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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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QUANTUM MARINE ENGINEERING
La sua valenza e suoi successi commerciali l'hanno dunque proiettata nel gotha di questo specifico mercato, ma Quantum - divenuta poi Quantum Stabilizers Inc. - basa ancora oggi la sua struttura sul un pool abbastanza ristretto di manager e tecnici, fra i quali ricordiamo Theo Koop e gli ingegneri Peter Florence e Byron Stauffer, che vengono considerati tra i più qualificati esperti nel campo degli stabilizzatori, Hans Oomes, colui che pensa e sviluppa la gestione elettronica degli apparati, il progettista Lambert Dimmissen e Mike Perkins, prezioso dealer, molto introdotto nel mondo dei comandanti di superyacht. A loro si deve anche lo sviluppo dell'ormai famoso "Zero Speed", il sistema che consente di stabilizzare la barca non solo quando è in navigazione ma anche quando si è alla fonda, fermi, divenuto in breve tempo l'indiscusso best seller della gamma. Si tratta di un apparato che, grazie al cinetismo proprio delle sue pinne, opportunamente profilate e dimensionate, indotto da un complesso sistema idraulico, comandato in maniera istantanea e con la giusta potenza da un sofisticato pacchetto hardware/software, riesce a contrastare efficacemente le accelerazioni che il moto ondoso genera sulla massa dello scafo, riducendone drasticamente il rollio. In pratica, le stesse appendici che durante la navigazione, sfruttando la portanza creata dalla velocità, riescono a stabilizzare la barca, una volta che ci si trova all'ancora periscono autonomamente alla mancanza di tale fattore velocità con movimenti verticali, più o meno ampi, equiparabili a quelli di un'ala in movimento, ottenendo un effetto smorzante di grande efficacia. Il focus di tale sistema, tuttavia, non sta tanto in questa azione dinamica delle pinne quanto nel suo controllo. Il loro movimento, infatti, per avere reale efficacia, non solo deve essere perfettamente dosato, in ampiezza e potenza, ma deve avvenire in un preciso momento, in sincrono e opposto a quello del moto ondoso. Altrimenti, se così non fosse, non solo si rischierebbe di far perdere efficienza al sistema ma, come si può ben immaginare, si potrebbero generare "effetti collaterali" indesiderati capaci, addirittura, di enfatizzare il rollio stesso. Nel listino Quantum è presente anche il sistema denominato "OnAnchor", disponibile per tutti quei clienti che sulle loro barche hanno montati apparati Vosper di passata generazione. OnAnchor, soprattutto grazie all'adozione di un avanzatissimo sistema di controllo elettronico degli stabilizzatori, il "Quantum Controls ARC", è infatti in grado di "upgradarli", portandoli a un livello di efficacia del tutto equiparabile a quello degli Zero Speed. Forte di tanta tecnologia, di tanto know how specifico e innovativo riguardo ai sistemi di stabilizzazione, la Quantum è dunque pienamente impegnata alla conquista del mercato ma, come abbiamo detto in apertura, il suo grande successo di oggi dipende anche dal tipo di organizzazione che si è data per le assistenze e nel post vendita. Assodato che moltissimi, probabilmente la maggior parte dei superyacht varati di recente montano sistemi Quantum e che parecchi di quelli "vecchi" se ne stanno dotando, quello di dare un'assistenza capillare a tutte queste grandi barche è un'altra delle problematiche risolte brillantemente dal management statunitense. Quantum, infatti, oltre a intervenire tempestivamente con i propri tecnici, ha individuato partner strategicamente posizionati in aree geografiche specifiche, extra USA, ai quali ha delegato gli interventi di assistenza. I requisiti richiesti per queste realtà sono ovviamente strutture adeguate, per logistica e specializzazione del personale, eventualmente in grado di ospitare, anche in secco, superyacht di dimensioni rilevanti, organizzazione efficiente, rapidità negli interventi ecc. Per quel che concerne l'area mediterranea il compito è stato delegato all'italiana Alfa Yacht Yard, azienda ligure che oltre alla sue sede storica, situata nella zona dell'aeroporto di Genova, ha recentemente implementato le sue strutture acquisendo la gestione del cantiere presente all'interno del porto di Varazze. Un'area, questa, dotata di due ampi capannoni dedicati sia alle assistenze sia al refit di grandi imbarcazioni, che vengono movimentate grazie alla presenza di un travel lift da 320 tonnellate. Ulteriori informazioni possono essere richieste ad Alfa Yacht Yard: via Cibrario, 1 - 16145 Genova Sestri Ponente - tel +39 010 6511384 - fax +39 010 6512780 - e-mail: mail@alfayy.com |