
SUPERYACHT 10 Autunno 2006
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo e foto interni di Martino Motti
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SHAMROCK V LA SFIDA NEL TEMPO
Parliamo di tempi lontani, quando nacque la competizione
divenuta poi la regata per eccellenza: l'America's Cup.
Era il 1851 quando venne per la prima volta organizzata
la "Coppa delle 100 Ghinee", la regata prevista per
l'Esposizione Mondiale di Londra, aperta a tutte le
nazioni e ospitata dal Royal Yacht Squadron, con un
percorso che doveva compiere la circumnavigazione
dell'isola di Wight, nel Sud dell'Inghilterra.
A sfidarsi furono le più veloci imbarcazioni
inglesi dell'epoca, in totale sette schooner e otto
cutter, e una sola barca straniera. Questo nuovo yacht
dall'innovativo design proveniva d'oltre oceano, una
goletta timonata da John Cox Stevens: "America". America
vinse per pochi minuti sugli inglesi e si portò
il trofeo negli Stati Uniti; da allora la regata divenne
la Coppa America e non tornò mai più in Inghilterra.
Passano gli anni, arriviamo al 1929 quando, oramai a New
York, le sfide sul mare dell'America's Cup, tra
statunitensi e inglesi, si combattono con splendidi
velieri di volta in volta in regola con i sistemi di
stazza adottati. La Conferenza di Parigi del 1907 decide
di adottare la Jauge Internazionale, tradotta in "Classe
Metrica" e, alla fine della guerra, un accordo sancisce
definitivamente la Classe J come Regola Universale:
lunghezza da 73 a 87 piedi e piano velico Marconi,
150/160 tonnellate di stazza e 700 m2 di tela sorretta
da un albero di 46 metri di altezza. Insomma, nel 1929
Sir Thomas Lipton, proprietario della omonima catena di
drogherie inglesi, per la quinta volta decide di
lanciare la sfida all'America's Cup per il Royal Ulster
Yacht Club, dell'Irlanda del Nord. Gli inglesi
così costruiscono lo yacht Shamrock V per tentare
di contrastare la superiorità americana che
scende in acqua con ben 5 J Class. Shamrock V fu
disegnato da Charles Nicholson e costruito nei cantieri
Camper & Nicholson di Gosport, nello Hampshire. La barca
venne realizzata con una costolatura in acciaio,
ricoperta da fasciame in mogano, e a oggi è
l'unica J Class tra quelle ancora naviganti rimasta con
tali caratteristiche. L'albero originale, prima
dell'ultimo refitting, era cavo, in legno di abete
rosso. Prima di attraversare l'Oceano Atlantico per il
"Challenge", aveva già vinto 15 delle 22 regate a
cui aveva partecipato, con più di 700 miglia di
navigazione alle spalle. La Coppa del 1930 si tenne a
Newport, sede estiva del New York Yacht Club. Nelle
regate eliminatorie vinse, come defender, Enterprise,
del club ospitante. Purtroppo la superiorità e la
modernità delle soluzioni adottate da Enterprise,
anche quell'anno, non permisero a Sir Lipton, che
morì giusto l'anno dopo, di riportare a casa il trofeo.
Shamrock venne quindi acquistata da Thomas O.M Sopwith,
noto velista e soprattutto industriale aeronautico
inglese, che la utilizzerà in molte regate nel
Sud dell'Inghilterra. Nei decenni successivi tutti i J
Class vennero smantellati, affondati o abbandonati, ma
Shamrock V magicamente continuò a navigare. Dopo
la Seconda Guerra Mondiale Shamrock V passò di
mano ancora una volta, divenendo di proprietà
dell'italiano Mario Crespi e successivamente, nel 1962,
di Pietro Scanu, come yacht di famiglia. Nel 1967 Scanu
decise di restaurare pesantemente la barca presso i
Cantieri Camper & Nicholson, con sabbiature alle parti
metalliche dello scafo, nuova pontatura in teak, nuovi
motori e impianti, lavori sul fasciame e sulle
attrezzature di coperta. Nello stesso periodo Camper &
Nicholson vendette i cantieri alla Southampton Yacht
Service che rinominò la banchina proprio in onore
di Shamrock V. Nel 1986 la Lipton Tea Company
acquistò lo yacht e lo donò al Museo dello
Yachting di Newport a Rhode Island. Nel 1989 fu
nuovamente restaurato con il prezioso contributo di
Elizabeth Meyer.
L'ultimo intervento di refitting
(compreso una equilibratura della zavorra e nuove
attrezzature veliche) fu eseguito dal 1999 al 2001 dagli
attuali armatori nei cantieri Pendennis in Cornovaglia.
Questi ultimi lavori hanno decisamente migliorato le
performance e il comfort a bordo, per dare agli ospiti
il piacere della navigazione storica. La barca oggi
offre ospitalità a 8 persone in quattro cabine,
due matrimoniali e due doppie. La boiserie in legno
degli interni incorpora ancora alcuni pannelli originali
dell'epoca e altri provenienti dai lavori di
ristrutturazione di Crespi. La coperta è stata
completamente ripontata in teak e le attrezzature
veliche sono color rame. L'albero è in alluminio
della olandese Rondal Masts come anche il boma; quattro
sono gli ordini di crocette e il gioco di sartie
è il Nitronic-50 in kevlar della Navtec. Sia
l'albero sia le sartie, stralli e paterazzi, sono stati
creati e studiati su misura per Shamrock V con un
progetto speciale della Navtec. Oggi la barca, con nuove
vele della Doyle riesce a navigare a circa 11 nodi. La
motorizzazione è costituita da due diesel
Caterpillar da 205 Hp ciascuno, la capacità dei
serbatoi del gasolio è di 4000 litri per
un'autonomia di 800 miglia alla velocità di 9
nodi. Per le necessità elettriche di bordo
Shamrock V è equipaggiato da un generatore da 26
Kw. Per quanto riguarda l'acqua i serbatoi contengono
6.000 litri. La barca ha base nel Mediterraneo e offre
alla propria clientela charter esclusivi nelle
più affascinanti località mediterranee.
Per ulteriori informazioni: Yachting Partners International, 28/29
Richmond Place Brighton, East Sussex BN2 9NA England, Tel. 0044
(0) 1273 571722 - French Office Tel. 0033 (0) 4 93340100.
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