
SUPERYACHT 7 Inverno 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Fabio Petrone
|
|

San Lorenzo al Monaco Yacht Show CRESCERE NELLA CONTINUITA'
Una delle notizie che negli ultimi tempi ha suscitato maggior
scalpore nel settore nautico è stata senza dubbio quella
che ha riguardato Massimo Perotti. Dopo una lunga militanza nel
Gruppo Azimut/Benetti, infatti, durante la quale si è fatto
apprezzare per le sue indubbie qualità professionali,
assieme a Roberto Zambrini, altro top manager provienente da Saim,
Perotti nel 2004 ha rilevato il marchio San Lorenzo acquistandolo
dalle mani di Giovanni Jannetti, fino ad allora deus ex machina
del cantiere, colui che ha fatto la storia e la gloria di questo
brand. Un passaggio di consegne volutamente lento, visto che
tuttora Jannetti, al di là della sua carica di Presidente
Onorario, in cantiere è una delle figure più
ascoltate da Perotti stesso, proprio per segnare in maniera decisa
la continuità fra passato e futuro: nel modo di costruire
le barche, nella loro estetica, nel modo di rapportarsi con la
clientela, nei numeri contenuti della produzione ecc..
Lo scorso 23 settembre a Montecarlo, in occasione del Monaco Yacht
Show, durante la conferenza stampa tenuta dal cantiere Sanlorenzo
all'interno del prestigioso Yacht Club monegasco, la voglia di
questa continuità nell'essenza del marchio è stata
pienamente confermata direttamente da Perotti il quale, assieme a
Zambrini, attuale Direttore Generale di Sanlorenzo, Marco Viti,
anche lui da quindici anni nella storia del cantiere, e Antonio
Santella, già manager di spicco in realtà quali
Uniesse e Baglietto, ha presentato il nuovo corso di questo marchio.
A questa nostra realtà - ha detto fra l'altro
Perotti - Giovanni Iannetti è riuscito a conferire la
precisa connotazione di cantiere "top brand", percepito come tale
dalla clientela non solo perché in grado di produrre barche
di lusso, come fanno tanti altri, ma perché queste sono
ritenute realmente esclusive, in virtù del loro totale
livello di personalizzazione alle esigenze dell'armatore. Il
nostro plus è e resterà la cura al dettaglio, tipica
delle lavorazioni artigianali, fusa alle migliori tecnologie, in
modo da riprodurre a bordo un livello di benessere assolutamente
in linea con quello che ognuno di noi percepisce dalla propria
casa. Il nostro scopo è quello di lasciare inalterati tali
valori, confermando il posizionamento del marchio come unico nel
suo genere.
Sanlorenzo S.p.A. è un'azienda impegnata in una sfida
difficile - ha continuato Perotti - ma che proprio grazie a
questo gruppo di lavoro, coeso, appassionato ed estremamente
preparato, contiamo di vincere. Cento milioni di fatturato
è il target da raggiungere nei prossimi tre anni,
attraverso una crescita costante non tanto nei numeri della
produzione quanto nell'ampliamento della gamma.
Sanlorenzo, innanzi tutto, oltre a potenziare l'attuale sede di
Ameglia, dopo quarant'anni tornerà a costruire barche nel
cuore del polo nautico italiano per eccellenza: Viareggio.
Ciò determinerà una significativa crescita nelle
potenzialità produttive di questo cantiere, ampiamente
giustificata dall'ingresso del brand nel settore delle grandi
barche semidislocanti in VTR ma anche in quello delle costruzioni
in alluminio e acciaio, per scafi plananti e semidislocanti fino a
una lunghezza massima di 50 metri. E poi novità anche nel
settore dei motoryacht plananti, in quella gamma che ha
determinato il successo di Sanlorenzo dove, dopo i recenti lanci
del 108', dell'82' e il restyling dell'88', ci sarà il
debutto di un inedito modello da 62', nuova barca di accesso al
marchio, oltre al restyling del 72'.
Nel presentarli, Marco Viti, che di questa linea motoryacht e del
cantiere di Ameglia, dove continuerà a essere prodotta,
sarà il responsabile, ha anche dichiarato:
Uno dei valori aggiunti di Sanlorenzo è che le sue
barche le ha sempre rinnovate a intervalli di tempo molto ampi e
ciò ha contribuito in maniera determinante anche alla loro
tenuta nel mercato dell'usato. Quando il cliente acquista un
motoryacht Sanlorenzo sa che di quella barca non uscirà una
nuova versione tra 3 anni, con la conseguente svalutazione di
quella che ha appena acquistato. Ciò, chiaramente, oltre a
soddisfarlo sotto il profilo dell'investimento, fortifica la sua
sensazione di possedere un mezzo esclusivo, assolutamente non
commerciale. Poi - ha aggiunto Viti - ci sono altri
fattori che concorrono al nostro preciso posizionamento nel
mercato dell'eccellenza, come il design dei nostri motoryacht, mai
troppo evoluto, semmai classico, da barca senza tempo.
