Rubrica Ambiente e mare Nautica n.442 del 02/1999

Numero 442 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.442 del 02/1999

ADOTTARE UNO SQUALO?

Dopo balene, delfini, tigri ed elefanti, è il turno degli squali martello, degli squali limone e persino dei grandi squali bianchi. Mano Elèele (in hawaiiano “squalo nero”) è uno squalo martello avvistato per la prima volta nella laguna di Coconut Island, nelle Hawaii, quando era ancora un cucciolo di 30 cm di lunghezza. Oggi, quattro anni più tardi, ha passato il metro e mezzo e superato Mano Wahine, ‘Lady Shark, altra presenza abituale della laguna. Se invece amate i cuccioli, potete scegliere Ekahi, nato lo scorso anno, che è lungo appena mezzo metro. Sono star della TV, ripresi per documentari e film, gli squali limone studiati dal Sonny Gruber: gli “adottandi” sono Big Mama, Iago, Freedom (figlia di Big Mama) e Tiny, uno dei 178 cuccioli marcati nel 1998 nella laguna di Bimini, nei Caraibi. E se invece volete abbattere il tabù che circonda il grande squalo bianco, potete scegliere fra “Coda mozza” e “Macchia”, entrambi habitué delle isole Farallon, in California. Il costo dell’adozione è di 40 sterline inglesi, che serviranno per finanziare la ricerca; i “genitori” riceveranno un certificato personalizzato di adozione, un poster o fotografia e tutte le informazioni del loro squalo. Contattate lo Shark Trust in Inghilterra al numero tel. 0044-1635-551150, fax 0044-1635-550230; email: sharktrust@naturebureau.co.uk Su questa pagina troverete immagini e altre informazioni: http://ds.dial.pipex.com/sharktrust/

PESCISPADA IN DIFFICOLTÀ IN ATLANTICO:

il Presidente Clinton ha chiesto la sospensione della vendita e importazione negli Stati Uniti di pescispada di peso inferiore ai 15 kg.

SQUALI BIANCHI IN MEDITERRANEO.

Regalo di Natale per i ricercatori, che il 27 dicembre scorso si sono visti recapitare una fotografia di squalo bianco avvistato a Baratti da due pescatori. Il 1998 è stata una buona annata per gli studiosi, impegnati in una campagna d’avvistamento che ha coinvolto anche i lettori della nostra rivista: ben sette le segnalazioni (di cui cinque supportate da materiale fotografico) di Carcharodon carcharias nel nostro mare. Fra esse ricorderete la più clamorosa, sul finire dell’estate, a Senigallia. Scrivemmo sul numero di novembre: “È tempo di ringraziare quanti hanno contribuito alla campagna. E di bacchettare chi, nell’ansia di trarre il massimo guadagno possibile, ha di fatto impedito ai ricercatori la visione di documenti di grande valore scientifico.” Dopo un definitivo chiarimento con i protagonisti di questa vicenda, siamo felici di prendere atto che gli impedimenti furono dovuti essenzialmente alla confusione creata dei media televisivi, la cui etica professionale talvolta lascia un pò a desiderare. Ma ne riparleremo più avanti, con il lancio della campagna 1999.

SI È INTERROTTA LA MIGRAZIONE DELLE BALENE GRIGIE

lungo la costa occidentale americana? All’inizio di gennaio la popolazione di Kodiak Island, in Alaska, ha comunicato che centinaia di balene grigie, anziché intraprendere la migrazione annuale verso le coste della California e del Messico, si erano ammassate nei pressi di Narrow Cape. Un comportamento insolito, visto che è nelle placide lagune della Baja California che le balene grigie, abbandonate le fredde acque artiche dove si erano cibate per tutta l’estate, si danno convegno ogni inverno per accoppiarsi e far nascere i piccoli. La ragione di questo cambiamento di abitudini potrebbe dipendere dalla temperatura dell’acqua, quest’anno più alta del solito.

