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Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
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DAVID DAWES: MIRABELLA VMirabella V ha due comandanti che si alternano nell'arco dell'anno. Incontriamo per primo David Dawes, con il quale facciamo una chiacchierata davvero interessante.
Sono nato a Brisbane, Australia, e vivo a Newport, Rhode Island, USA. Ho una figlia di 9 anni, di cui sono molto orgoglioso, che attualmente sta frequentando una scuola di vela estiva. Qual è stato il suo primo contatto con il mare? C'è stato qualcuno nella sua famiglia che lavorava in mare? Uno dei miei primi ricordi da bambino è quello di mio padre che costruiva per me una barca a vela di 3 metri, con la quale ci divertivamo a esplorare la costa. Era un modo di andare all'avventura: avevo una carta stradale al posto di quella nautica e un piccolo binocolo da teatro al posto del cannocchiale: roba da "Swallows and Amazons" (libro per ragazzi pubblicato nel 1930, che racconta di sei ragazzi che vanno in barca a vela, campeggiano e s'inventano mille avventure nella natura). Poi da adolescente era fantastico campeggiare, navigare sull'Hobie cat, andare in windsurf e incontrare ragazze. Dove ha studiato? Come si è svolta la sua formazione scolastica? Il primo ciclo di studi l'ho seguito in Australia, passando tra l'altro molti mesi in Tasmania, presso l' "Australian Maritime College". Poi mi sono trasferito negli Stati Uniti, dove ho conseguito un Master degree al College Marittimo e nello stesso tempo la licenza di terzo ufficiale per navi senza limiti di tonnellaggio. Ci può dire qualcosa sulle sue esperienze più significative, prima di diventare un comandante? La navigazione sulle navi mercantili è noiosa ma importante, perché t'insegnano in maniera severa le procedure di navigazione. Ho avuto modo di ammirare l'abilità necessaria per condurre un'enorme imbarcazione a motore, quale una nave container, dentro a un porto. Ma anche regatare è stato importante, perché ho imparato a navigare su barche con alte prestazioni e molto tecnologiche. Ero regolarmente imbarcato su barche impegnate in regate oceaniche, come la Sidney-Hobart e la Newport-Bermuda. Ancora una volta un modo per cercare l'avventura. In verità ogni barca sulla quale sono stato mi ha insegnato qualcosa, perfino il semplice windsurf. Il mio sogno era ottenere un diploma marittimo completo (Master Mariner), ma un certo calo nel commercio marittimo mi ha impedito di raggiungere l'obiettivo. Ho preso invece una licenza commerciale negli USA e una di livello inferiore in Inghilterra. Ci può raccontare con poche parole che cosa rappresenta Mirabella V per lei e qual è la vera anima di questa barca? Mirabella V rappresenta una sfida totale. Non so quanti siano in grado di svolgere un lavoro del genere senza avere nel proprio curriculum varie esperienze lavorative. Il mio armatore è un uomo che si è divertito a creare un'interazione tra i vari professionisti coinvolti nell'ideazione, costruzione e charterizzazione della barca. Appare altrettanto felice in jeans ed elmetto in cantiere, mentre discute dettagli tecnici, che quando fa colazione con i suoi quattro nipotini a bordo. Lavorare per un uomo simile rende questa attività particolarmente coinvolgente. Anche sua moglie è una signora molto solare. Entrambi gli armatori sono la vera anima di questa barca, insieme naturalmente all'equipaggio, il migliore che abbia mai avuto. Cosa mi può dire a proposito della sua professione di comandante? Qual è il segreto per fronteggiare il mare e nello stesso tempo per organizzare ogni cosa a bordo in una maniera così perfetta? La sfida è proprio organizzare tutto in maniera perfetta, ma non credo che sia questo il mio punto saliente. Penso di essere un buon leader e di saper manovrare bene la barca. In realtà, però, credo che il vero segreto consista nel reclutare le persone giuste e saperle dirigere alla perfezione. Quale sono le sue rotte preferite? Con una barca a vela come Mirabella V, sicuramente i Carabi e la Grecia sono le mie destinazioni preferite, perché sono sicuro di trovare il vento. Quando il vento è molto forte e riduciamo la superficie velica proporzionalmente, Mirabella V naviga davvero come nessun'altra. In Grecia c'è capitato di navigare con più di 30 nodi di vento, tra le scogliere, solo con il fiocco, e l'andatura era del tutto confortevole. A volte devo ricordarmi che stiamo navigando con vento molto forte, perché la barca è così incredibilmente adatta a farlo che nemmeno me ne accorgo. Quale è la rotta che le manca? Il Pacifico e ancora l'Australia, ma questa volta con un grande yacht. Come può descrivere brevemente la vita di un comandante di superyacht, dal punto di vista professionale e per quel che riguarda la vita privata? È difficile mantenere i contatti con la famiglia e gli amici con questo lavoro? Fare yachting professionale è difficile per chi vuole mantenere delle relazioni personali. Consiglio a chiunque pensa di fare questo lavoro, di cominciare da giovane, e poi fare in modo di tornare a terra prima che le opportunità di mettere su famiglia svaniscano. Tuttavia bisogna dire che molti di noi non hanno trovato niente di più appagante nella vita che andar per mare. Per quanto mi riguarda, un brutto giorno in mare è sempre meglio di una buona giornata in ufficio. Come è il suo rapporto con l'armatore? Ho cominciato a navigare per i Vittoria circa 15 anni fa e ho un rapporto molto personale con loro. Conoscono mia figlia e s'interessano della sua vita. Sono italiani, persone solari e molto attive nella gestione dei loro tre yacht. Sono contento quando sono a bordo, perché hanno amici simpatici e una bella famiglia. Il loro tempo a bordo è comunque molto limitato, perciò mi hanno dato delle grandi opportunità, e insieme delle notevoli responsabilità, per le quali gli sarò sempre grato.
IL COMANDANTE DEL "MIRABELLA V"
Nome: David |