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SUPERYACHT 9
Estate 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Angelo Colombo


VICTOR CAMINADA
MARKETING MANAGER DI AMELS

  In occasione del Dubai Boat Show abbiamo avuto modo di intervistare Victor Caminada, marketing manager del cantiere olandese Amels, al quale abbiamo sottoposto alcune domande per offrire ai nostri lettori un'idea più chiara sulla realtà di questo cantiere dal quale sono nate alcune tra le più belle barche dedicate allo yachting.


Victor Caminada (a sinistra) e Rob Luijendijk direttore commerciale del cantiere Amels

 
Signor Caminada, visto il luogo in cui ci troviamo potrebbe spiegarci le ragioni che vi hanno spinto a venire a Dubai in occasione del boat show?

Il cantiere Amels realizza yacht dal 1980 e sinora abbiamo avuto sei committenti da quest'area, inoltre, abbiamo degli ottimi contatti nella zona e siamo in grado di comprendere le loro specifiche esigenze, che sono talvolta diverse da quelle dei committenti europei o statunitensi. La nostra presenza qui a Dubai per noi è molto importante, questo è un mercato in forte espansione e riteniamo opportuno esserci. Siamo qui per la prima volta e siamo impressionati dalla quantità di contatti che abbiamo maturato durante questi giorni sia con clienti già nostri sia con altri. Riteniamo questo salone il primo passaggio per potersi affermare su questo mercato, ma questo vale anche per tutti gli altri che partecipano, per esempio noi siamo qui con il gruppo olandese delle aziende impegnate nel diporto nautico, così come ci sono gruppi simili di altre nazionalità.

Quali sono i requisiti di un cantiere per poter essere competitivo in questi paesi?

Il mercato locale richiede qualità senza compromessi, il massimo ottenibile, noi siamo convinti di poter offrire questo livello qualitativo e finora il mercato locale ci ha dedicato la sua attenzione. Di recente abbiamo ricevuto importanti riconoscimenti internazionali per il nostro 73 metri, una barca particolare con piattaforma per l'elicottero e hangar a scomparsa, proprio questa è stata la soluzione che ci ha permesso di ottenere tali riconoscimenti. Si tratta di una costruzione unica, ma stiamo già lavorando a una produzione semi-custom ma sempre in serie limitata di un 171', una famiglia di yacht che allargheremo in seguito con dei 212' che avranno un concept totalmente nuovo. Questo ultimo yacht lo presenteremo a Monaco 2006 dove porteremo anche un modellino in scala. Pensi che dal lancio del 171' a oggi ne abbiamo già vendute due in tre mesi. Consideri comunque che da queste parti i committenti vogliono barche totalmente custom generalmente, solo qualcuno ci chiede dei semi custom come il 171', ma credo che la ragione di questa scelta derivi in parte dal fatto che siamo in grado di realizzare un semi custom simile in appena 14 mesi dall'ordine.

Dunque questo mercato oltre che importante porta con sé anche delle particolarità.

Assolutamente sì, consideri che in genere i committenti locali non vogliono far sapere chi sono e dove terranno la barca, non ci mettono a disposizione lo yacht per fare servizi fotografici da destinare a riviste internazionali. In questo mercato tengono molto alla privacy, per questo per essere gestito in maniera adeguata bisogna saper mantenere livelli di riservatezza elevati, in altri mercati non abbiamo questo genere di esigenza.

Per onorare un ordine simile in appena 14 mesi avrete sicuramente delle strutture adeguate?

Attualmente abbiamo due cantieri nei quali operiamo quotidianamente, uno a nord e l'altro a sud dell'Olanda, dove riusciamo a produrre e a gestire buona parte di ciò che alla fine rappresenta lo yacht finito. Soprattutto siamo in grado di testare ogni cosa, dal dettaglio estetico a quello tecnico fino al varo di uno yacht che riteniamo perfetto e pienamente rispondente a quanto ci eravamo prefissati. Consideri però che la prima nave da diporto l'abbiamo varata nel 1982, ma in realtà noi produciamo mezzi militari, navi commerciali e mezzi speciali sin dal 1918, dunque abbiamo maturato un'esperienza davvero straordinaria e soprattutto varia.

