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Intervista di
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BRENDAN COOLEY - M/Y SALACIA
Comandante, lei é molto giovane, come ha iniziato a conoscere e ad amare il mare? Ad Augusta, dove ho vissuto da ragazzo. Si tratta di una cittadina di 1000 abitanti situata in una zona famosa per la produzione di vini, che si affaccia su un oceano molto agitato: proprio là dove l'Oceano Indiano si unisce all'Oceano Pacifico meridionale. La casa dove abitavo con la mia famiglia,si affacciava proprio sull'oceano e mio padre, che era pescatore, mi portava con sé nella pesca allo squalo. Mi piaceva molto andare con lui anche se a volte stavo molto male a causa del mare grosso. Nonostante soffrisse il mare come mai ha deciso di lavorare sulle barche? Questa parte dell'Australia non è molto frequentata ma la natura e in particolare il mare sono stupendi. Ricordo che stavo ore davanti alla bay window del soggiorno ad osservare affascinato le onde dell'oceano e i pescherecci che lo solcavano. Fantasticando davanti al mare ho maturato la decisione di imbarcarmi. Com'è cominciata la sua formazione marinara? Devo dire che non mi è mai piaciuto andare a scuola, tuttavia ci sono andato malvolentieri fino a 15 anni, termine entro il quale in Australia finisce la scuola dell'obbligo. Diciamo che ho colto la prima opportunità per abbandonare gli studi. Dopo che ho lasciato la scuola ho iniziato a lavorare come deck-hand sui traghetti che portavano da Perth all'Isola di Rottnest, distante circa 10 miglia nautiche. L'isola è molto bella e frequentata da molti turisti. Inoltre quando i miei genitori si sono separati ho seguito mia madre a Perth e sono entrato nella Coast Guard. Direi quindi che nonostante il dolore per la separazione, trasferirmi nella nuova città ha favorito la mia formazione marittima. Quale training ha dovuto seguire in Australia per diventare capitano? In Australia il regolamento per conseguire l' attestato di comandante è molto rigido. Le basti pensare che ho dovuto lavorare quattro anni come marinaio per avere l'esperienza necessaria e accedere al primo certificato di capitano. Il sistema australiano considera valida una giornata di training, solo se l'aspirante capitano passa in mare almeno cinque ore effettive. In Australia la prima cosa che si richiede a chi vuole portare una barca è l'esperienza in mare. Per ottenere il primo certificato ho dovuto fare trentasei mesi di navigazione effettiva; per conseguire il secondo e il terzo, diciottomesi per ciascuno. Tra l'altro vengo da un mare, quello australiano di Perth, che è tra le dieci zone marine più ventose al mondo e il training è veramente severo. Ora però sono felice di essere, a soli 27 anni, al comando di un'imbarcazione come "Salacia", uno splendido yacht di 34 m, e sono molto fiero dei sacrifici fatti per arrivare fin qui.. Quali sono le barche su cui ha navigato prima di diventare capitano? Quando ho conseguito il primo certificato sono andato come primo ufficiale sui traghetti. Quando ho conseguito il secondo certificato ho raggiunto il titolo di capitano di traghetto. Le interesserà sapere che il traghetto "Super Flyte" della linea Boat Torque Cruises, con cui ho lavorato più a lungo, è stato poi venduto all'Italia per coprire ila tratto di mare Napoli-Capri. Ho lasciato i traghetti nel 2001 e ho lavorato come secondo e poi come primo ufficiale su "Lazy Z" uno yacht di 51m. Questa barca ha lavorato ai Caraibi come charter ed era molto conosciuta. Sono poi ritornato in Australia e ho lavorato come capitano per i cantieri Austal Ships su "Perfect Prescription" (54m) e "Seabowld"(53m). Nella stesso cantiere ho anche lavorato come "Project Coordinator as Commissioning Captain" con due funzioni: collaborare nella progettazione dei traghetti ad alta velocità e portarli in mare per i test. Questo cantiere è leader nel mondo per la costruzione dei traghetti veloci, infatti queste imbarcazioni raggiungono una velocità massima di ben 48 nodi per una lunghezza che varia dai 40 ai 126 m. In questi cantieri sono stati costruiti traghetti per le isole Canarie, il lago Ontario, Tahiti. Inoltre Austal Ships hanno costruito molte barche per la Guardia Costiera dell'Australia e dello Yemen. L'avventura più bella che l'è capitata come capitano? Nel febbraio di quest'anno è nato mio figlio ed è stato come un premio per aver conseguito il diploma di capitano. E' stata anche una bella coincidenza che mi abbiano offerto il comando di "Salacia" dei cantieri Evolution Yachts di Perth.Questa barca mi piace molto. Ci può raccontare un viaggio con un mare particolarmente mosso e un vento particolarmente forte? Il viaggio con il mare più terribile che io abbia mai visto l'ho fatto l'anno scorso, in Novembre, a bordo di "Lazy Z", durante una traversata atlantica dalle isole Canarie alle Bermuda. Ricordo in modo particolare quattro lunghi giorni di maltempo dopo essere partiti dalle Bermuda, che ci hanno accompagnato nella rotta verso New York, dove alla fine del lungo viaggio la barca doveva essere portata per desiderio dell'armatore. L'altezza delle onde, che superavano il livello del ponte dell'imbarcazione, era pari a 7-8 m. Si trattava della tredicesima traversata atlantica per "Lazy Z" e della quinta per me. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio. Può raccontarci le novità tecnologiche più utili nel mondo dello yachting? Posso dire che un grande vantaggio alla navigazione lo ha portato la strumentazione elettronica di bordo in quanto "sistema integrato", perché i vari dispositivi di posizionamento sono in grado di dialogare tra loro permettendo di individuare subito il punto in cui ci si trova la barca e quali siano le sue coordinate. Quali pensi siano le caratteristiche di un buon capitano? Sostanzialmente un buon capitano deve saper gestire bene la barca e il suo equipaggio. Questo presuppone di avere buone nozioni di gestione economica e contabilità, nonché ottime doti interpersonali, mantenendo al meglio i rapporti con gli armatori, l'equipaggio, gli ospiti. Cosa pensi del mondo dello yachting in cui ti trovi ad operare? E' una fantastica opportunità per conoscere gente, vedere posti nuovi, ma bisogna fare attenzione a non essere sviati dalla realtà nella vita di tutti i giorni. In barca si vivono e si propongono servizi, di livello molto elevato, ma quando si torna a casa la vita, anche per noi comandanti, scorre su binari diversi, direi "normali". Io, per esempio, a casa conduco una vita normalissima con mia moglie e mio figlio.. Talvolta è difficile passare da periodi in cui la tua vita scorre ai massimi livelli, ad altri in cui la tua vita può apparire banale. E' importante saper gestire bene il passaggio tra queste due fasi della vita di un comandante e quindi tenere sempre i piedi ben piantati per terra. per terra. IL COMANDANTE DEL M/Y SALACIA
Nome: Brendan. |