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IL VETRO NELLO YACHT DESIGN
Molti anni dopo, mi resi conto che tale definizione si applicava meglio ad un'imbarcazione. Adotterei quindi il concetto di Le Corbusier con una piccola modifica: una macchina in cui abitare...in mare, e questo perché, eccezion fatta per le stazioni spaziali moderne, senza considerare il fattore comfort che di certo non è il loro punto forte, in quali altre macchine vive l'uomo? Forse in automobili, aeroplani, roulotte e simili, ma in queste macchine non vive, piuttosto sopravvive. E poi c'è il mare, l'ultimo spazio libero sulla terra. Il concetto è fantastico: macchine meravigliose in cui possiamo vivere comodamente e solcare liberamente i mari.... Meraviglioso. Quando arriviamo a destinazione però, di preferenza rapidamente e in sicurezza, vogliamo essere a contatto con la Natura e non all'interno di una macchina; per questo possiamo immaginare la gioia nell'usare il primo oblò: la combinazione di un'apertura nello scafo con il vetro. Questa stessa gioia si è evoluta nel corso dei secoli ed è certo che il vetro ha avuto un grosso impatto sulla progettazione dei moderni yacht diventando un materiale di cui non se ne può più fare a meno. C'è chi sostiene che l'uso del vetro nella progettazione di yacht non è una moda o una tendenza momentanea perché porta l'esterno all'interno e viceversa. Analogamente a quanto accadde in architettura, quando Mies Van der Rohe creò il primo edificio completamente di vetro nel 1920, grazie ai progressi ottenuti nella tecnologia del vetro piano, oggigiorno assistiamo ad un maggior uso del vetro a bordo degli yacht, grazie ai progressi ottenuti nella tecnologia del vetro curvo. Non possiamo, ad esempio, parlare dell'uso del vetro nella progettazione navale, senza citare lo yacht di 240 piedi (73 metri circa) originariamente chiamato Eco, varato nel 1991 da Blohm & Voss, dove il vetro convesso è stato usato in modo innovativo. Per divertirci, possiamo tracciare un parallelo interessante sull'evoluzione dell'uso del vetro nella progettazione di edifici e di alcuni yacht di recente costruzione. In architettura, il vetro è stato inizialmente usato per ottenere trasparenza e successivamente come materiale di rivestimento delle parti solide di un palazzo. Nella progettazione navale, l'evoluzione ha seguito un percorso simile, con un ritardo di qualche decennio. Più recentemente, il Wally Power e altri yacht, per nominarne solo alcuni, alle cui sovrastrutture è stato applicato il concetto di vetro avvolgente, ricordano la casa di Mies a Farnsworth del 1946 oppure quella di vetro di Philip Johnson del 1949. C'è poi il Rising Sun, lo yacht di 138 metri costruito da Lurssen nel 2005, con i ponti superiori completamente rivestiti di vetro, che è la versione nautica di molti grattacieli moderni. Le riviste del settore illustrano svariati modelli, soprattutto di maxi- yacht, che confermano questa tendenza. Ogni progetto è valido quando è basato sui propri meriti ma oggi il vetro è un materiale dominante in tutti i progetti. In altre parole, il vetro viene usato sempre più frequentemente ed è accettato come materiale d'uso comune sia dagli armatori sia dai cantieri, senza pregiudizio sulla funzionalità. Non stiamo parlando di usare il vetro solo per gli esterni: oggigiorno è comune vedere porte, paratie, ponti, impianti di illuminazione, arredi, scale, soffitti, quasi tutto di vetro. Il vetro si usa per portare dentro luce e il paesaggio esterno e per creare atmosfere mutevoli associandolo a sistemi di illuminazione innovativi e usando anche quello colorato. Naturalmente tutto questo è possibile grazie alla varietà dei prodotti e dei tipi di vetro oggi presenti sul mercato che possono offrire privacy e sicurezza. Il vetro rivestito si può usare per il controllo termico e solare, il vetro con schermo a cristalli liquidi per paratie trasparenti e opache, la vetrocamera per un più efficace isolamento acustico. Queste diverse applicazioni lo rendono un materiale altamente flessibile, utile e bello. Quando il cantiere romano Canados si rivolse a me per la progettazione del nuovo Open 90', la direzione voleva uno yacht dall'aspetto giovane, fresco, alla moda. Avevo già usato il vetro nella progettazione di alcune imbarcazioni e volevo ampliare quest'esperienza. Nel Superyacht 200 realizzai il mio primo fly completamente racchiuso e con tettuccio di vetro scorrevole parzialmente apribile. Un altro interessante modello è il Catamarano di 36,5 metri che progettai nel 1996 con flybridge racchiuso, con tetto a cupola di vetro apribile ruotando la metà poppiera sotto a quella prodiera. Tale apertura, assieme a quella delle porte a poppavia, può trasformare una zona coperta in un'altra quasi completamente scoperta, da