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SUPERYACHT 7
Inverno 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Intervista di
Fabio Petrone
a Virginio Enrico Sanguineti, titolare della Sanguineti di Chiavari


ANCHE GLI ACCESSORI
FANNO GRANDE UNA BARCA

Sanguineti è un nome celebre nell'accessoristica ligure e nazionale, che pian piano ha integrato l'antica attività con tutto ciò che ai nostri giorni viene richiesto da cantieri e armatori di barche.

Noi facciamo accessoristica da diporto, il che vuol dire che produciamo e facciamo produrre tutti gli apparati di movimentazione interna, esterna, tutte le attrezzature di coperta - abbiamo fatto anche quelle del Destriero, abbiamo progettato tutto noi, la parte ricoperta, i tonneggi. - per pezzi su ordinazione abbiamo cercato un'azienda che fosse abituata a fare del materiale molto leggero.

Quindi, c'è anche un in-put tecnico molto specifico? Se si tratta di una barca d'epoca, ad esempio, viene richiesto un certo tipo di prodotto, per una barca veloce un altro, per il classico motor yacht ancora un altro?

Esattamente. Il nostro grande problema è proprio questo: avere e vendere il prodotto giusto per la barca giusta. A volte, nell'immediatezza, ciò non è possibile. Ho tante scale, ad esempio, poi mi chiedono una scaletta pensata per una barca di 24-26 metri e poi scopro che la barche è invece un 50 metri. Questa passerellina, che vede qui appoggiata, dalla poppa non ci usciva neanche. L'abbiamo cambiata. Grazie alla nostra organizzazione, siamo stati in grado di fornirgliene immediatamente un'altra più adatta. C'è questa possibilità di scelta. Se lei va a Monaco, c'è un magnifico 80 metri che si chiama "Delphine", la passerella è nostra, i cabestani sono i suoi, ce li hanno mandati, li abbiamo buttati dentro e gli abbiamo fatto tutto un impianto idraulico nuovo. Lo stesso lavoro lo abbiamo fatto sullo "Skagerrat", che è stata la vecchia barca di Hitler. Se lei va a vedere non ci sono i cabestani, c'è soltanto la campana, però la barca di 80 metri ha una signora passerella che non è quella per la barca da 30 o 20 metri Ogni volta c'è la necessità di adattare l'oggetto alla barca. E noi lavoriamo in questo senso, per offrire un servizio completo. Collaboriamo con gli uffici tecnici e sto gia lavorando per barche che usciranno forse tra un anno o due.

Sono ingegnere meccanico, quindi non sarò mai un loro concorrente, che potrà firmare una barca. Non sarò mai uno che un domani che ha visto un tuo disegno, lo copia o lo vende a un altro. Per loro sono sempre un collaboratore... e poi c'è tutto l'adattamento, l'interfacciamento sulle barche per cercare di dargli personalità. Qui sotto c'è una plancetta che sale e scende, non so se l'avete vista. Va via domani, a Ostia, da Canados. Ne sto facendo un'altra, da due tonnellate, dove dovrà trovar posto un battello ancora più grande..

Siete, perciò, anche molto attenti a quello che offrono le nuove tecnologie? Sia in tema di materie prime che di assemblaggio.