Indubbiamente, i modellini presentati, per altro relativi a
barche già in produzione, con le loro forme messe a punto
dallo studio Della Role di Viareggio, tradizionale partner, sono
assolutamente coerenti con il family feeling espresso nei modelli
più recenti della gamma, così come inalterato viene
mantenuto il livello di assoluta personalizzazione richiedibile
per gli interni di ogni singolo Sanlorenzo, anche del più
piccolo. Il nuovo 62', come le altre parecchie novità
proposte in pochi mesi - anche se i "lanci" sono coincisi con
l'avvento di Perotti al timone dell'azienda, il processo di
rinnovamento della gamma in realtà era stato già
avviato da Jannetti stesso - dimostra anche quanto Sanlorenzo
S.p.A. creda ancora e parecchio al settore dei flying bridge di
lusso, nonostante si stia al contempo proiettando nel mercato dei
superyacht più grandi che, per molti versi, oggi sembra
tirare e attrarre molto di più. Una produzione che
continuerà, quindi, a caratterizzarsi per l'alto livello
qualitativo complessivo e che a regime subirà
un'accelerazione del tutto relativa in termini di numeri, ma che
vedrà proprio nel 62' il modello più replicato.
È stata poi la volta di Antonio Santella che ha preso la
parola per illustrare la realtà produttiva di Viareggio di
cui sarà a capo - due grandi capannoni nel cuore pulsante
della città - e soprattutto delle prime nuove barche che da
lì usciranno. La prima porta l'acronimo di SD92,
trattandosi di una navetta semidislocante, di 92 piedi, che
sarà realizzata in VTR. Santella ha tenuto a precisare che
anche in questo caso, come in quello dell'altro superyacht
presentato durante la conferenza stampa, il 40m ALU, grande
risalto è stato dato proprio all'elaborazione del design
degli scafi anche da lui definiti ".dei classici senza tempo.
Il lavoro fatto con Francesco Paszkowski - già
più volte interlocutore di Santella ai tempi di Baglietto -
che firma entrambi i progetti, è stato molto intenso,
guidati dalla stessa voglia di proporre barche la cui essenza
fosse inconfondibilmente quella di Sanlorenzo ed elaborando
però soluzioni estetico funzionali capaci di dare loro una
grande personalità".
Così la SD92, lunga m 27,50 per 6,80 di larghezza, spinta
da 2 Caterpillar da 1.015 HP, si presenta con una linea per alcuni
versi assimilabile a quella dei grandi motoryacht fly di
Sanlorenzo, anche se la barca gode di volumi e superfici
decisamente più importanti. Emblematico è il ponte
più alto, un vero e proprio sun deck, davvero vasto e
invitante per gli appassionati dei bagni di sole, ma anche in
parte protetto da un hard top sul quale svetta un classicissimo
alberotto in legno. Interessanti anche l'inserto che segue la
finestratura della pilthouse, snellendo il montante, e la grande
porta finestra a metà del ponte principale, che offre
accessibilità a cucina e relativa dinette. Quello delle
navette semidislocanti - ha aggiunto Santella - è un
settore nel quale crediamo parecchio, perché la navetta ha
spiccate qualità marine spiccate, è una barca che
permette di navigare di notte, una long range boat, poco rumorosa,
una barca che va incontro alle esigenze del vero appassionato di
nautica. Anche chi oggi va in barca a vela, su una grande barca a
vela, potrà essere sicuramente attratto da una nostra
navetta.
Il 40m ALU è dunque un superyacht in alluminio, veloce, 40
metri per otto di larghezza spinto da 2 MTU da 3.700 HP che
indubbiamente cattura l'attenzione: innanzi tutto per la presenza
dell'inusuale colorazione in contrasto data all'hard top, sul
quale spicca una sorta di radar arch molto aerodinamico; poi, a
guardarla meglio, per la presenza di diversi altri spunti
stilistici e funzionali interessanti. Paszkowski su questa barca
ha infatti utilizzato una soluzione a metà fra quella
definita wide body, con tuga larga - così appare la barca
verso prua, per conferire maggiore spaziosità ai locali
riservati all'armatore - e il classico motoryacht con tuga
più stretta, che concede il passavanti esterno,
com'è in effetti la barca verso poppa. Per mantenere
inalterata l'accessibilità dal ponte di prua verso poppa e
viceversa, il designer toscano ha altresi ricavato dei passavanti
che proprio a mezza nave salgono e poi, seguendo il profilo dello
scafo, ridiscendono a prora. Parte dello sforzo progettuale sia di
questo 40 metri che della più piccola navetta, è
stato poi finalizzato ad amplificare la godibilità del mare
da parte di chi si trova a bordo, la sensazione di esservi quanto
più vicini. In questo contesto rientra l'ampiezza delle
vetrate elaborate per l'SD92 ma anche, ad esempio, la vera e
propria terrazza sul mare che l'armatore del 40m ALU può
godersi, direttamente accessibile dall'area "owner", ricavabile
grazie al ribaltamento di 90° della falchetta.
Dopo Roberto Zambrini, che si occuperà di coordinare e
gestire le due realtà produttive di Ameglia e Viareggio,
è tornato a parlare Massimo Perotti, presentando Tom
Carroll, amministratore delegato della neonata Viking Custom
Yachts Inc.. che rappresenterà Sanlorenzo negli USA. Un
partner appositamente creato da Viking Yacht - leader nel settore
dei convertible - con il compito di vendere Sanlorenzo agli
statunitensi, indubbiamente, e aprendo un nuovo importantissimo
mercato al cantiere - se l'azienda aveva un limite, era proprio
quello di concentrare il proprio florido business quasi
esclusivamente in Italia - un partner che dovrà anche
educare quel mercato "di massa" al piacere di possedere la
qualità di un motoryacht italiano realizzato su misura,
tailor made direbbero loro. Un piacere, nel caso di Sanlorenzo,
che continuerà a essere davvero per pochi.
|