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SUPERYACHT 11
Inverno 2007

Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici, ultime notizie e novità dal mercato


Sommario

Annuario
della nautica


Impressioni
di navigazione


Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di
Lino Pastorelli


M/Y SHYRAGA

Shyraga è un classico motoryacht anni '50, lungo ventinove metri f.t., con un baglio di sei e una stazza di circa 122 tons; le linee sono armoniose, proporzionate, con una caratteristica poppa a canoa e portano la firma di Laurent Giles. Il progettista inglese, conosciuto all'epoca soprattutto per le sue innovative barche a vela, interpretò al meglio la richiesta del committente italiano per un scafo elegante, robusto e dalle buone qualità marine, tanto che a seguito del varo di Shyraga nel 1954 ebbe un notevole aumento di comande simili, tutte per grandi motor yacht.

 

 

La realizzazione fu affidata al cantiere tedesco Abeking & Rasmussen, dove l'acciaio era il materiale standard per le costruzioni; l'accuratezza della lavorazione si spinse a un particolare tipo di zincatura applicato ovunque, che se da un lato fece levitare non poco il prezzo dello yacht, dall'altro permise di conservare per lungo tempo intatte le strutture riducendo notevolmente i costi di manutenzione. Adeguati accorgimenti furono usati per l'isolamento termico ed acustico degli interni, ad esempio la creazione di intercapedini tra i vari ponti oppure una particolare disposizione dei serbatoi tra sala macchine e cabine oltre all'utilizzo di materiali fonoassorbenti; con gli alloggi dell'equipaggio e comandante a prua, come imponevano le razionali regole del tempo, e le spaziose cabine per armatore e ospiti a poppavia della sala macchine, Shyraga era un comodo e lussuoso yacht di casa in tutto il Mediterraneo. L'alternarsi di armatori diversi, tra cui anche l'industriale Piaggio, portò altri nomi alla barca ma non cambiò la filosofia dello yacht nè fu mai stravolto l'assetto originario. Solo nel 1986 Shyraga conobbe un primo, estensivo, refit ai cantieri CBI Navi: il prolungamento del flying, per sopperire sia allo spazio tolto dai nuovi tender e relative gru elettriche che a proteggere maggiormente il living esterno sul main deck, due gruppi elettrogeni potenziati, una cucina rivisitata, stabilizzatori Vosper, due motori GM in luogo degli originari Foden FD, aria condizionata e tutta l'elettronica di navigazione con un nuovo alberetto adeguato a sostenerne le necessarie antenne: in tutto oltre un anno di lavoro. Ora l'autonomia raggiungeva le 3000 miglia, in pratica raddoppiata rispetto a quella d'origine, e una velocità di crociera tra gli 11 e i 12 nodi. Un ulteriore serie di modifiche si ebbe durante il periodo americano dello yacht, a fine anni'90; interessò soprattutto gli arredi interni e ne fu incaricata un'interior design , Maria Nevelson, di Philadelphia, che introdusse diversi accenni al Decò, pur in una interpretazione abbastanza personale. Gli anni trascorsi nelle acque della Florida, a cavallo del millennio, non sono tra i migliori per Shyraga: trascuratezza, scarse manutenzioni, abbandono, un bioritmo negativo diciamo, a cui segue inevitabilmente quello positivo; nel 2004, con la mediazione di Mortola Yacht & Ship Brokers Management, lo yacht viene trovato a Fort Lauderdale e comprato dall'attuale armatore. Operazione che pare avere i connotati di un normale acquisto: un broker trova una barca, all'armatore piace, la compra; ma in questo caso non è proprio così, non è un incontro del tutto fortuito: è piuttosto l'epilogo di un attesa durata quasi vent'anni; è infatti da un fugace incontro nel 1986, vero coup de foudre giovanile, che scaturisce nel proprietario il desiderio di avere proprio quella barca e prima o poi tutte le rotte si incrociano.... L'arrivo a Spezia su un cargo il 6 gennaio 2005 e il trasferimento (con i propri motori) a Sestri Ponente, ai cantieri AlfayachtsYard, si può definire l'atto primo della rinascita; sempre sotto la supervisione di Mortola Brokers, divisione Management, viene decisa una iniziale serie di lavori, indispensabili per navigare in sicurezza e non perdere la stagione di crociere, e al contempo propedeutici al restauro definitivo: la sabbiatura dello scafo, momento importante di verifica sulle strutture che si rivelano alla fine in buon stato, seguita dal ciclo completo di pitturazione, la sostituzione dei gruppi Onan fuori uso con due Kohler da 33 kW e un tagliando ai motori. Il grosso del lavoro riprende nell'autunno seguente; si procede a modifiche strutturali sulla prua: l'occhio di