In proposito, siamo riusciti ad evolverci in maniera significativa, a livello di gestione di materiali. Sto parlando della lega leggera, per la quale abbiamo adottato una progettazione diversa dal passato, in funzione del fatto che noi tariamo con la macchina a acqua. Questo ci ha permesso di riprogettare tutto in funzione di questo taglio. Se guarda la plancetta sotto di noi può accertarsi che è saldata, ma se lei togliesse tutte le saldature, vedrebbe che sta insieme da sola, perché è tutta incastrata, con pezzi già preforati. Le saldature, perciò, non hanno problemi, non si criccano, perché è un insieme a incastri autoreggente. È un'evoluzione adottata negli anni. Noi viviamo la nostra stagione di lavoro rispondendo alle richieste, ma nel frattempo ci sono progetti nuovi, idee nuove, prodotti nuovi, radicalmente. Finito il momento di lavoro stagionale più duro, ci dedichiamo anche allo sviluppo, ad assimilare l'innovazione. In questo momento, un cantiere mi ha chiesto dei bracci telescopici per tirare fuori, sull'esterno, una rete, perché sul terzo ponte di un 60 e rotti metri giocano a golf e desiderano un sistema per evitare che le palline cadano in mare. Gli ho mandato ieri il disegno di questi bracci elettrici. Abbiamo fatto anche le scalette per far fare il bagno ai cani. anzi ci sono degli armatori che vogliono fare il bagno insieme ai loro cani. Il cane, però, non ha il piede, ma deve avere comunque il posto per mettere le zampe. Cambiando l'inclinazione dei gradini, ho fatto la scaletta da cani.

Mi stava dicendo che fate anche scalette, passerelle o addirittura ascensori per disabili.

Si, l'abbiamo fatto anche su un quaranta metri. L'armatore che ci vive, non ha le gambe e voleva entrarci con la carrozzella, ma su questa misura di barca, non si può mettere l'ascensore di casa che ha bisogno di mezzo metro per passare. Su una barca che si muove, anche i contrappesi sono da evitare. Si deve tener conto di un mucchio di cose.

Abbiamo visto giù anche gli hard-top movibili. Pure quello è un bel lavoro, interessante, anche perché il mercato ne propone parecchi.

Infatti c'è molta concorrenza, ma non si tratta di una lavorazione facile, perché il sole agisce sul colore e anche sulle dimensioni

Ci sono tutta una serie di problemi che non si vedono, ma cerchiamo di gestirli, comunque, dando il massimo. C'è gente che fa lavori a prezzi inferiori, così qualcuno mi dice "Quello là vende a meno". Gli rispondo: "Se per lei è la stessa cosa, compri quello che risparmia, non c'è problema". Noi dobbiamo fare un lavoro al top, con le capacità nostre e delle maestranze. Sanno il loro mestiere ma se diciamo "Qui è fatto male, rifallo", lo rifanno. La gente poi cresce con questa mentalità della precisione. Se invece gli dici "fai presto", questa sera dobbiamo averne finite dieci il lavoro si svolge in tutt'altra maniera. Noi di lavoro ne abbiamo tanto, ma prima delle ferie abbiamo già chiuso i programmi completamente..

Siete al massimo della produttività?

Lo sviluppo è affidato al nostro Ufficio tecnico, affinché ci consenta di gestire un pò più lavoro.

Quanto tempo ci vuole a progettare ad ex novo la movimentazione per un tender con scaletta.

Grazie alla nostra esperienza, l'idea viene subito, il problema con le grandi barche è di arrivare alla conclusione. In genere ci vuole un'immensità di tempo, alle volte mesi. Prima di tutto bisogna interfacciarsi col cliente. Ad esempio, c'è un cliente che si sta facendo costruire un 50 metri in Cina. È dal Salone di Genova che stiamo definendo il discorso della scala laterale. Il cinese gli parla di 42 cm, e io gli dico: "Dottore, io su un 50 m non le faccio una scala di 42 cm. Lei avrebbe un oggettino da bambini, e poi qualcuno le direbbe.. "ma chi te l'ha fatto"? Si faccia dare più spazio, non è possibile che su un 50 m si monti una scala reale miserevole. È un oggetto che deve dare la figura a una barca. Quando sei in rada e ti vengono a trovare, devono passare per la scala reale. E li fai salire su un affare così? Una scelta di una scala minima mi sta bene su una barca off-shore, un pò più estrema, allora la scaletta piccolina, tutta traforata, tutta piena di buchi, magari senza legno, con un pò di fibra di carbonio, mi sta benissimo. Ecco, questi sono i problemi che noi affrontiamo quotidianamente e sui quali dobbiamo sicuramente fornire assistenza quando sono a posto.

Come siete organizzati, appunto, per l'assistenza?

