DockSense rivoluzione all’ormeggio

DockSense aiuto all'ormeggio
Nico Caponetto
Scritto da Nico Caponetto

DockSense assiste la manovre e impedisce le collisioni. Messo a punto da Raymarine, è un sistema che si interfaccia con le telecamere di bordo. Lo abbiamo testato e funziona davvero.

Davanti alla prua del Prestige 460, il pontile galleggiante si staglia minaccioso. Contro ogni istinto, impugno il joystick e lo spingo avanti, imprimendo alla barca un abbrivio deciso che in pochi secondi ci porterebbe alla collisione.

Il pontile si avvicina, mantengo velocità e direzione. L’impatto è inevitabile ma… ma entra in funzione il sistema di protezione: la barca rallenta fino a fermarsi a un metro dal pontile.

Mantengo il joystick in avanti ma nulla: il Prestige non avanza di un millimetro. Mi arrendo: centralizzo il comando con l’istinto di mettere mano alle manette e spostarmi ma lo stesso sistema governa motori e elica di prua per tenere la barca ferma in posizione, una sorta di “virtual anchor”. Se fossi solo all’ormeggio, una volta accostato correttamente in banchina avrei tutto il tempo di lasciare la plancia e, mentre il mio secondo virtuale mantiene la posizione, andare a poppa a lanciare le cime all’ormeggiatore.

Avevamo assistito, lo scorso gennaio a Düsseldorf, alla presentazione di questo sistema di assistenza all’ormeggio ideato da Raymarine. Questa volta siamo andati a toccare con mano la sua reale efficacia. DockSense, questo il suo nome, ha funzionato perfettamente, pur in presenza di un vento sulla poppa a dritta variabile fra i 12 e i 15 nodi.

Per il momento è installato solo sulle imbarcazioni Prestige, brand del Gruppo Jeanneau che ha messo a disposizione le proprie imbarcazioni per i processi di ottimizzazione, ma nel prossimo futuro sarà possibile la sua installazione su qualsiasi imbarcazione.

Ma attenzione: DockSense non è un sistema automatico di ormeggio. Semplicemente impedisce al comandante di proseguire in una manovra errata che potenzialmente andrebbe a concludersi con una collisione.

DockSense, come abbiamo verificato concretamente, arresta l’imbarcazione e le fa mantenere la posizione, permettendo a chi sta ai comandi di ripartire con una nuova manovra.
Il sistema funziona interfacciandosi con 5 telecamere Flir installate a bordo e un software apposito. Attraverso le telecamere, a loro volta interfacciate con il sistema GPS, l’algoritmo del sistema incamera tutte le informazioni e agisce direttamente sul sistema di propulsione e sul timone se necessario, entrando in funzione in automatico nel caso di una azione errata del comandante che potrebbe causare una collisione.

Il limite che per ora presenta è che ha bisogno di luce, in quanto le telecamere non sono di tipo termico. Luce che può essere anche artificiale, come quella di un porto ben illuminato, condizione in cui DockSense può operare anche di notte. Il raggio di sicurezza è variabile dai 5 metri ai 50 centimetri, a seconda delle situazioni e delle decisioni del comandante, ed è disattivabile con un semplice pulsante.

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