MARIO GARAU CARBURANTI
Carburanti e lubrificanti marini per il diporto
MARINA SAN GIUSTO
Marina nel porto di Trieste
YACHT HARBOUR LIPARI
Pontile attrezzato, ormeggio, alaggio, varo e servizi nautici
WAYPOINT YACHTING
Noleggio imbarcazioni in Sicilia
ITALMAR
Costruzione imbarcazioni open e cabinate
|
Articolo estratto dalla nostra omonima rivista trimestrale dedicata alle imbarcazioni
più grandi e lussuose con fotografie, schede tecniche, articoli didattici,
ultime notizie e novità dal mercato
Articolo di |
|
FEDERICO MAGGIANI, OLINDA
Ormai è un po' che intervisto comandanti e mi sono resa conto che le interviste, sia sotto il profilo umano che professionale, mal si conciliano con uno schema rigido, perché i comandanti sono persone di grande esperienza e responsabilità ed ognuno ha un modo personale di porsi, sia rispetto alla barca che all'armatore: è proprio questo stile personale e professionale che rende ogni intervista diversa dall'altra. Il comandante Federico Maggiani, tuttavia ha rappresentato un caso abbastanza raro sotto almeno i tre seguenti aspetti: molto gentile, molto riservato e molto, molto fermo. Le tre cose assieme mi hanno quasi spiazzata e mentre mi domandavo se in fondo non fosse questo il profilo ideale di comandante che tutti sogneremmo di avere, se potessimo permetterci uno yacht, cerco di porre con cautela le mie domande nello spazio in cui lui desidera esprimersi. Prima però, con grande gentilezza, mi fa visitare la barca, i cui interni sono come un mondo magico che si ispira ad un sogno esotico e anche il nome della barca, "Olinda"ci fa pensare al Sud America. In fondo sono contenta: è interessante sottostare ad una personalità autorevole. Seduti nel ponte di poppa lo sto ad ascoltare mentre mi parla della sua vita sul mare. Da quale parte della nostra bella Italia proviene comandante? Come si è avvicinato al mare?
Quali sono i suoi primi ricordi da ragazzo del mare e delle barche? Ho cominciato prestissimo ad uscire in mare con dei gozzi adibiti alla pesca locale, avevo appena 12 anni. Due anni dopo mi sono iscritto alla "gente di mare" e durante il periodo estivo mi imbarcavo sugli yachts. In quegli anni il "diporto" era allo stato nascente e non era il business che conosciamo oggi. Pensi che fra i praticanti, esisteva una specie di codice d'onore, secondo il quale era considerato disdicevole non riuscire a portare a termine con lo stesso imbarco la "stagione" intrapresa. Era come andare a bottega per imparare un mestiere, in questo caso il mestiere di andar per mare, e solo persone che ne sapevano più di te, avevano più esperienza e quindi erano meritevoli del massimo rispetto potevano essere dei maestri.. Com'è stato l'impatto col mondo del lavoro vero e proprio? Franz Werfel, filosofo tedesco, diceva che due sono i traumi principali dell'individuo: il primo quando si nasce, il secondo quando si entra nel mondo del lavoro. Puntualmente è stato così anche per me; infatti devo ammettere che in famiglia sono stato da sempre vezzeggiato e coccolato, ma al mio ingresso nel mondo del lavoro mi sono poi trovato in una realtà ben diversa da quella a cui ero abituato. Ritengo, tuttavia, che proprio lo sforzo di voler superare le difficoltà, abbia contribuito, in maniera positiva, alla formazione del mio carattere e della mia personalità di uomo adulto e di comandante. Quali le prime esperienze? Mi sono formato professionalmente sulle navi del gruppo FINMARE, dove ho avuto la fortuna di conoscere Comandanti che interpretavano il loro ruolo come un vero e proprio stile di vita: loro mi hanno trasmesso una impronta di dignità e fierezza che l'andar del tempo ha reso indelebile e rafforzato definitivamente. Sono poi passato al mondo del diporto, con grandi yacht e importanti armatori di cui non desidero fare i nomi. Voglio però menzionare i cantieri di costruzione delle varie unità sulle quali ho prestato servizio: Baglietto, Admiral, Cantieri di Pisa, Codecasa, Perini; tutti brand che hanno fatto conoscere la bravura e la maestria della nostra cantieristica al mondo intero. Attualmente ho il piacere e l'onore di comandare questo bellissimo "S. Lorenzo 82" che, personalmente, ritengo una delle migliori unità uscite dall'omonima fabbrica; questa barca con il suo scafo blu e gli interni personalizzati, scelti con gusto e ricercatezza dall'Armatore in persona, è unica nel suo genere e secondo me un vero e proprio "gioiello". Comandante come trascorre il tempo libero? Mare e ancora mare! Infatti amo andare in barca e soprattutto fare regate: in gran maggioranza si tratta di tornei zonali, ma sto collezionando anche regate prestigiose: "Giraglia, Trofeo Pirelli," e "Zegna". In queste competizioni lo sport della vela si estrinseca in barche molto spinte con prestazioni ai massimi livelli, e questo fatto trasforma una semplice gara in una competizione agguerrita, con trepidanti partenze ed un senso di appagamento e gioia che ci accompagna fino al termine della gara, anzi ben oltre. Peccato che pare che lo Zegna se ne andrà da Portofino...
IL COMANDANTE DI "OLINDA" |