
SUPERYACHT 11 Inverno 2007
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato

Sommario

Annuario della nautica

Impressioni di navigazione

Barche usate

Boatshow

Video Nautica

Articolo di Angelo Colombo
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SOUTHERN WIND 100 DS FAREWELL
Prima di parlare di questo accattivante sloop intendiamo parlare
della storia del cantiere, Southern Wind Shipyard. Attivo da 15
anni, alcune caratteristiche lo rendono un cantiere particolare e
interessante per chiunque sia appassionato di nautica, in
particolare per chi ama le imbarcazioni a vela.
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SCHEDA TECNICA
Lunghezza f.t.: m 30,20
larghezza: m 6,70
immersione massima: m 3,60
dislocamento leggero: kg 59.200
superficie velica: mq 424
riserva acqua: litri 2.100
riserva carburante: litri 5.000
materiale di costruzione: compositi, kevlar, fibra di carbonio ed epoxy
architettura navale: Farr Yacht Design
designer: Nauta Design
sviluppo sistemi: Southern Wind Shipyard.
Per ulteriori informazioni sul 100 DS e sugli altri
modelli attualmente proposti dal cantiere, come per esempio
l'SW82'DS, l'SW72 o l'SW80'FD, è possibile contattare
Southern Wind Shipyard Ltd; C/O Petaso Yacht Division; via Macaggi
25/21; 16121 Genova - Italy; tel. 0039 010 5704035; fax 0039 010
5704065; e mail info@pegasoyd.com; sito web www.sws-yachts.com.

