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SUPERYACHT 9
Estate 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Mario Felli


Ottimizzazione e sperimentazione:
le nuove frontiere della progettazione navale

Lo sviluppo di un progetto navale impone un'attenta valutazione delle soluzioni tecniche volte a massimizzare le prestazioni dello scafo.

A partire dagli input progettuali, tipicamente legati alle dimensioni, al volume, al dislocamento e alla velocità massima di esercizio, la scelta della tipologia e della forma di carena così come del sistema propulsivo e delle sue appendici, si è spesso scontrata con aspetti riguardanti le prestazioni idrodinamiche ed i requisiti di manovrabilità e sicurezza. Ad esempio, la progettazione idrodinamica ha riguardato essenzialmente gli aspetti legati alla riduzione della resistenza all'avanzamento e della resistenza d'onda (v. articolo di A. Sinisi "La carena tonda" su questo numero di Superyacht), utilizzando rimedi per ridurre la rugosità superficiale dello scafo (saldature a raso, sabbiature, vernici a basso coefficiente d'attrito, sistemi di lubrificazione ad aria hanno portato ad una riduzione della resistenza d'attrito intorno all'80% rispetto alle imbarcazioni prodotte nel primo dopoguerra) e investigando su conformazioni di scafo tali da rendere minima l'energia dissipata per la formazione dei moti ondosi.


Sorgenti e livelli di rumore tipici di un Superyacht. Il problema relativo alla riduzione di vibrazioni e rumore negli alloggiamenti passeggeri (comfort e fatica acustica) e verso l'ambiente esterno (inquinamento acustico) costituisce uno degli obiettivi principali dei moderni approcci progettuali

Negli ultimi anni, tuttavia, la crescente esigenza di aumentare il comfort di bordo, riducendo le emissioni di rumore così come l'entità delle vibrazioni indotte e le oscillazioni dello scafo, ha introdotto una crescente attenzione nei confronti di questi aspetti, in particolare per quanto riguarda l'interazione con il propulsore e la profilatura delle appendici di carena. L'inglobamento di tali aspetti nelle specifiche di progetto presenta numerosi vantaggi legati principalmente alla possibilità di modulare i requisiti di comfort con i tipici parametri prestazionali dell'imbarcazione (minima resistenza, efficienza propulsiva, manovrabilità), intervenendo sulle possibili soluzioni direttamente all'interno del processo di ottimizzazione. In questo modo si evita di ricorrere a rimedi a- posteriori per "sanare" eventuali non rispondenze dell'imbarcazione finita alle specifiche di progetto, rimedi del tutto empirici dettati dall'esperienza del progettista e spesso causa di un aumento dei costi di costruzione oltre che di ritardi sui tempi di consegna.

In questo scenario la progettazione assume sempre più i connotati di un processo di integrazione e mediazione tra esigenze e soluzioni operative spesso contrapposte, in cui è necessario tener conto simultaneamente di tutte le problematiche relative al sistema nave. Tale percorso costituisce un punto critico del progetto di un'imbarcazione in cui il controllo di dette problematiche non è spesso possibile da un punto di vista pratico. I problemi strutturali non possono essere disgiunti da quelli idrodinamici di tenuta al mare e resistenza all'avanzamento, come quelli di gestione operativa della nave non possono essere considerati separatamente da quelli legati al comfort e alle prestazioni.


Misura del profilo d'onda sulla configurazione iniziale e ottimizzata del bulbo prodiero. La carena ottimizzata risulta avere una ridotta resistenza (minori pressioni sul bulbo) ed una formazione ondosa più contenuta

Nel passato il raggiungimento dei requisiti progettuali è stato unicamente basato sull'esperienza e l'intuito del progettista con un approccio interattivo "trial and error" che, tuttavia, a fronte di una ricaduta negativa su costi e tempi di sviluppo ed analisi delle varie alternative, non garantiva il raggiungimento di una soluzione ottima. Questa circostanza ha gettato le basi per lo sviluppo di un nuovo approccio progettuale in cui il supporto di strumenti matematici e di calcolo permette di affrontare il problema in maniera automatica, scandagliando tutte le possibili alternative fino al raggiungimento di una soluzione "ottima". Il problema della progettazione si trasferisce, dunque, nell'isolamento di un insieme di variabili che caratterizzano il fenomeno, nella scelta e nell'implementazione di un algoritmo di ottimizzazione, nonché nell'analisi delle prestazioni finalizzata alla verifica della rispondenza con i requisiti progettuali. Tale fase costituisce un complesso e articolato processo in cui l'esperienza del progettista non può prescindere dal supporto sinergico della sperimentazione in Vasca Navale e dall'ausilio di codici numerici dedicati.


Prove di tenuta al mare eseguite presso il bacino rettilineo dell'INSEAN. Lo studio dell'impatto di sistemi ondosi con lo scafo riveste una grande importanza per aumentare i livelli di sicurezza e di comfort a bordo

Su questa sinergia si fondano i moderni approcci progettuali, ereditati dal settore aerospaziale e a oggi diffusi soprattutto in realtà di nicchia dell'ingegneria navale (barche da competizione, imbarcazioni militari), in cui il processo di ottimizzazione, basato sull'uso di codici numerici, viene integrato dal supporto di avanzate tecniche sperimentali per la loro validazione e la verifica delle prestazioni. Gli algoritmi di ottimizzazione utilizzati nel passato sono stati prevalentemente concentrati nella soluzione di problemi isolati, non considerando il miglioramento del sistema nave nel suo complesso ed eventuali effetti derivanti da soluzioni "conflittuali". Il punto debole di tale approccio è, dunque, una visione parziale delle azioni e degli effetti indotti sul sistema nave, trascurando possibili interazioni tra soluzioni "conflittuali".

