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L'EVOLUZIONE DEGLI STANDARDS INTERNAZIONALI E L'INFLUENZA NEI CONTRATTI DEGLI YACHTSPrima parte | Seconda parte Se esiste una materia che all'interno del diritto marittimo gode di assoluta internazionalità, questa è certamente quella della contrattualistica. Usando questo termine dalla più ampia portata, vogliamo intendere praticamente una buona parte dei contratti in uso nel mondo dello yachting internazionale. Ultimamente poi, e per questo dobbiamo fare una breve premessa, in sede internazionale molto si sta lavorando sulla scia di quel processo di internazionalizzazione della normativa nautica per immettere sul mercato globale delle unità sempre più uniformi in termini di criteri costruttivi. Non a caso adesso, anche per quanto concerne gli standards, così come si è fatto per le unità fino ai 24 metri con la nota direttiva 94/25, istitutiva dl marchio CE, si è deciso in sede internazionale di spingersi oltre. In poche parole ci si è resi conto dell'importanza di creare un "marchio forte" della produzione nautica occidentale, anche oltre i 24 metri. Sarà pertanto assai importante seguire i lavori relativi all' ISO/TC8 Planetary Meeting, al quale ha aderito il RINA, nel quale è stata definitivamente sancita l'attivazione di un nuovo sottocomitato ISO che si occupererà di sviluppare Standard tecnici per "Large yachts". Bisogna ricordare che già in precedenza erano state individuate una serie di aree di attività che sarebbero state affidate a dei relativi gruppi di lavoro. E' opportuno ricordare quindi che le aree di lavoro principali sono state: Design Criteria - Structural watertigth integrity - Deck equipment - Systems - Quality production control Safety and Security.Ma è sintomatico quindi che di questo argomento si sia parlato anche in occasione del recente Standards Harmonisation Meeting tenutosi durante il METS di Amsterdam nel novembre scorso. In effetti ci si è resi conto che il tema dell'armonizzazione degli standard ABYC e ISO merita di essere ulteriormente affrontato e risolto, ciò alla luce delle dimensioni sempre più internazionali assunte dal mercato della nautica da diporto. Ma questo anche sulla base della crescita esponenziale della produzione nautica in oriente. Cina in prima linea. Di conseguenza, la necessità di armonizzare gli standard ABYC (American Boat & Yacht Council), imposti per i prodotti immessi nel mercato USA, con gli standard ISO (International Organization for Standardization), imposti nel mercato UE, rappresenta una necessità non più procastinabile. Di tutto questo ci si è resi conto naturalmente anche in sede ICOMIA, attraverso in suoi stessi organi, ritenendo di fondamentale importanza l'obiettivo di realizzare una normativa universalmente riconosciuta. Che cosa cambierà tutto questo in termini di contrattazione internazionale merita certamente un approfondimento che non potrà essere interamente trattato all'interno di questo spazio. Possiamo comunque aggiungere che sull'argomento sono stati di recente tenuti anche dei relativi convegni tecnici in considerazione della delicatezza della materia. Se quindi l'obiettivo è quello di arrivare ad un marchio certificativo di qualità a garanzia di determinati requisiti costruttivi e quindi di affidabilità e sicurezza, è implicito affermare la necessità di individuare gli effetti legali che la costruzione e vendita di queste unità porterà nei confronti dell'acquirente, società o persone fisiche. E' altresì molto probabile che per quanto riguarda quelle unità di grandi dimensioni che in buona percentuale, intestate a società, vengono destinate al charter, verranno introdotte nuove regole, di concerto con i registri più autorevoli, naturalmente a salvaguardia di questi nuovi "forti" marchi occidentali. E' lecito quindi prevedere gli effetti che un tale processo di uniformità porterà ai formulari della contrattualistica marittima internazionale. Si tratta di una tematica di ampia portata, poichè per esperienza negli ultimi anni i principali formulari internazionali dei contratti marittimi sono stati oggetto di opportuno adeguamento al mondo degli yachts. Ed è noto quanto le recenti convenzioni marittime IMO, abbiano apportato notevoli cambiamenti, così come è accaduto di recente successivamente all'entrata in vigore dei codici ISM Code e STCW 95. In questo caso sensibili aggiornamenti sono stati recepiti dal formulario internazionale in materia di yacht managment derivante dal noto "Shipman 98". E' importante ricordare che tale formulario viene adottato dal Documentary Comittee del BIMCO (The Baltic and International Maritime Cuncil), la più autorevole organizzazione mondiale che dal 1956 si occupa della costante revisione di tutti i principali formulari marittimi. Ma così come tali convenzioni hanno sensibilmente innovato il mondo dello ship management, di riflesso è stata aggiornata la materia dello yacht management, appannagggio delle più importanti società internazionali di charter e broker, che è opportuno ricordare, hanno creato al loro interno dei veri e propri management department. In particolare, così come detto in precedenza, tale formulario ha subito un consistente aggiornamento in seguito all'entrata in vigore all'interno dello yachting internazionale del: "International Ship Management (ISM) Code". Che rappresenta un codice uniforme per la gestione delle navi. Ma altrettanta importanza ha avuto in materia di contratti di gestione, costruzione e vendita di large yachts, l'entrata in vigore dell'ISPS code (The International Ship and Port Facility Security) entrato in vigore nel 2004 e applicabile alle unità di oltre le 500 tonnellate operanti in attività internazionale (charter compreso), ma anche applicabile alle strutture portuali, i grandi marina che prevedono l'attracco e la sosta di tali grandi unità. Tale codice per la gestione della sicurezza a bordo e a terra ha avuto i suoi effetti in particolare anche nella progettazione delle garndi unità, e quindi di conseguenza è stato recepito all'interno degli stessi contratti di costruzione. Da quanto è stato riportato, si evidenzia un assoluto ed inarrestabile processo di aggiornamento di tutti i principali accordi contrattuali aventi ad oggetto in particolare i large yachts. Sulla scia di questo ulteriore prossimo sviluppo di queste nuove certificazioni internazionali di cui abbiamo parlato all'inizio del presente articolo, torneremo sull'argomento nel prossimo numero di Superyacht. In particolare analizzeremo le possibili nuove influenze che tale evoluzione normativa porterà in particolare per i contratti di costruzione e comprvavendita di yachts. Argomento che sarà di interesse tanto per i cantieri costruttori, i broker, ma anche gli stessi armatori committenti. |