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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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FGG C-100 DAY CRUISER
Già nei primi anni '70, quando il monopolio del legno nella costruzione nautica cominciava a vacillare, si diceva che la lega leggera fosse tra i più promettenti materiali alternativi. Se la storia successiva ha poi decretato il dilagante successo della vetroresina è soltanto perché la lavorazione dei metalli - e soprattutto di quelli a base di alluminio - richiedeva, allora come ora, una sapienza pari a quella dei maestri d'ascia che lavoravano le essenze più pregiate e una tecnologia di gran lunga superiore. Ma i principi restano assolutamente validi: la lega leggera di alluminio garantisce effettivamente un rapporto resilienza/peso (in parole molto povere, la resistenza agli urti in base allo spessore) assolutamente eccellente, un'azione antivegetativa naturale (per il processo chimico della passivazione) e una durata potenzialmente illimitata. Ecco perché chi sa trattare questo materiale, e possiede gli appropriati macchinari per saldarlo, finisce immancabilmente per costruire scafi molto speciali. Il che vale, ovviamente, per le loro caratteristiche intrinseche, ma non di rado anche per la qualità e l'originalità dei progetti e del design. E' questo il caso del C-100, un originale lancione semipontato che il cantiere Fgg ha concepito come tender per navi da diporto. L'impostazione estetico-funzionale dello scafo richiama molto le linee dei runabout che, soprattutto negli anni '60, resero celebre la cantieristica dei laghi lombardi. D'altra parte, l'azienda sorge proprio ad Albese con Cassano, cioè nel pieno di quella provincia comasca che vide formarsi - addirittura nel corso dei secoli - una delle più importanti tradizioni di carpenteria navale del nostro Paese. Dunque, dicevamo dell'impronta estetica che, evidentemente, si manifesta soprattutto nell'opera morta. Qui, l'elemento più cospicuo è costituito dal diedro rovescio delle sezioni poppiere (in sostanza, la larghezza al capodibanda è inferiore rispetto a quella misurata al galleggiamento) che contrasta in modo assai elegante con la forte svasatura a V dei masconi prodieri. La semipontatura, che si sviluppa per circa metà della lunghezza, da mezzanave a prua, forma un volume di stivaggio davvero importante e, soprattutto, funge da supporto per un prendisole di dimensioni eccezionali. Il pozzetto, che gode di una superficie analoga, è invece dotato di una lunga panca perimetrale a "U" e di una bassa console centrale con divanetto di guida a due posti. Il tutto per una portata massima di dieci persone. La motorizzazione standard consiste in una coppia di motori fuoribordo a 4 tempi da 150 hp ciascuno: una potenza non stratosferica che però consente al C-100, in condizioni di carico medio, di raggiungere agevolmente la notevole velocità massima di 40 nodi.
SCHEDA TECNICA |