Quale ritenete che sia il vostro concorrente primario?

Sicuramente Feadship, ma con loro abbiamo uno splendido rapporto pur realizzando yacht delle stesse dimensioni e servendo talvolta gli stessi armatori.

Quali sono i vostri mercati di riferimento?

Sicuramente gli Stati Uniti, la Russia e il Middle East. Il mercato russo è molto importante, quello cinese seconde me è ancora immaturo ma può avere potenziali interessanti, sicuramente crescerà e qualche grande barca si comincia già a vedere. Il problema è che da quelle parti manca ancora una cultura nautica così come mancano le strutture, dunque, fino a quando queste circostanze non cominceranno a cambiare quel mercato sarà sempre solo al livello di potenziale. Da quelle parti hanno molto denaro da spendere ma non sanno cosa sia una barca, per questo saremo presenti anche a Shangai, anche se sappiamo già che la potremmo considerare più una vacanza che altro.

In base alle strutture di cui disponete fino a che dimensioni potete arrivare?

Siamo in grado di realizzare yacht fino a 200 metri di lunghezza, anche se intendiamo operare principalmente su yacht di dimensioni comprese tra 50 e 90 metri, questa è la nostra specializzazione, pur avendo potenzialità maggiori preferiamo concentrarci su questa taglia che ci vede ormai molto pratici.

La scelta è sempre quella di scafi in acciaio e sovrastrutture in alluminio?

Sì, è una scelta operativa ben precisa, ritengo che per scafi di tali dimensioni e per di più dislocanti non esista combinazione di materiali migliore. La robustezza strutturale che è in grado di assicurare l'acciaio non si ottiene con altri materiali e il peso non incide sulle prestazioni, non vedo allora un buon motivo per scegliere altri materiali. Chi realizza scafi plananti o semiplananti ha il problema del peso, dunque è costretto a fare scelte diverse, ma è un tipo di produzione che a noi non interessa.

Sappiamo che utilizzate anche dei cantieri al di fuori dell'Olanda.

Sì, abbiamo dei cantieri in Polonia dove riusciamo a contenere i costi di produzione a fronte di una qualità del lavoro impeccabile come se l'avessimo fatto all'interno delle nostre strutture olandesi, ma lasciamo al committente l'opportunità di scegliere dove realizzare la sua barca, per noi non è un problema. Consideri che in Polonia hanno una lunga tradizione nella cantieristica navale, per questo abbiamo scelto strutture in quella zona per affidare loro il compito di realizzare i nostri yacht secondo le nostre specifiche. Poi come gruppo Damen Shipyards Group abbiamo cantieri in Cina, a Cuba in Romania dove si realizza di tutto, dalle navi militari ai grandi yacht ai mezzi veloci per il pattugliamento costiero. Noi facciamo parte di questo gruppo dal 1991 e ne siamo parte integrante con le nostre strutture. Per quanto riguarda gli interni ci affidiamo ad aziende esterne che lavorano per noi e per altri cantieri olandesi e tedeschi, questo perché sono molto bravi e in grado di adattarsi davvero a qualsiasi richiesta garantendo livelli qualitativi sempre elevati. Sanno come interpretare quanto viene loro sottoposto dagli architetti e dagli armatori in modo egregio, questo è un pregio per chi deve realizzare qualcosa che spesso rappresenta il sogno di chi la richiede, anche se molto spesso ci rivolgiamo a designer italiani che aiutano in questo senso chi poi deve realizzare materialmente quanto richiesto dal committente.

Il vostro ultimo yacht varato? E i prossimi?

L'ultimo varo è stato quello di Lady Ann in dicembre, per quanto riguarda il futuro per il 212 stiamo facendo una serie di considerazioni, siamo ancora nelle fasi preliminari e non possiamo ancora dire quando cominceremo a costruirlo e men che mai quando lo vareremo.