
SUPERYACHT 10 Autunno 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo
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ROYAL HUISMAN ARCADIA
Progettato da Tony Castro per un cliente statunitense, Arcadia
è uno di quegli splendidi esempi di come il classico possa
convivere con il moderno e con la più recente tecnologia.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 35,80
lunghezza al galleggiamento m 31,55
larghezza massima: m 8,24
immersione massima: m 4,34
dislocamento: T 284
velocità massima: nodi 12
velocità di crociera: nodi 10
autonomia alla velocità di crociera: 5.000 nm
classificazione: MCA, Lloyds ?100A1, SSC, Yacht, Mono, G6, LMC, UMS
materiale di costruzione: Corus "Alustar" Temper
motorizzazione: 2x540 HP Caterpillar 3412 DI-TA
riserva carburante: litri 43.474
riserva acqua: litri 7.780
attrezzature di coperta: custom made by Rondal.
Per ulteriori approfondimenti è possibile
contattare Royal Huisman Shipyard BV; Flevoweg 1; 8325 PA
Vollenhove Holland; tel. +31 527 243131; fax +31 527 24 3800; e-
mail yachts@royalhuisman.com; sito web www.royalhuisman.com.

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Il cantiere olandese Royal Huisman possiamo considerarlo un
esperto in materia di superyacht, basti alla sua realizzazione di
nome Athena, il più grande yacht a vela privato mai
costruito che proprio di questa combinazione tra classico e
moderno fa uno dei suoi punti forti. Ma sono anche altri gli
esempi con i quali il cantiere ha saputo creare una filosofia
progettuale interpretandola di volta in volta con soluzioni
stilistiche e tecniche sempre innovative. Arcadia è frutto
di questa esperienza e della ormai consueta capacità del
cantiere di realizzare tutto in proprio, compresi i particolari
apparentemente meno significativi presenti a bordo. Ma Arcadia
è anche il frutto di una tendenza che si sta affermando tra
gli armatori di grandi barche, ossia, quella di guardare anche a
mezzi di dimensioni più a misura d'uomo, con i quali poter
raggiungere marina e porti più piccoli, in località
altrimenti non esplorabili. Gli stessi armatori che scelgono mezzi
simili chiedono grandi autonomie, consumi relativamente ridotti e
volumi interni in grado di assicurare il giusto comfort nelle
crociere più impegnative, nel corso delle quali la barca si
vive in ogni suo angolo. Con Arcadia il cantiere Royal Huisman ha
realizzato il sogno di un armatore della costa orientale degli
Stati Uniti, il quale come prima richiesta ha avanzato l'esigenza
di poter disporre di uno yacht che non fosse sovradimensionato in
funzione delle sue reali esigenze, ma che al contempo gli
permettesse di avventurarsi in crociere oceaniche senza escludere
la possibilità di navigazioni ai poli. Per questo tra le
richieste dello stesso armatore è spiccata la scelta del
materiale di costruzione, ossia, l'alluminio, in grado di ridurre
rispetto all'acciaio di circa il 10% gli attriti sullo scafo
offrendo circa il 25% in più di autonomia e il 17% in
più di efficienza a parità di consumi di carburante,
assicurando costi di gestione più contenuti. Inoltre,
avendo egli intenzione di navigare ai poli, ha scelto questo
materiale di costruzione anche in funzione dell'elevata resistenza
meccanica agli impatti che è in grado di assicurare, a
fronte di una maggiore elasticità propria di questa lega,
questo anche quando le temperature sono molto basse. Ma a tutto
questo come specificato in precedenza, si aggiunge la
volontà dello stesso armatore di avere uno yacht dove lusso
e funzionalità devono convivere nel migliore dei modi ma
secondo canoni stilistici classici. Dunque, il lavoro di Tony
Castro per lo sviluppo di questo yacht, benché egli stesso
abbia dichiarato che si è trattato di una sfida molto bella
da affrontare, è stato sicuramente impegnativo. Anche
perché l'armatore è un uomo di mare con molta
esperienza alle spalle e dunque con le idee chiare circa i suoi
obiettivi finali, ma lo stesso progettista afferma che questo in
realtà rappresenta un vantaggio, in quanto un armatore
così è in grado di comprendere tutti i passaggi
progettuali necessari per superare i problemi di natura tecnica a
fronte della risoluzione di problemi di natura puramente estetica.
