Rubrica Ambiente e mare Nautica n.467 del 03/2001

Numero 467 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.467 del 03/2001

SQUALI CHE PASSIONE.

L’Acquario Civico di Milano e l’Istituto per gli Studi sul Mare organizzano il 2° corso monografico sugli squali, che si svolgerà in quattro serate dal 6 al 27 marzo 2001 presso la sede dell’Acquario Civico, in viale Gadio 2. Relatori: Simona Clò, Marco Costantini e Alberto Luca Recchi. A tutti i partecipanti verrà fornita una dispensa edita dall’Istituto per gli Studi sul Mare e dall’Acquario Civico e una copia del volume “Squali”; al termine del corso sarà consegnato l’attestato di frequenza. Il contributo per la partecipazione è di 150.000 Lire (90.000 per studenti) comprensive di quota associativa. Per informazioni e iscrizioni: Rosanna Scotti, Associazione Verdeacqua, tel. 02 86451194, e-mail verdeacqua@tin.it, sito web www.acquariocivico.mi.it.

UN ROBOT SOTTO I GHIACCI DELL’ANTARTICO.

Dovrà studiare la presenza, l’abbondanza e la distribuzione del krill, la base della catena alimentare Antartica, il robot inglese Autosub. Si tratta di una grande sfida tecnologica: il robot è totalmente indipendente e per la navigazione non potrà nemmeno contare sul GPS, visto che si tratterrà costantemente sotto la spessa lastra di ghiaccio che copre il mare a quelle latitudini. In caso di problemi, quindi, il robot non potrà semplicemente riemergere, ma dovrà trovare una via d’uscita sotto i ghiacci. Per questa ragione verrà testato dapprima ai margini del pack e sotto gli iceberg, prima di procedere sotto la banchisa. Scopo ultimo è di addentrarsi il più possibile sotto i ghiacci eterni, i cui fondali non sono mai stati esplorati.

CANTANO ANCHE D’INVERNO LE BALENE DEL MAR LIGURE.

I ricercatori dell’Icram hanno captato e registrato nelle profondità del Mar Ligure i canti delle balenottere anche durante la stagione invernale. Ciò dimostra che la presenza di questi cetacei non è collegata alle migrazioni estive e che essi nuotano costantemente in quel mare. Lo ha rivelato Giuseppe Notarbartolo di Sciara, presidente dell’Icram, nel corso del secondo Convegno Nazionale delle Scienze del Mare di Genova organizzato dal Conisma. Per anni si era pensato che le balenottere migrassero verso il Mar Ligure durante l’estate; il monitoraggio acustico ha invece rivelato che la loro presenza è costante. Le registrazioni sono state effettuate con apparecchiature posizionate nell’inverno del 1999 ad alta profondità, per registrare i suoni del mare, liberi dalle interferenze dei rumori provenienti dalla superficie.

LA SUBACQUEA ITALIANA SI RIUNISCE A BOLOGNA

dal 9 al 12 marzo per il 9° Eudi Show, il salone europeo delle attività subacquee. Alla Fiera di Bologna (ingresso Costituzione) esporranno i produttori di attrezzature subacquee, tour operator, dive centre, didattiche, l’editoria specializzata; si terranno inoltre convegni, seminari, mostre fotografiche. Gli orari della fiera: venerdì 9-18, sabato e domenica: 9-19, lunedì: 9-14. Per informazioni visitate il sito web www.eudinews.it (info@eudinews.it) o telefonate all’Assosub: tel. 0444 920197.

INTERCETTATI IN AMERICA 90 GRAMMI DI VELENO DI PESCE PALLA.

L’hanno bloccata alla dogana statunitense perché pareva eroina, la bianca polvere cristallina spedita dal Giappone a un indirizzo privato negli USA. I test hanno appurato invece che si trattava del più micidiale veleno prodotto in natura, la tetradotossina (TTX), diecimila volte più potente del cianuro. Venticinque minuti dopo l’ingestione il veleno paralizza la vittima, lasciandola però ben cosciente di ciò che sta accadendo. Poche ore dopo, normalmente, sopravviene la morte per soffocamento o collasso cardiaco. Non esiste antidoto. È una sostanza ben conosciuta in Oriente, dove il consumo nei ristoranti di pesce palla provoca ogni anno decine di vittime. Gli scienziati ritengono che per estrarre la quantità contenuta nella spedizione, 90 grammi, sono stati necessari dai 45 ai 90 chilogrammi di fegato e ovaie di pesce palla, ma non si è ancora appurato l’uso che il destinatario intendeva farne.