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Southern Wind, situato in Sud Africa, è la concretizzazione del sogno di
Guglielmo Persico, il quale dopo aver trascorso la giovinezza
nella città di Napoli, in Italia, e aver vissuto a stretto
contatto con la cantieristica locale, conseguì la laurea in
ingegneria. Le esperienze giovanili, la specializzazione degli
studi e la grande passione per le costruzioni navali lo portarono
a presiedere i Cantieri Navali Rodriguez, noti per le loro
realizzazioni in ambito civile. Ma la sua passione è sempre
stata la vela, per questo prese e prende tuttora parte a numerose
regate a bordo delle sue imbarcazioni. Furono proprio queste
esperienze da tecnico e insieme appassionato velista che lo
portarono nel tempo ad affinare quella che ritenne essere la
filosofia della barca ideale, almeno secondo le sue esigenze, ma
le richieste del mercato ci confermano essere una filosofia
abbastanza diffusa. Secondo quanto Persico nel tempo ha
individuato come la barca ideale, nel 1990 decide di affidarne la
progettazione a Ron Holland, coinvolgendo anche l'architetto
Antonio Minniti, amico di lunga data specializzato nella
realizzazione di progetti di interni. Dopo aver acquistato il
progetto egli aveva la necessità di individuare il
cantiere, così in uno dei tanti viaggi di lavoro
visitò la Cenmarine di Cape Town, piccolo cantiere
specializzato nella produzione di barche custom che tra i suoi
punti di forza aveva maestranze esperte e particolarmente attente
a tutto ciò che da oggetto qualunque era destinato a
divenire oggetto navigante. In breve tempo i progetti affidati a
questo cantiere divennero due, Aga Jari, la barca di Persico, e un
72' progettato da Farr Yacht Design per un suo amico. A questo
punto arriva la svolta decisiva, il titolare di Cenmarine per
ragioni personali decide di cedere l'attività e Persico la
rileva, acquisendo nuovi spazi e portando con sé le
maestranze, il tutto per dare vita a Southern Wind Shipyard. Aga
Jari, per cui era previsto uno scafo in alluminio, non sarà
mai terminata, in compenso il progetto di Farr suscitò
subito molto interesse tra gli appassionati, in particolare
perché è uno dei primi esempi di imbarcazione
performante sì, ma dedicata espressamente anche alla
crociera progettata dal noto Farr. Negli anni seguenti furono ben
10 gli esemplari prodotti da Southern Wind del 72' di Farr, anni
nei quali la formazione del cantiere si è affinata su quel
tipo di yacht e che ha visto il personale salire da poche
unità alle 30 attuali. Rilevando nel tempo personale da
altri cantieri Southern Wind ha arricchito il suo gruppo
operativo, tale circostanza ha reso possibile la realizzazione di
barche molto interessanti e molto apprezzate in tutto il mondo.
Come per il 100 DS che intendiamo presentarvi in queste pagine, la
realizzazione di superyacht richiede spazi adeguati e per questo
il cantiere continua ad acquisire aree nelle quali realizzare le
sue creature. Inglobando tra il personale elementi esperti del
settore velico, il cantiere assume sempre più la
capacità di produrre barche esclusive sia per prestazioni
sia per allestimenti. Tra le circostanze che meritano di essere
messe in evidenza c'è sicuramente quella che vede l'ing.
Persico armatore di tutte le barche che Southern Wind produce, al
fine di essere certo che ogni modello risponda esattamente a
ciò che un appassionato uomo di mare desidera dal suo yacht
a vela. Ora, dopo questa sintetica narrazione della storia di
Southern Wind, è possibile per tutti comprendere che il 100
DS di cui stiamo per parlare porta con sé la passione e
l'esperienza di chi è a capo dell'azienda e di chi è
chiamato quotidianamente a operare al suo interno. Innanzi tutto
si tratta di uno yacht realizzato con materiali compositi lavorati
secondo tecnologie avanzate, in particolare sono realizzati in
sandwich su stampo femmina attraverso il metodo dell'infusione,
dunque, in sottovuoto. Materiali quali il carbonio, il kevlar
misto a vetro, il Core-cell e il Divinycell, sono utilizzati per
ottimizzare la resistenza meccanica dell'insieme e per gestire in
modo ideale la distribuzione delle masse, al fine di assicurare
sempre proprietà nautiche ai massimi livelli a fronte di
prestazioni elevate. Sul 100DS, come su tutti i modelli Southern
Wind, quasi tutti i componenti sono realizzati presso le strutture
del cantiere, circostanza che permette di ottimizzare ogni
elemento alle specifiche esigenze di quello specifico modello.
Particolare nota la meritano i lavori di ebanistica, affidati a
personale esperto e capace di realizzare elementi di arredo in
linea con le aspettative di un armatore di superyacht. Il 100DS,
dove DS sta per Deck Saloon, si caratterizza per una coperta molto
pulita nella quale si osserva la presenza di una tuga non molto
alta, che ospita il salone al coperto dove si trovano zona divani
e zona pranzo. Questa zona gode di tanta luce naturale proveniente
dalle finestrature perimetrali della sovrastruttura e da qui si
accede verso prua e verso poppa alle cabine dell'armatore e dei
suoi ospiti. Per gli interni il cantiere propone due diversi
layout, che si differenziano in particolare per la dislocazione
degli ambienti nella zona prodiera, in uno troviamo due ampie
cabine matrimoniali con un disimpegno comune contenente un angolo
ufficio, nell'altro una sola cabina matrimoniale, l'ufficio e uno
studio attiguo. La zona poppiera mantiene il suo layout in
entrambe le versioni e si compone di due cabine doppie, che come
per tutte le cabine di bordo sono dotate di bagno riservato, e
verso poppa il quartiere equipaggio con tre cabine e altrettanti
bagni, mensa equipaggio, cucina e zona relax. Come abbiamo detto
il piano di coperta del 100DS è molto pulito, gestito per
agevolare le manovre con equipaggio ridotto e per assicurare al
contempo il giusto comfort agli ospiti. A centro nave troviamo una
zona relax con divani perimetrali sul prolungamento della
sovrastruttura, dalla quale è possibile accedere agli
interni o procedere verso poppa per raggiungere la stazione di
governo, dove troviamo due timonerie complete. Tutte le manovre
sono rinviate in pozzetto e gestite da winch elettroidraulici, al
fine di permettere al timoniere di avere il totale controllo del
potente piano velico a qualsiasi andatura. Il piano velico,
ricordiamo che si tratta di uno sloop, è composto da albero
della Nordic Mast in carbonio avente un'altezza di ben 36,30 m e
tre ordini di crocette. La superficie velica totale che è
possibile aprire al vento è di 424 mq, che unitamente alle
linee d'acqua sviluppate da Farr e alla tecnologia di costruzione
dello scafo che assicura pesi relativamente contenuti assicurano
prestazioni elevate anche in condizioni di vento leggero. In sala
macchine troviamo un Cummins da 305 HP, inserito in un ambiente
spazioso e molto ben realizzato per poter controllare e gestire
tutti gli impianti di bordo che ospita o di cui ingloba i
controlli. Indubbiamente si tratta di uno yacht realizzato con
cura maniacale, e ci riferiamo tanto agli interni nella fine
lavorazione che questi mostrano osservandoli con attenzione dal
vero, come abbiamo avuto il piacere di poter fare noi, tanto nelle
soluzioni tecniche. Farewell è stato esposto in occasione
del salone nautico di Genova a ottobre, e ha raggiunto questa
destinazione via mare direttamente da Cape Town.
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