Uno dei grandi lavori realizzati in fase progettuale ha riguardato
lo sviluppo parallelo degli interni da parte di Dick Young e delle
linee esterne di Tony Castro, lavoro che necessariamente è
stato svolto in armonia tra i due progettisti per raggiungere il
risultato ottimale. Dopo essere arrivati a forme definite, dunque
a stabilire i volumi e le linee d'acqua, i progettisti hanno
sottoposto i risultati all'Istituto Idrodinamico Olandese, il
quale si è prestato a fornire un'analisi dei flussi
idrodinamici dello scafo nonché i risultati delle pressioni
e delle onde da questo prodotte. Tutto questo ha permesso di
ottenere dati necessari per poter ottimizzare lo scafo e per
adeguare dimensioni e forme di tutte le appendici, oltre che avere
riferimenti chiari sulle proprietà nautiche dello scafo, in
particolare per quanto riguarda la tendenza al raddrizzamento. Si
tratta indubbiamente di un progetto molto curato e durante la
nostra visita a bordo e la seppur breve navigazione che abbiamo
avuto modo di effettuare ce ne siamo resi conto di persona. Tra le
cose che negli interni ci hanno maggiormente colpito troviamo la
soluzione della cabina VIP, la quale mediante una porta scorrevole
a scomparsa può essere trasformata in due cabine complete
di tutto, bagno compreso. Inutile dire che in condizioni di
utilizzo come cabina singola questa diviene una vera e propria
suite con tanto di salotto privato. Altri elementi che spiccano
sono la fine lavorazione dei rivestimenti in legno per i quali
è stata scelta l'essenza di mogano, capace di conferire a
tutti gli ambienti un calore molto gradevole. Poi ancora le tante
finestrature e gli oblò presenti sulla sorvrastruttura e
sulle murate, le porte scorrevoli dei locali interni, l'eccellente
visibilità di cui gode la plancia e la piacevole vista
panoramica dal salone e dal ponte superiore, soluzioni come
l'albero deputato a ospitare i sensori e le antenne realizzato
dalla Rondal in carbonio per non spostare le masse verso l'alto e
altre ancora. Per esempio, anche i sistemi di navigazione
rappresentano quanto di più moderno è oggi possibile
trovare sul mercato, come il quello computerizzato per la gestione
di tutti i dati provenienti dai sensori e dagli strumenti
nonché da apparati quali il radar, soluzione che permette
di avere con due monitor in plancia tutto sotto controllo, dallo
stato di efficienza delle macchine e degli impianti all'ambiente
in cui si trova a navigare Arcadia. Il progetto si sviluppa su tre
ponti più uno superiore di superficie ridotta dedicato al
relax all'aperto. Il ponte inferiore nella zona poppiera ospita la
grande cabina VIP che abbiamo descritto sopra, dunque
trasformabile in due cabine doppie, la quale occupa l'intera
larghezza dello scafo ed è accessibile da due porte che si
affacciano su una piccola area quadrangolare i cui lati sono
occupati da una parte dalla scala di accesso dal ponte principale,
e dall'altra dalle porte di accesso alle due cabine ospiti
presenti in questa zona, le quali hanno una un letto matrimoniale
e l'altra due letti in piano, entrambe con bagni riservati. A
centro nave si sviluppa la grande sala macchine che ospita anche
tutti gli impianti di bordo come generatori, impianti di
condizionamento etc.. Questa è direttamente accessibile dal
quartiere equipaggio, il quale occupa l'intera porzione prodiera
dello scafo e comprende due cabine doppie, una matrimoniale,
locale adibito a ufficio e spazio ricreativo per il personale di
bordo. Il ponte principale comprende una zona poppiera all'aperto
riparata sul cielo dal prolungamento del ponte superiore, dove si
trova un grande tavolo pranzo con sedute perimetrali e dal quale
si accede al salone interno che comprende divani, mobile bar,
grande schermo al plasma a scomparsa, tavoli da gioco e da
caffè e accesso all'attigua zona pranzo che si trova in
posizione centrale. Procedendo verso prora troviamo un bagno
diurno, locali di servizio e poi la splendida cabina armatoriale,
la quale gode dello spettacolo e della luminosità offerti
dalle ampie finestrature della sovrastruttura e di tanto spazio,
grazie al quale comprende un angolo ufficio, ampio locale bagno,
zona vanity, letto matrimoniale. Il ponte superiore è
occupato nella porzione prodiera dalla grande e ospitale plancia,
dove con un colpo d'occhio se ne intuisce il contenuto
tecnologico, mentre a poppavia, troviamo un'ulteriore salotto e
un'altra area dedicata al relax dalla quale verso poppa si accede
alla zona tender. Questi sono due e sono dei RIB, movimentabili
mediante una gruetta appositamente realizzata. Viste le esigenze
dell'armatore, Royal Huisman ha realizzato un particolare sistema
di gestione dell'ancora di poppa, presente sul lato sinistro dello
specchio, il quale mediante meccanismi realizzati appositamente
permette la gestione e la movimentazione della pesante ancora,
scongiurando danni alla struttura e garantendo facilità di
gestione delle manovre. Altro elemento degno di nota sono
l'eccellente insonorizzazione e il livello delle vibrazioni
impercettibili anche navigando alla massima velocità.
Ottimo anche il funzionamento degli stabilizzatori Zero-speed di
cui è dotata Arcadia. Per concludere, uno yacht unico che
porta con sé numerosi aspetti tecnici altrettanto unici e
interessanti da analizzare, per citarne alcuni, il sistema
flottante dei piani di calpestio o la piattaforma poppiera con
movimentazione verticale per abbassarne il livello.
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