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SUPERYACHT 10
Autunno 2006

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Martino Motti


CHARTER CLASS RINA

Seguendo il filone logico dell'attività a supporto della nautica svolta dal Rina, in continuo sviluppo, pensiamo sia opportuno parlare della nuova possibilità offerta agli armatori di navi da diporto che necessitano di un ammodernamento o refitting dalla Charter Class. Il recente regolamento che da un paio d'anni ha consentito l'iscrizione delle navi da diporto destinate esclusivamente al charter sul registro speciale delle navi commerciali, viene incontro infatti alle necessità degli armatori che vogliono ammortizzare le spese di aggiornamento tecnico e di immagine, facendo acquisire all'unità un maggior valore sia nell'impiego come nella vendita attraverso una vera e propria ristrutturazione. Ciò avviene quando si riesce a ottenere la nuova, ambita classificazione, che riguarda le unità più vicine al concetto e alle dimensioni della nave da crociera: allora si può avere la Charter Class. Ecco che, quasi automaticamente, le norme che insistono sul diporto destinato al charter, diventano simili a quelle dello shipping.

Fino a non molto tempo fa chi voleva riclassare la propria nave da diporto doveva rivolgersi necessariamente a istituzioni straniere, ora questo è possibile anche in Italia grazie alla nuova Charter Class del Rina. Vediamo però le motivazioni che possono spingere un armatore a riclassare la propria barca. In primis, si può supporre che un armatore che possiede una unità da diporto d'epoca o quantomeno vecchia di alcuni anni, prima o poi debba effettuare lavori di refitting, sia per esigenze tecniche che per questioni di estetica o per rimodernamento. E' evidente che oggi tali operazioni di ristrutturazione devono seguire necessariamente le prassi dettate dalle norme vigenti in fatto di sicurezza e gli interventi hanno un costo proporzionale all'entità dei lavori da fare. Ecco, allora, che all'armatore si offre la nuova opportunità. Eseguendo alcuni miglioramenti in più sugli impianti e sugli ambienti (dimensionamento degli impianti di condizionamento e riscaldamento, altezze soffitti e ventilatori, aperture, vie di fuga, antincendio, altezza dei parapetti, posizionamento dei fanali, numero e tipo di ombrinali), si può fare in modo che la nave da diporto diventi nave commerciale e che quindi possa essere utilizzata anche per il charter internazionale. Tutto questo è ancora più agevole se la nave da diporto viene classificata di short range, cioè abilitata a navigare entro 70-90 miglia dal porto sicuro più vicino.

Il cantiere che effettua il refitting e l'ente che rilascia la necessaria certificazione, in questo caso il Rina, lavorando a stretto contatto garantiscono che i lavori eseguiti sono a norma, e che quindi l'unità possa ricevere il Charter Class. Una nave con tale certificazione non solo ha la possibilità di lavorare e quindi di creare reddito, ma ha diritto a ingenti sgravi fiscali, che giustificano ampiamente una ristrutturazione più costosa. Certo, imbarcazioni d'epoca avranno senz'altro necessità di lavori di adeguamento più pesanti, ma parimenti saranno soggette a esenzioni dovute al fatto che particolari interventi tecnici non sono oggettivamente effettuabili su barche di una certa età.

Non trascurabile poi il fatto che la classificazione rende la nave più sicura sotto tutti i punti di vista, perché i lavori che sono stati eseguiti sono certificati e riconosciuti internazionalmente. Avere una nave classata può portare inoltre vantaggi economici all'atto della stipula di un contratto d'assicurazione e soprattutto in caso di vendita, quando la classificazione diventa un plus a garanzia della qualità e delle manutenzioni eseguite. Uno degli aspetti più spinosi della questione riguarda i materiali: il mercato chiede soluzioni sempre nuove, mentre il gusto evolve e costringe i cantieri o chi si occupa di refitting a cercare nuovi materiali che soddisfino le richieste estetiche, garantendo nel contempo il rispetto delle norme di classificazione.

Anche qui l'opera e l'esperienza maturata dal Rina nel campo dello shipping diventano preziose. Il Registro, attraverso un'intensa attività di ricerca e studio, ha infatti la possibilità di aiutare i cantieri a trovare i migliori materiali rispondenti alle normative vigenti, supportandoli nell'osare, quando desiderano creare yacht dalle caratteristiche avanzate, soprattutto nel momento in cui la concezione moderna di tali unità si avvicina sempre più alla nave da crociera. Dall'entrata in vigore del regolamento italiano, molte imbarcazioni già esistenti sono state trasformate in classe charter, addirittura in numero maggiore rispetto a quelle nuove. Differenza fondamentale tra il Rina Charter Class e l'MCA è che nella costruzione o nella riclassificazione di una nave oltre le 350 tonnellate l'MCA prevede solo una classificazione long range mentre in Italia un cantiere può decidere di applicare la long range o, per non appesantire il progetto e in accordo con le esigenze dell'armatore, di adottare la short range, con evidenti vantaggi strutturali ed economici.