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SUPERYACHT #521
Settembre 2005

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo


HAMILTON JET

Volendo parlare ai nostri lettori di sistemi idrogetto abbiamo scelto una delle aziende che si sono distinte nel tempo per lo sviluppo di questo sistema propulsivo, la neozelandese Hamilton, fondata nel lontano 1939 da Sir William Hamilton.

Le attività dell'azienda agli inizi erano lontane da ciò che la Hamilton divenne in seguito, ma lo studio di soluzioni meccaniche che potessero offrire prestazioni elevate è sempre stato al centro di tutte le attività personalI e imprenditoriali del suo fondatore. Sir Hamilton approdò all'idea dell'idrogetto nel 1951, dopo aver realizzato un sistema di propulsione per la navigazione fluviale che non ebbe molto successo. Proprio da questa esperienza avviò il grande lavoro di sviluppo di un sistema differente, che nel 1954 concretizzò l'idea del primo jet firmato Hamilton e che in seguito fu sviluppato con l'ausilio di un ingegnere coinvolto nella ricerca, George Davison. I due si misero a lavorare alacremente fino alla realizzazione nel 1959 di un idrogetto che permise di navigare sul Colorado River a velocità straordinarie. Dunque, nel 1956 l'azienda produsse il primo vero sistema a idrogetto in grado di offrire buone performance su imbarcazioni leggere, nel 1957 nacque quello che fu battezzato "Chinook" e che si distinse per la presenza di tue turbine assiali grazie alle quali si ottenne un incremento delle prestazioni. Nel 1963 la serie "Colorado" rappresentò una svolta, in quanto lo sviluppo progettuale portò la Hamilton alla realizzazione di un sistema molto più semplice e più economico, oltre che particolarmente efficiente e adattabile a una gran quantità di scafi compresi quelli dedicati alle competizioni. Naturalmente l'attenzione dei professionisti del mare a questo nuovo sistema in quegli anni stava crescendo, per questo nel 1970 l'azienda neozelandese realizzò il "Work Jets", sistema di dimensioni maggiori e destinato a sopportare carichi di lavoro molto pesanti per soddisfare le esigenze di navi a propulsione diesel, grandi lance e mezzi comunque destinati a usi impegnativi. Questa serie fu la primogenita di quella che poi l'azienda battezzò HM Series, tuttora in produzione con sistemi che sono stati aggiornati nel tempo e che trovano applicazione su numerosi superyacht e mezzi da lavoro adibiti al trasporto persone o alla sorveglianza costiera. Tornando alla storia degli idrogetto di Hamilton, nel 1973 l'azienda arrivò a un sistema standardizzato per l'installazione dei suoi jet sulle carene, il quale offriva la possibilità di fruire di maggiori spazi all'interno della barca e di essere gestito con sistemi di controllo moderni e più semplici. Nel 1975 l'azienda introdusse il primo sistema espressamente studiato per usi commerciali, il Model 1031, largamente utilizzato in tutto il mondo e che, dopo la presentazione avvenuta nel 1980 della serie 400 destinata a navi di dimensioni maggiori di 30 metri, rappresentò il capostipite di tutta la produzione attuale Hamilton Waterjets sin dal 1984, anno in cui l'azienda avviò la realizzazione dei suoi sistemi basandosi sulla tecnologia del deflettore realizzato per la prima volta con la serie 1031. Nel 1990 la serie HM trovò applicazione anche su navi di dimensioni maggiori di 60 metri, rivelandosi un sistema idoneo anche per questo tipo di mezzi, mentre nel 1991 nacque la serie HS, destinata a scafi particolarmente veloci aventi una potenza massima di circa 1.200 HP. Dal 1993 al 1998 Hamilton ha sviluppato diversi sistemi idrogetto sempre più evoluti e in grado di garantire una spinta sempre più efficiente, ma gli anni '90 hanno rappresentato anche lo sviluppo di quei sistemi elettronici che hanno permesso a chi sceglieva gli idrogetti di gestirli in maniera sempre più semplice. Nel 2003 la Hamilton ha presentato i modelli HJ403 e HJ391, entrambi sviluppati per essere facili da installare e mantenere, in grado di esprimere la massima efficienza e dotati di un sistema di controllo semplice e intuitivo. Dopo aver raccontato, anche se succintamente, la storia di Hamilton Jets, vogliamo provare in poche parole a descrivere il funzionamento di un idrogetto, quantomeno il principio fondamentale su cui si basa. L'azione propulsiva è il risultato della reazione creata dall'energia generata dalla pressione dell'acqua in direzione opposta a quella di avanzamento, in pratica, l'acqua è inizialmente aspirata, poi pompata e spinta all'esterno del sistema con un incremento della pressione dovuto all'azione esercitata dal jet, che è variabile in funzione del numero di giri al quale si fa girare la pompa stessa, ovviamente dipendente dal numero di giri motore. L'azione virante è ottenuta mediante un sistema che permette di orientare la direzione del getto, in pratica orientando il jet in una direzione si ottiene lo spostamento della poppa in direzione opposta per effetto di spinta. Tutto questo è possibile grazie un sistema in grado di dirigere il flusso di acqua ad alta pressione proveniente dalla pompa, comandabile dalla plancia e in grado di orientare la spinta anche verso prua e verso il basso, con il conseguente effetto di retromarcia e stabilizzazione per una direzionabilità elevata ed efficace anche alle andature più basse. Siamo stati molto sintetici, ma non potevamo omettere di elencare i vantaggi derivati dall'uso di trasmissioni di questo tipo e lo spazio che abbiamo a disposizione ci costringe ad essere stringati. Tra i vantaggi spicca l'elevata manovrabilità a qualsiasi andatura, dovuta proprio al sistema appena descritto che assicura un'efficienza di spinta laterale altrimenti non ottenibile; efficienza propulsiva e dunque prestazioni elevate e massimo rendimento; pescaggio limitato in quanto i jet si trovano sullo specchio di poppa; manutenzione ridotta al minimo; silenziosità dovuta all'assenza di elementi rotanti immersi; facile da installare in quanto il sistema è fornito completo e pronto al montaggio, inoltre, l'allineamento con i motori non genera alcun tipo di problema ed è immediato; controllo della variazione di rotta a tutte le velocità facile ed efficace, privo di effetto evolutivo e gestito dal sistema JT di Hamilton, grazie al quale la gestione dei jet è intuitiva e alla portata di tutti. Abbiamo provato questo tipo di trasmissioni di recente e ne abbiamo anche parlato su Superyacht, le nostre impressioni sono state positive e tutto ciò che è ritenuto un più offerto da queste trasmissioni lo abbiamo effettivamente verificato di persona.

Per ulteriori informazioni sulle trasmissioni Hamilton è possibile contattare: Hamilton Jet Ltd; PO Box 709 Christchurch; New Zealand; Phone: +64 3 348 4179; Fax: +64 3 348 6969; e-mail: marketing@hamjet.co.nz; sito web: www.hamjet.co.nz. Indirizzo dell'ufficio europeo che distribuisce anche in Italia: Hamilton Jet (U.K) Ltd; Unit 4a, The Birches Industrial Estate East Grinstead, West Sussex; United Kingdom RH19 1XZ; tel. +44 1342 313 437; fax +44 1342 313 438; e-mail sales@hamjetuk.com