cubia, cioè la sede dell'ancora, su entrambe le fiancate viene rifatto in acciaio inox e con un nuovo disegno che permette alla catena di scorrere meglio e sforzare meno il verricello il quale è completamente revisionato, mantenendone la struttura e l'estetica; la catena ora è in acciaio inox, sei lunghezze su una, cinque sull'altra ancora: queste sono due pesanti Mason in acciaio fatte arrivare appositamente dalla Nuova Zelanda. I lavori a prua coinvolgono l'alloggio dell'equipaggio, due cabine doppie più quella del comandante, che vengono smantellate e rifatte con migliorie di arredo; è anche il momento dell'installazione di un potente bow-thruster idraulico: la maestria dei comandanti a volte nulla può negli affollati porti mediterranei! Anche la sala macchine è oggetto di interventi approfonditi: smontaggio totale, sabbiatura lamiere, rifacimento insonorizzazione e rimontaggio di nuovi motori con invertitori, linea d'asse ed eliche; i vecchi GM lasciano il posto a due MAN D2876 NE403 da 331 kW a 1800 giri/min; motori lenti, quindi, con consumi contenuti che grazie all'ottimizzazione fanno comunque guadagnare qualcosa alla barca in velocità e autonomia: ora si sfiorano i 13 nodi di massima, la crociera può essere a 11,5-12 nodi. Ovviamente rifatte tutte le tubazioni, tutti gli impianti di servizio, anche quello dell'areazione forzata che ha prese d'aria supplementari e gli scarichi dell'estrattore sull' alberetto; i nuovi motori prevedono i comandi elettronici, mentre la timoneria è idraulica a circuiti separati per interni e flyingbridge. La strumentazione di navigazione è ovviamente adeguata alla classe della barca, Shyraga ha da poco ottenuto il RINA 100-A1, e inoltre è stato installato un impianto di TV satellitare; anche l'aria condizionata è completamente rinnovata, permettendo un confortevole uso dello yacht in ogni stagione mentre il sistema antirollio Vosper è stato revisionato in ogni componente; nuovo pure un potente desalinizzatore. Gli arredi di cabine e salone sono stati completamente portati a legno, smontati e restaurati ridando al vecchio mogano lo splendore originario; in questa fase del restauro ci si è avvalsi dei consigli di una conosciuta firma dell'arredo di interni nonchè amico del proprietario, l'architetto fiorentino Bonan, per armonizzare gli elementi di uno stile in definitiva composito ma con forti richiami al primo Decò, vedi le lampade e la grata con palma stilizzata sotto il corrimano in timoneria; da notare la nuova cromatura degli elementi, proprio per evidenziare i contrasti tipici dello stile: metallo a nudo, scuro, chiaro, nessuna leziosità. Il lower deck ospita quindi una cabina armatore a centro barca con proprio bagno, due cabine ospiti con letti disposti a L e bagno in comune, VIP a poppa e una quinta cabina ospiti a proravia della sala motori; era l'antico fumoir della barca, con un proprio servizio esterno che funge da day toelet. Lavori radicali anche in cucina, dove i top in prezioso marmo Calacatta sposano perfettamente il mogano d'epoca e l'acciaio inox dei funzionali elettrodomestici Miele. In coperta viene rifatta la gomma e sostituito il piatto di sostegno del capodibanda, sull'impavesata, con uno in acciaio inox per evitare antiestetiche colature di ruggine; i prismi in cristallo sono gli originali, mentre le maniche a vento da 20 kg cadauna sono fuse in ottone sul modello originale e poi cromate; il flying è oggetto di lavori più radicali, come la sostituzione delle lamiere che vanno a costituire i cielini dei passavanti e di un completo rifacimento del teak, mentre il parapetto è reso apribile in corrispondenza del tender principale per permetterne il passaggio, manovrato dalle gru rimesse a nuovo anch'esse; il secondo tender, un Nautica di 14' arrivato dagli USA, è entrato in servizio da poco. Con la guida competente di Marin Duka, il comandante di Shyraga, Superyacht ha visitato e fotografato la barca ai cantieri AlfayachtsYard, lo scorso luglio, poco prima della consegna; pur se la skyline di Sestri Ponente non rappresenta lo sfondo veramente ideale per uno yacht di questa classe, le foto evidenziano un'eleganza senza tempo, un'onda che si apre silenziosa a prua per chiudersi armoniosa sulla poppa, una navigazione senza vibrazioni e scossoni; ora Shyraga tornerà qui in autunno, dopo le crociere estive, per le ultime messe a punto e i lavori di garanzia.

Per maggiori informazioni: Mortola Yacht & Ship Brokers Management; 32, S.Michele di Pagana; tel. +39 0185 234360; fax +39 0185 234352; port. +39 335 5301577; 16035 Rapallo; www.mortolabrokers.com; info@mortolabrokers.com