godere sia con tempo freddo e piovoso sia soleggiato. Fin dalle prime bozze, una delle principali preoccupazioni relative al progetto Canados era quella di proporre una nuova applicazione del concetto Open usando il vetro senza soluzioni bizzarre o impossibili da realizzare dal punto di vista produttivo. Un'altra importante preoccupazione era naturalmente quella di progettare una barca bellissima, equilibrata e molto elegante che potesse piacere ad una clientela raffinata ed esigente. Credo che il progettista debba avere la capacità di interpretare ma anche di ispirare. Inoltre, per completare le caratteristiche dell'Open 90', la velocità era uno dei requisiti principali fin dall'inizio perciò il cantiere sviluppò una nuova carena che con le trasmissioni Arneson Drive poteva raggiungere una velocità di 45 nodi. Quando decisi di realizzare parte del tetto di vetro avevo in mente uno dei principi universali della progettazione secondo cui per mettere in evidenza una linea curva la cosa migliore è una linea retta e vice versa. E' facile capire perché: un insieme di linee rette o curve attirano l'attenzione e con una linea curva nel primo caso e retta nel secondo si ha un'interferenza; ma ciò che desideravamo era una chiara definizione della complessiva interazione grafica esterna tra bianco e nero, dove bianca è la vetroresina e nero è il vetro. Il vetro usato per il tetto, per la porta poppiera del salone principale e per le finestre laterali è con schermo a cristalli liquidi, ossia ognuno di essi può essere scurito per regolare la luce e la trasparenza, per impedire l'ingresso eccessivo di luce solare e per garantire la privacy nel caso di ormeggio affiancato in un porto turistico. Dato che il vetro delle finestre può essere scurito, qualsiasi altro dispositivo per oscurare l'ambiente come l'uso di tende viene completamente eliminato, perché obsoleto. Il parabrezza, naturalmente, è sempre trasparente. Negli interni volevamo continuare ad applicare il concetto di trasparenza ed abbondanza di luce, perciò decidemmo di usare tavoli di vetro e per evitare incidenti applicammo ad ognuno di questi una cornice di legno. I sofà, i letti e i comodini sembrano galleggiare sopra al pavimento all'interno del quale incassammo delle luci che contribuiscono e accentuano l'effetto di assenza di gravità. Essendo possibile raggiungere molto velocemente una destinazione con il Canados 90' Open, una volta arrivati si desidera forse ammirare il cielo, il mare e il panorama. Perciò, per il cielo realizzammo un tetto trasparente e vetrate laterali fisse, per il panorama circostante creammo oblò molto allungati e sottili nello scafo, all'altezza degli occhi, per offrire ampie vedute sull'orizzonte dall'interno, contribuendo ad un senso di maggior apertura. A questo punto, dato che abbiamo ampie vedute del cielo e dell'orizzonte, perché non averle dell'acqua? La piattaforma poppiera è posizionata idealmente per offrire la vista dell'acqua e degli Arneson Drive in modo da poter apprezzare la meccanica della propria imbarcazione. Studiammo accuratamente la sistemazione delle aperture allineandole con le eliche ed installammo luci sottomarine per l'osservazione notturna. Il vetro è di tipo speciale e la sua superficie è trattata con materiale antisdrucciolevole per ovvi motivi. Affascinati dall'effetto notturno di tanto vetro, decidemmo di presentare l'imbarcazione la sera. Era facile immaginare lo yacht durante il giorno, ma non la notte: volevamo che somigliasse ad una gigantesca lampada illuminata dall'interno ed è quello che cercammo di realizzare. Per completare il tocco di trasparenza incorporammo un osteriggio nella cabina armatoriale sottostante il salone. In questo modo, il pavimento del salone principale ha una parte di vetro che può essere scurita, offrendo privacy e divertimento ai proprietari e ai loro ospiti. Sempre nel salone principale decidemmo di usare la sedia Louis Ghost e la lampada Bourgie di Kartell, ambedue di Plexiglas trasparente. Scendendo verso la zona ospiti, anche la scala ha l'alzata di vetro e illuminazione posteriore indiretta per creare l'effetto di fili galleggianti, simile ai sofà. Il vetro che conosciamo noi non è un materiale nuovo, nuove sono le tecnologie e nuovi sono i più recenti tipi di vetro speciale che si trovano oggi sul mercato; sicuramente possiamo aspettarci altre novità in futuro. Fragile ma forte allo stesso tempo, opaco e trasparente, materiale incredibilmente versatile, utile e bello, il vetro ha indubbiamente incontrato il favore generale, probabilmente diventerà sempre più importante e troverà nuove applicazioni nella progettazione navale, migliorando la qualità di vita delle macchine all'interno delle quali ci piace vivere, molto simili tra l'altro al Canados 90' Open. |