IL CENSIMENTO DEGLI OCEANI.

Una cinquantina di centri di ricerca marini di tutto il mondo ha dato avvio a un ambizioso progetto di ricerca che costerà più di un miliardo di dollari e sarà completato in dieci anni. È il “Census of Marine Life” un progetto rivolto a promuovere e a finanziare la ricerca sulla diversità, distribuzione e abbondanza delle specie negli oceani della Terra. Grazie a minuscole apparecchiature agganciate al corpo di molti animali marini, fra cui balene, squali, tartarughe e otarie, i ricercatori contano di registrare un gran numero di informazioni sulle abitudini di questi animali e sull’ambiente in cui essi vivono. Gli apparecchi registreranno i dati e li scaricheranno automaticamente via satellite ai centri di ricerca. Chi vuol saperne di più può collegarsi con il sito web http://core.cast.msstate.edu/ censhome.html.

EL NINO: IL PEGGIOR SECOLO DEGLI ULTIMI 130.000 ANNI.

Sulla base di “carote” estratte dai reef dell’oceano Pacifico, ricercatori inglesi e americani sostengono che il fenomeno “el Nino” ha raggiunto un picco di attività insolito nell’ultimo secolo, il più evidente negli ultimi 130.000 anni. La ricerca evidenzia, inoltre, che il fenomeno è meno accentuato nel corso delle ere glaciali. Queste conclusioni dovrebbero contribuire a chiarire la relazione di el Nino con il cambiamento climatico globale in atto sul nostro pianeta. El Nino, lo ricordiamo, avviene quando un’enorme massa di acqua calda si accumula nel Pacifico occidentale e si muove verso Est, raggiungendo e sostituendo masse di acqua normalmente più fredda lungo le coste del sud America. Gli effetti di questa corrente calda influenzano il clima in tutto il mondo.

VENTO E CORRENTI EVITANO LA CATASTROFE ECOLOGICA NELLE GALAPAGOS

dopo che la petroliera Jessica si è incagliata, il 16 gennaio, a 800 metri dal centro principale delle isole, Puerto Baquerizo Moreno, versando nelle acque del parco marino 160.000 galloni di carburante. Ridimensionate le paure degli ambientalisti di tutto il mondo dopo che le correnti e i venti orientali hanno trascinato la grande macchia di greggio lontano dalle isole. Gran parte del gasolio è evaporato sotto il cocente sole tropicale; più difficile ripulire il catrame che ha invischiato le coste, le piume e le pellicce di una cinquantina di animali marini. “Col tempo si disintegrerà in gocce più piccole mischiate con sale e sabbia, e cadrà sul fondo, dove sarà degradato dai batteri “mangia-petrolio” sostiene Ron Tjeerdema, professore di tossicologia ambientale all’University of California at Davis. Un processo che le calde acque tropicali renderanno notevolmente più rapido di quanto è invece avvenuto in Alaska per la fuoriuscita di petrolio dalla Exxon Valdez. Mentre gli ecologisti di tutto il mondo spingono per ottenere ora leggi più restrittive che regolino la navigazione e l’ambiente nelle Galapagos, per prevenire un altro incidente che possa danneggiare questo delicato ecosistema, la situazione sembra ormai sotto controllo. “Il peggio sembra esser già passato” ha dichiarato Gunther Reck, in passato direttore della Fondazione di Ricerca Charles Darwin delle Galapagos e ora professore di ecologia all’ecuadoregna San Francisco University, che conclude: “Ci saranno effetti locali, ma nessuna specie è in pericolo né lo è l’ecosistema delle isole. Ma maggiore è il numero di persone che vive e frequenta queste isole, maggiori sono le probabilità di un incidente in futuro. La prossima volta, però, potremmo non esser così fortunati”.

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