" a Miami.
Sceglie lei la destinazione delle crociere? In questo caso,
quali sono le sue mete favorite?
Sì, organizzo personalmente i piani di crociera e prediligo
Capri, Costa Smeralda, Corsica e Costa Azzurra. La nostra prima
tappa quest'anno sarà il Festival di Cannes. Come
reagisce questa barca alle traversate atlantiche dal punto di
vista della stabilità?
Avendo fatto la traversata atlantica su "Lady Lola" con rotta
diretta S. Marteen-Gibilterra, percorrendo ben 3.500 miglia, ho
potuto verificare che la robustezza e navigabilità della
barca sono eccezionale, nonostante la sua altezza, che all'inizio
mi aveva lasciato un pò perplesso. Abbiamo preso anche onde
di 6-7 metri e non abbiamo rotto neanche un bicchiere.
Cosa direbbe ad un ragazzo che voglia intraprendere oggi la
carriera di capitano di Superyacht?
Gli direi che non bisogna pensare che questo lavoro sia un
divertimento ma che bisogna affrontare tutte le situazioni che
incontrerà sulla barca con un profilo molto professionale.
La formazione del capitano è importante perchè
dobbiamo occuparci della sicurezza della barca ma anche di quella
delle personalità che trasportiamo e che rappresentano
grossi capitali. Quindi, oltre alle capacità marinaresche
indicherei, come qualità indispensabili per un capitano di
superyacht, la modestia e la serietà.
INFORMAZIONI SUL CAPITANO
Nome: Biagio Gino
Cognome: Battaglia
Età: 44 anni
Nazionalità: Italiana
Scuola di formazione: Istituto Tecnico Nautico
Precedenti esperienze di comando: "King K", cantiere
Feadship, lunghezza 42 metri per 10 anni; "Kermit", cantiere
Amels, lunghezza 52 metri per 4 anni; "Lady in Blue", cantiere
Amels, lunghezza 52 metri per 4 mesi
Imbarco attuale: Lady Lola, cantiereOceanco, lunghezza 63 metri
Bandiera: British Cayman Isl
Caratteristiche principali della barca, (progetto,
distribuzione interna, impianti teconologici e strutturali)
Lady Lola è stata, costruita dai cantieri olandesi
Oceanco, gli interni sono stati disegnatati da Francois
Zuretti e a mio avviso hanno fatto entrambi un gran bel lavoro
Marina preferita: Portocervo, Capri, Mergellina, Montecarlo
Rotta preferita: Capri, Ischia, Baleari, Corsica, Isole Pontine, Elba
Quali innovazioni del mondo dello yachting l'hanno
maggiormente colpita e perché?
Il livello tecnologico dei superyacht si è molto
elevato. Trovo che gli "zero speed stabilizer" siano
un'invenzione incredibile, infatti, permettono alla barca
ancorata di non rollare e la mantengono sempre in un assetto
confortevole per gli ospiti, al punto che, anche sulla tavola
apparecchiata con la massima raffinatezza, non cade un solo bicchiere
La peggiore avventura mai capitata nella sua esperienza di capitano?
In una traversata atlantica, da Nassau a Bermuda, siamo stati
colti da una burrasca non prevista dalle previsioni meteo, che
ci ha messi a dura prova. Per la barca e per l'equipaggio sono
state ore di grande tensione, in quella occasione che ho
verificato quanto mi fosse servita l'esperienza precedente
Il ricordo più bello nella sua carriera di capitano?
Il giorno che mio figlio ha indossato l'uniforme da marinaio e
a pari merito il giorno che mi hanno premiato come miglior
capitano dell'anno 2003
Cosa pensa del suo ruolo di capitano e del mondo dello
yachting in cui si trova ad operare?
È un lavoro affascinante, s'incontrano personaggi di
grande potere e si istaurano delle amicizie profonde, fatte di
grande stima e rispetto; inoltre, si scopre con una certa sorpresa
che queste persone, che danno lavoro a milioni di individui, sono
semplici e sensibili, a volte anche più di noi. Per questo
motivo bisogna che il capitano di yacht come "Lady Lola" dimostri
al proprio armatore tutta la sua competenza, non disgiunta da
grande professionalità, serietà, e discrezione. Non
dobbiamo dimenticare che gli armatori sono persone che si affidano
a noi per divertirsi in serenità e sicurezza
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