Abbiamo posti di appoggio nei posti principali e per il resto il magazzino, con quasi tutti i pezzi di ricambio pronti.

Comunque siete in grado di erogare un servizio rapidissimo.

Si, spediamo via Traco e lo ricevono il mattino dopo. Lunedì mattina, a Viareggio, abbiamo una barca di 40 metri che ha una gru del '97 che cala un pochino sottocarico. Deve salpare, mi ha detto, prima di andare via mandami qualcuno. E noi saremo lì puntuali. Ma ci andiamo, perché lo vediamo come un servizio, non come un qualcosa che si fa per guadagnare. Cioè, hai venduto una cosa, la paternità rimane.

Volete fare sempre bella figura, nel senso che quando si monta su una barca e si vede un vostro oggetto deve sempre comunque essere il vostro biglietto da visita?

È lo spirito con cui lavoriamo, anche se poi, col tempo, dipende dalla cura che l'armatore ha della sua barca. E lo dimostra il lavoro che abbiamo. Di barche, in questo momento, ne stiamo facendo tante.

Quando c'è una commessa su una barca, mirate a fare tutta l'attrezzatura di bordo, tutta l'attrezzatura di coperta o vi fermate a ciò che preferite?

Certo. Cerchiamo di dargli più roba che possiamo. La gestione di tutto una barca è più agevole.

Lavorate bene un pò su tutte le cose che fate?

Certo che sì. Ma non basta dirlo. Occorre una struttura, un'organizzazione in grado di farlo. Anche perché chi spende vuole, ha diritto al meglio. Oggi non ci sono più gli sprovveduti di una volta. L'armatore si serve di survejer che controllano tutto, anche i subfornitori.

Quindi vengono a controllare che qui ci sia una struttura. Poco tempo fa è venuto un inglese che nel suo humor tutto britannico, ha raccontato: "Sono andato a visitare quello a cui volevano ordinare la passerella. Ho visto l'officina, c'erano due operai e un cane. Il cane aveva uno sguardo molto intelligente, ma i due manovali gli avrebbero obbedito"?

A parte la battuta, bisogna avere una struttura e anche la capacità di andare sempre avanti, di fare cose nuove. Il cliente oltre che seguirlo, lo anticipiamo.

Lavorate con cantieri che producono in grande serie?

Anche. Lavoriamo per cantieri dal nome Benetti, Codecasa, Robel Marine, Arno, Christensen, Palmer & Johnson. Insomma, ci cerca una serie cantieri che vuole un prodotto di un certo modo.

Quando l'armatore mi chiede consiglio, se andare dall'uno o dall'altro io dico sempre: Dottore, ne prenda una usata. Dal prezzo dell'usato lei sa già cosa compra, che valore ha.

Lei deve vedere quanto le costa comprare, quanto metterla a posto, il periodo della garanzia e, quindi, quanto le costano gli interventi..

Probabilmente siamo gente che va contro corrente. Il mercato della meccanica ti porta sempre a fare qualcosa che costi meno, a dare al cliente meno sostanza. Io credo, invece, si debba dare di più, perché in questo momento, chi può permetterselo gode di comprare.

Anche i cruscotti delle macchine sono fatti in plastica, ma pure lì c'è plastica e plastica.

Noi siamo tra i pochi, forse gli unici che seguiamo i disegni dei verricelli approvati Lloyd, perché l'approvazione d'officina per il pezzo singolo è un conto, l'approvazione dei disegni da parte dei Lloyd è diverso perché vogliono dati di frenatura e di altre caratteristiche che ne fanno un pezzo speciale.

Adesso abbiamo fatto le cerniere dei portelloni che le indico e finora, in giro, non ne abbiamo ancora viste. Sono a quattro leve e permettono, variando un pò su queste posizioni dei perni, di far partire lo sportello praticamente in piano, ma si può alzarlo e venire parecchio più alto perché qui delle volte è basso e la gente sotto non ci sta, così apriamo i portelloni alti, barca per barca li mettiamo a posto messa a posto.