Rubrica Ambiente e mare Nautica n.448 del 08/1999

Numero 448 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.448 del 08/1999

MULTE SALATE PER CHI RILASCIA I DELFINI.

Non è sufficiente la buona volontà: necessaria è invece una solida preparazione scientifica per chi vuol rilasciare a mare delfini tenuti precedentemente in cattività. Lo hanno imparato a proprie spese due attivisti americani accusati di aver sconsideratamente abbandonato due delfini, nel maggio di tre anni fa, al largo della costa della Florida, senza sottoporli a un periodo di rieducazione per riabituarli alla vita in mare aperto. Nelle settimane successive al rilascio, i delfini sono ritornati più volte verso terra e si sono avvicinati alle imbarcazioni a elemosinare cibo. Il loro stato di denutrizione e di salute generale (molte le ferite inflitte dalle eliche delle imbarcazioni) era tale che è stato necessario catturarli di nuovo e curarli in un acquario locale. Ai colpevoli è stata inflitta una multa di quasi 60.000 dollari, più di cento milioni di lire italiane.

HA VINTO IL PREMIO DEGLI ARCHITETTI NAVALI INGLESI

il progetto che renderà più sicuri i traghetti per il trasporto di automobili presentato dall’Università di Strathclyde. I ricercatori hanno ottenuto una maggiore stabilità della nave cambiando la struttura dei ponti dove vengono caricate le macchine: concavi in senso longitudinale (più alti di un metro alle estremità di poppa e di prua) e convessi in orizzontale (più alti di venti centimetri a centro-nave che a murata). I calcoli confermano che, anche se allagato, un traghetto con questo profilo interno può sopportare onde di quattro metri, ben uno e mezzo in più dei traghetti convenzionali.

RIUNIONE DELLA COMMISSIONE BALENIERA INTERNAZIONALE (IWC)

a Grenada. Respinta la mozione del Giappone, che chiedeva l’allontanamento di Greenpeace da osservatore alle riunioni della commissione, e la richiesta nipponica di concedere alle popolazioni indigene del nord di uccidere 50 balenottere acutorostrate. Approvata invece la risoluzione sulla ricerca di un metodo “umano” di caccia alle balene: l’IWC chiede alle nazioni impegnate di fornire informazioni sui loro metodi di cattura e sull’efficacia delle diverse tecniche. Infine la commissione ha chiesto ai firmatari della Convenzione sul Commercio Internazionale di Specie Protette (CITES) di non agire su una probabile richiesta da parte del Giappone di declassare la balenottera acutorostrata e la balenottera di Bryde dalla lista di specie protetta, che riaprirebbe nuovamente il commercio di carne di balena nel mondo. La tensione, altissima, è sfociata nell’abbandono della riunione dei rappresentanti di otto nazioni per protesta, quando si è richiesto al Giappone di fornire dati precisi e di ridurre le catture dei delfini di Dall: l’IWC non ha giurisdizione su delfini e focene, sostenevano i delegati dissenzienti. La richiesta è passata ugualmente.

ORATA-ROBOT.

Dopo il tonno-robot e il pinguino-robot del MIT di Boston, oggi abbiamo anche un’orata robot: l’hanno creata gli ingegneri giapponesi della Industrie Pesanti Mitsubishi. Ha lo stesso aspetto e si muove come una vera orata grazie al movimento della pinna caudale e delle pettorali controllato da un computer. Le pinne sono messe in movimento da una batteria che si ricarica automaticamente grazie al campo elettromagnetico che permea l’acquario in cui il pesce-robot è immerso. Dopo quattro anni passati a realizzare questo pesce, gli ingegneri studiano ora come creare un robot-celacanto.

AMBIENTALISMO E OSSA ROTTE.

Due volontari di Greenpeace arrestati e uno con un braccio rotto: è il bilancio della collisione fra una nave della Guardia Costiera norvegese e un gommone di Greenpeace che tentava di impedire ad una baleniera norvegese di cacciare le balene acutorostrate. Al 15 giugno di questo anno, sono 294 le balenottere catturate dai cacciatori di questa nazione, su una quota totale di 753 che la nazione si è autoassegnata. Responsabile della cattiva annata sembra essere stato il cattivo tempo.

SONO PARSIMONIOSI I MASCHI DELLE ARAGOSTE:

affidano alle loro compagne la quantità di seme strettamente sufficiente a fecondare le loro uova, non un grammo di più. Lo si è appurato misurando il peso delle spermatofore, i pacchetti che contengono il seme del maschio, annidati sul ventre dell’aragosta Palinurus argus in un acquario. Femmine di taglie differenti avevano a disposizione una maggiore o minore quantità di seme a seconda della loro dimensioni e quindi del numero di uova che avevano prodotto. La parsimonia del maschio gli consentirebbe di fecondare un maggior numero di femmine senza esaurire le sue riserve.

SALVATI 47 TURSIOPI SPIAGGIATI NEL SUD AUSTRALIA;

uno non ce l’ha fatta. Il branco si era arenato lungo la costa settentrionale di Kangaroo Island all’alba. Un’ottantina di volontari hanno mantenuto i delfini bagnati e all’ombra in attesa che l’alta marea potesse trascinarli in mare aperto; infine la decisione di affrettare il loro ritorno a mare. I tursiopi sono stati caricati su delle lettighe e trascinati per oltre trecento metri fino al mare e quindi guidati al largo dalle reti di alcune barche da pesca, per impedire che tornassero a spiaggiarsi di nuovo. In breve il branco si è riformato e si è diretto verso acque più profonde.

GIOCHI DI GUERRA SOSPESI PER LE BALENE:

a Monterey, in California, è stata sospesa un’esercitazione militare che prevedeva lo sbarco di 250 marines: la Commissione Costiera della California ha ritenuto che le balene grigie e lontre non avrebbero gradito il disturbo.

VITA DIFFICILE NELLE ACQUE FREDDE:

studiando dieci popolazioni residenti di turiopi in tutto il mondo, i ricercatori scozzesi del Sea Mammal Research Unit hanno scoperto più del 60% aveva lesioni alla cute e che queste erano più frequenti e serie in delfini che vivono in acque più fredde e meno salate, più che in acque inquinate.

CI VESTIREMO DI GAMBERI.

Ricercatori giapponesi dell’Università di Shinshu a Nagano sono riusciti a ricavato dalla chitina contenuta nei gusci di granchi e aragoste un tessuto che ha la lucentezza della seta e la resistenza del cotone.

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