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IL FENOMENO DELLA CAVITAZIONE
Il fenomeno della cavitazione si manifestò per la prima volta su eliche navali nel 1856 durante alcuni esperimenti eseguiti dal francese Sig. George Rennie. Si constatò che aumentando l'immersione dell'elica la spinta cresceva. La vera natura del fenomeno non fu allora individuata e l'autore della ricerca si limitò a concludere che il rendimento dell'elica aumenta con l'aumentare dell'immersione. Nel 1892 il costruttore francese A. Normand fece esperimenti simili a quelli di Rennie, ma in più mise in evidenza che la spinta non aumenta con l'aumentare dei giri perché esiste un numero di giri critico, che aumenta con l'aumentare dell'immersione, oltre il quale la spinta crolla. Dopo pochi anni il fenomeno della cavitazione, nome proposto da R. E. Froude, fu studiato nel primo tunnel a circolazione d'acqua realizzato dal costruttore Parsons. Negli anni successivi fu costruito un tunnel di cavitazione più grande con, per la prima volta, il sistema stroboscopico di osservazione con cui si poté fotografare il fenomeno. Il sistema stroboscopico, per mezzo di una luce intermittente regolabile, realizza un apparente rallentamento, fino alla quiete e al cambiamento di verso.
I filetti fluidi giunti al punto I si aprono e si addensano nel punto II , che si trova nella parte più larga del corpo, per poi divergere e riprendere l'andamento iniziale dopo aver superato il corpo. Nel punto I la velocità è nulla e la pressione PI per il teorema di Bernoulli è PI = P0 + ½ρV0². Nel punto II la velocità del fluido è VII e si ha PII = P0 + ½ρV0² - ½ρVII². Se VII è superiore a V0, PII è più piccolo di P0 e quindi inversamente proporzionale a VII. Al limite potrebbe essere PII = 0, per cui i filetti fluidi si staccano dalla parete del corpo formando una cavità. Con il diminuire della pressione si raggiunge la tensione "e" del vapore d'acqua saturo alla temperatura ambiente e l'acqua evapora, cioè si ha l'evaporazione a freddo. Le bolle di vapore, così formate, sono trascinate dalla corrente verso zone dove la pressione aumenta e si condensano di nuovo. Quindi il fenomeno della cavitazione, come sopra descritto, modifica il campo fluidodinamico intorno al corpo immerso.
Un percorso così tormentato agisce in modo negativo sul coefficiente di portanza e di resistenza di un'ala portante o di una pala di elica, e quindi sul rendimento. La soglia di cavitazione cresce all'aumentare della pressione e all'accrescimento della purezza dell'acqua, inoltre sale al diminuire della temperatura dell'acqua. Infatti, con il diminuire della temperatura la solubilità dei gas in acqua aumenta, mentre il numero e le dimensioni delle bolle di gas libero diminuicono. La struttura molecolare dell'acqua non è uniforme. Infatti, come è schematizzato nella Figura 4 , la distanza tra le molecole non è uguale e quindi anche la reciproca forza di attrazione. Inoltre vi sono zone o punti di vuoto, sacche di gas e corpi estranei, a volte, non totalmente bagnati. Come la pressione diminuisce le sacche di aria si dilatano, il liquido evapora ed il vapore le riempie. La presenza di impurità è di maggior peso all'inizio della cavitazione. La cavitazione può essere a bolle o a lamina. Nella cavitazione a bolle (Figura 5) si formano e si dissolvono, in modo pulsante, grosse bolle di vapore, visibili ad occhio nudo. Una bolla di cavitazione nel punto A , dove la pressione è uguale a quella del vapore d'acqua saturo "e" , si dilata e va gradatamente aumentando la sua dimensione, poiché la pressione esterna diventa inferiore ad "e" . Tale aumento prosegue fino al punto B , dove la pressione esterna è risalita al valore "e" . La bolla rapidamente si riduce fino a condensarsi completamente nel punto C . Dopo l'implosione della bolla si riforma una seconda bolla che si condensa in D , ecc.. Nei punti d'implosione si hanno pressioni dinamiche elevatissime e quindi corrosioni nel materiale. La cavitazione a bolle è agevolata dalla presenza nel fluido di grandi nuclei di cavitazione ed il fenomeno ha una certa durata, cioè un relativo lento movimento. Invece se il movimento aumenta, cioè si ha una velocità elevata, il liquido non riesce ad evaporare, i filetti fluidi si staccano dal corpo e creano una cavità piena di vapore. Questo tipo di cavitazione è denominato "cavitazione a lamina" ( Figura 6 ). La cavitazione a lamina è meno pericolosa per la corrosione perché ha una minore quantità di liquido evaporato e condensato. Anzi, se la cavità ricopre completamente il corpo e si chiude lontano dal bordo di uscita, la condensazione avviene lontano da esso ed ogni pericolo di danneggiamento del materiale scompare. Una cavitazione di tal genere si chiama supercavitazione. Le eliche denominate supercavitanti sfruttano la supercavitazione ed hanno sezioni (Figura 7) disegnate in modo da poter sfruttare bene il fenomeno. Quindi sono eliche adatte ad una elevata velocità di avanzamento. Non sempre la cavitazione è negativa. Infatti, per realizzare sotto carena la fuoriuscita del gas di scarico dei motori propulsivi, si utilizza, come aspirazione, la depressione di una cavitazione come quella del tubo Venturi ( Figura 3 ) . Va inoltre osservato che l'effetto negativo della cavitazione non dipende tanto dalla maggiore estensione di cavitazione quanto dal suo carattere di intermittenza, che è causa di vibrazioni, originato dalla disuniformità della scia, causata dalle appendici e dalle forme di poppa. Quindi il problema della previsione di questo fenomeno può diventare d'importanza anche superiore rispetto all'obiettivo primario della massima efficienza dell'elica. |