A tale riguardo il caso delle alette antirollio e delle pinne stabilizzatrici può essere preso come esempio di quanto importante sia affrontare globalmente tutti gli aspetti progettuali ed operativi del sistema nave: il dimensionamento di tali appendici va ragionevolmente realizzato guardando non solo all'ottimizzazione delle prestazioni dell'imbarcazione in termini di stabilità ma dovrà, ad esempio, riguardare anche gli effetti idrodinamici (legati all'aumento della resistenza all'avanzamento) e propulsivi (eventuali interazioni tra i vortici rilasciati dalle alette e dalle pinne stabilizzatrici con il propulsore). Un altro tipico esempio di interazione conflittuale tra requisiti progettuali è il cosiddetto fenomeno del "whipping", che si riferisce ad un fastidioso fenomeno risonante determinato da piccoli ma continui impatti della poppa con la superficie dell'acqua. L'effetto del "whipping" è particolarmente evidente quando l'imbarcazione è ferma: in questa situazione i sistemi di controllo attivi sono completamente inefficienti e solo un'efficace disegno della poppa può ridurre tale fenomeno. Tuttavia l'ottimizzazione deve tener conto principalmente delle prestazioni della nave in navigazione e pertanto le due opposte tendenze di alzare la posizione del transom per ridurre tali vibrazioni e di abbassarlo per aumentare le prestazioni debbono essere affrontate con una filosofia di progetto globale volta all'ottimizzazione. Nello stesso modo vanno citati casi in cui lo scafo ottimizzato idrodinamicamente, minimizzandone la resistenza all'avanzamento e i moti verticali, registrava tuttavia una netta riduzione dell'efficienza propulsiva, con una ricaduta negativa in termini di prestazioni.

In questi ultimi anni i ricercatori dell'INSEAN (Istituto Nazionale per Studi ed Esperienze di Architettura Navale) hanno sviluppato sofisticati strumenti di calcolo automatico per l'ottimizzazione idrodinamica delle navi, considerando il sistema nave come un insieme di sottoproblemi idrodinamici accoppiati che riescono a modellizzare globalmente ed efficacemente la complessità delle interazioni tra l'ambiente marino e l'imbarcazione.

Con questo approccio le caratteristiche richieste per un nuovo progetto, definite in termini di obiettivi (ad esempio riduzione della resistenza d'attrito e di forma, aumento dell'efficienza propulsiva, miglioramento delle prestazioni in manovra e/o in mare agitato, diminuzione delle accelerazioni, riduzione di moti di larga ampiezza) e vincoli operativi di tipo geometrico (es. dimensioni dell'imbarcazione, dislocamento, volumi per il payload.) e funzionale (es. altezza massima del profilo d'onda, minima distanza tra le strutture vorticose delle alette stabilizzatrici dall'asse del propulsore), vengono descritte mediante un'espressione matematica detta funzione obiettivo. In questo modo è possibile analizzare in maniera automatica tutte le migliori configurazioni che soddisfano gli obiettivi progettuali, nel rispetto dei vincoli operativi e a partire da una configurazione geometrica iniziale dello scafo. Naturalmente il numero di soluzioni del problema di ottimizzazione dipenderà dal numero e dalla tipologia degli obiettivi e dei vincoli imposti. In alcuni casi in particolare il problema di ottimizzazione non avrà soluzione e sarà dunque necessario scendere a soluzioni di compromesso, rimodellizzandone parzialmente gli obiettivi o i vincoli, soluzioni che tuttavia vengono formalizzate e valutate nella realtà virtuale della simulazione CFD, e, dunque, con una ricaduta trascurabile sui tempi e costi di progettazione. Una panoramica più dettagliata degli aspetti riguardanti il progetto di una nave e la relativa verifica sperimentale verrà fornita nel prossimo numero di "Superyacht", attraverso la descrizione delle principali problematiche e metodologie con le quali si scontra lo sviluppo di un algoritmo di ottimizzazione e delle più avanzate tecniche sperimentali.


Riduzione della resistenza totale di una carena ottimizzata (andamento in blu) rispetto al disegno originale (andamento in rosso)

GLOSSARIO

Anemometria Laser Doppler. Tecnica sperimentale per la misura del campo di velocità in un mezzo fluido. L'anemometro Laser Doppler è uno strumento ottico che consente di misurare puntualmente il campo di velocità in un fluido con un'elevata accuratezza e senza perturbare il campo di moto.

CFD. La CFD è una disciplina della fisica applicata nata intorno agli anni '60, il cui nome è l'acronimo inglese di Computational Fluid Dynamics, vale a dire Fluido Dinamica Computazionale. Come risulta evidente dal nome si tratta dello studio, tramite l'uso del calcolatore, della dinamica di un fluido, nel quale possono essere presenti fenomeni fisici quali lo scambio termico, l'irradiazione acustica, la trasmissione di vibrazioni, la cavitazione ecc.

Validazione. La validazione dei modelli CFD è la verifica sperimentale dei risultati ottenuti attraverso la simulazione numerica di un assegnato problema ingegneristico. Questo processo di "certificazione" della qualità della simulazione viene tipicamente realizzato confrontando i valori delle variabili di output del modello numerico con quelli misurati sperimentalmente, nelle stesse condizioni operative e in punti corrispondenti del campo.

Whipping. Fenomeno idroelastico dovuto all'impatto della poppa con la superficie dell'acqua che induce una vibrazione risonante sullo scafo. Tale fenomeno provoca delle flessioni longitudinali dello scafo (figura sotto) che si ripercuotono negativamente sul comfort a bordo.


Deformazione di uno scafo a seguito del fenomeno del "whipping" (la deformazione è stata esasperata per meglio descrivere il fenomeno)