SCOPERTA LA MOLECOLA ANTI-DOLORE: MILLE VOLTE PIÙ FORTE DELLA MORFINA, SENZA EFFETTI NOCIVI,

titolava il Corriere della Sera sul finire dello scorso anno. Il potente farmaco, ancora in fase di sperimentazione ma che promette sollievo ad alcuni malati cronici, è stato estratto dal veleno di un umile mollusco, il Conus magus. Nel cocktail che compone il veleno, il ricercatore filippino Baldomero Olivera ha isolato dopo vent’anni di ricerca una classe di peptidi che riesce a interrompere la trasmissione dei segnali del dolore lungo il midollo spinale fino al cervello. Il risultato è l’assenza di dolore ma anche della sensazione di intorpidimento tipica di altri farmaci. Questo potenziale analgesico, prodotto dalla Neurex con il nome SNX-111, è contenuto in minuscole capsule impiantate nel corpo, che rilasciano la medicina a intervalli regolari. La medicina è nelle fasi finali di sperimentazione negli Stati Uniti, ma le prime indicazioni sono davvero confortanti: il composto offre sollievo in alcuni pazienti ai quali nemmeno la morfina, in dosi massicce, è più efficace. E senza effetti collaterali.

TARTARUGHE TRANSATLANTICHE

L’analisi del DNA effettuato su 131 giovani tartarughe pescate nelle Azzorre e a Madeira ha dimostrato che esse erano nate lungo le coste degli Stati Uniti e della penisola dello Yucatàn. Subito dopo esser usciti dall’uovo, i piccoli di tartaruga si dirigono verso il largo per poi scomparire e ritornare dopo diversi anni lungo le stesse coste dove sono nati. Le nuove tecniche di indagine hanno dimostrato che le correnti trasportano i piccoli fino alle Canarie, prima di riportarle nei luoghi dove sono venuti alla luce. Indizi genetici e i dati di ricattura di tartarughe marcate e rilasciate nel Pacifico suggeriscono un’analoga migrazione che porterebbe le tartarughine giapponesi fino alle acque messicane della Baja California.

ENERGIA DALLE ONDE.

Negli anni ’70 il sogno di catturare energia pulita dall’oceano si spense sul nascere: nessuno riuscì mai a ideare macchine capaci di generare energia a costi accettabili. Ma la ricerca in questo campo non si è mai arresa e oggi, con nuovi progetti e consistenti finanziamenti, il sogno di riuscire a catturare l’energia dal mare non è mai stato così vicino dal diventare realtà. Sono 15 i dispositivi sperimentali che nei prossimi mesi verranno sperimentati nei mari del mondo: nove in Europa, quattro in Oriente, uno negli Stati Uniti e uno in India; otto di essi dovrebbero cominciare a produrre energia a partire da quest’anno. Fiducia anche dalle istituzioni: l’Unione Europea ha stanziato 2 milioni di ECU per un generatore nelle Azzorre.

SALVARE I FIUMI CON IL RAFTING.

Conoscere per salvare: è l’obiettivo di “Salva i fiumi”, la campagna di intervento sull’ambiente fluviale promossa dall’Associazione Italiana Rafting in collaborazione con Ciesse. La campagna si svilupperà nell’arco di tre anni: primo passo è la rilevazione dello stato di salute dei fiumi italiani grazie alle schede compilate e inoltrate da pubblico e dalle Guide AIRaf. Con l’integrazione di prelievi e analisi, verrà poi compilata la prima “Mappa della naturalità dei fiumi d’Italia” e quindi il “Manuale di gestione del fiume”, in cui verranno illustrate le metodiche e le tecniche di intervento per evitare effetti dannosi per il fiume, nell’ottica dello sviluppo compatibile con l’ambiente, dedicato alle Amministrazioni locali, agli operatori del territorio e in generale alle organizzazioni che hanno competenza e interessi sui fiumi. Nel 2000 si individuerà poi un fiume o un tratto di fiume su cui intervenire con la stesura di un “Progetto organico di recupero di un ambiente fluviale” – Per informazioni: Associazione Italiana Rafting, tel. 0523 570.208, http://www.airaf.it/

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