Rubrica Ambiente e mare Nautica n.465 del 01/2001

Numero 465 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.465 del 01/2001

LE CORRENTI MARINE FANNO TREMARE IL MONDO

– Svelato dagli scienziati della NASA il mistero “tremore” che provoca uno spostamento della posizione dei poli terrestri di sette metri ogni 433 giorni circa. Responsabili di questo fenomeno, scoperto nel 1891, sarebbero secondo Richard Gross della NASA le variazioni della pressione che l’oceano esercita sulla crosta terrestre, provocate da piccoli cambiamenti nelle correnti oceaniche a seguito di modificazioni del vento e della salinità. Le variazioni di pressione dell’acqua sulla crosta terrestre entrerebbero in risonanza con alcune frequenze naturali di vibrazione della Terra provocando il misterioso “tremore”.

PERCHÉ IL MARE NON DIVENTA SEMPRE PIÙ SALATO?

– Il mare è salato, e i suoi sali provengono delle rocce terrestri. Ma perché non diventa sempre più salato, visto che è stato accertato che in mare penetra più magnesio di quanto ne sembri uscire? Stephanie de Villiers e Bruce Nelson, dell’Università di Washington a Seattle, hanno scoperto che il magnesio che manca in questa equazione viene disperso lungo le dorsali oceaniche. La circolazione a bassa temperatura attraverso le dorsali potrebbe infatti rimuovere ben più magnesio di quanto si sospettasse.

UN SOTTOMARINO EXTRASILENZIOSO ED EFFICIENTE

– Una “pellicola” intelligente potrebbe rendere i sottomarini assai più silenziosi ed efficienti. Tutti gli oggetti che si muovono in un fluido devono fare i conti con la turbolenza che si genera sulla superficie dell’oggetto a contatto con l’acqua. L’idea di George Karniadakis della Brown University del Rhode Island è di rivestire i sottomarini di un materiale capace di produrre minuscole onde di direzione perpendicolare a quella del moto, avvolgendo così il sottomarino in una “guaina” di acqua, in grado di assorbire gran parte della turbolenza. Secondo le simulazioni al computer, onde di appena qualche micrometro di altezza sarebbero sufficienti per ottenere notevoli risultati: “Abbiamo già ottenuto una riduzione del 30% della resistenza, e siamo sicuri di poter migliorare” ha dichiarato Karniadakis. Un risultato di gran lunga superiore a quello ottenuto recentemente incidendo sulla superficie del sottomarino minuscole increspature. La pellicola “intelligente” potrebbe essere applicata a tutti gli scafi senza necessità di cambiamenti strutturali ed avrebbe anche costi d’esercizio ridottissimi, visto che si debbono produrre onde molto piccole. Ridurre la turbolenza significa anche che i sottomarini, oltre a muoversi con maggior efficienza, produrrebbero meno rumore e scie meno evidenti ed è per questo che il lavoro degli scienziati americani è seguito con molto interesse dai militari della US Navy.

DNA PER UNA TINTARELLA PIÙ SICURA

– Forse un giorno i patiti dell’abbronzatura si spalmeranno un po’ di DNA per proteggere l’epidermide dalle scottature. La molecola del DNA ha infatti un’eccezionale capacità di resistere ai danni prodotti dalla luce ultravioletta, perché dissipa rapidamente in calore l’energia di questi raggi dannosi, ed è forse questa caratteristica che ha consentito al DNA di sopravvivere quando la Terra non possedeva ancora lo strato protettivo di ozono. Le grandi industrie cosmetiche potranno forse un giorno sfruttare queste proprietà eccezionali per creare creme in grado di bloccare efficacemente i raggi UV.

UN FRATELLO PER FLIPPER

– Tutti ricordano Flipper, il delfino della celebre serie TV americana. Era un tursiope, una delle molte specie di delfini esistenti al mondo e che popola anche il nostro mare: si tratta di un delfino di grandi dimensioni, dal corpo robusto, il rostro allungato e di colore grigio scuro. Una specie molto facile da riconoscere, o così almeno credevamo. Perché è di questi giorni la scoperta che in realtà di Tursiopi ne esistono due specie: il “classico” Tursiops truncatus e il “nuovo” Tursiops aduncus. Lo hanno stabilito John Wang e i suoi colleghi della McMaster University dell’Ontario osservando le ossa di 71 delfini provenienti da Taiwan: il numero di vertebre e la forma della testa decisamente diversa hanno suffragato i risultati di un esame del DNA eseguito in passato. Gli scienziati puntano i riflettori sulla nuova specie, più minuta e assai più rara.

IL PESCE PALLA HA UN GENOMA MOLTO “MAGRO”

– Ha il genoma più semplice di tutti i vertebrati il pesce palla Fogu rubripes e grazie a questa particolarità potrebbe aiutare i ricercatori a scoprire i misteri dell’assai più complesso genoma umano. “Il genoma del pesce palla è otto volte più semplice di quello dell’uomo ma ha lo stesso repertorio di geni” rivela Bryappa Venkatesh dell’Istituto di Biologia Molecolare e Cellulare di Singapore. Sono naturalmente assai diversi, eppure, inserendo alcuni geni del pesce nei topi, i geni hanno agito esattamente come i geni originari. Scoprire la funzione di ciascun gene del pesce potrebbe quindi aiutarci a scoprire la funzione del corrispondente gene umano.

ANCHE MARTE AVEVA MARI SALATI

– Sono ormai scomparsi da più di un miliardo di anni gli oceani di Marte, ma anch’essi erano salati: lo ha stabilito Carleton Moor della Arizona State University studiando un meteorite caduto in Egitto nel 1911. Il campione conteneva alti livelli di ioni solubili in acqua come sodio e cloro, oltre a solfati, magnesio e calcio: una composizione assai simile a quelli degli oceani terrestri.

CALCARE E CONCHIGLIE

– La loro composizione chimica è identica, ma non potrebbero avere caratteristiche più differenti. Le conchiglie costruite dai molluschi sono infatti estremamente resistenti, nonostante siano composte di fragile aragonite. Il segreto della loro forza risiede nel modo in cui questo minerale viene deposto, spiegano i ricercatori dopo aver analizzato le grandi “conch shells” tipiche dei Caraibi. In queste conchiglie, le lamelle di calcaree vengono posizionate ad angolo retto le une rispetto alle altre e sono tenute assieme da una “colla” proteica. Grazie a questo accorgimento gli stress meccanici vengono dissipati lungo molte microfratture anziché in un’unica direzione, ed è per questo che le conchiglie sono mille volte più resistenti dei cristalli d’aragonite pura. Un accorgimento della natura che potrebbe ispirare nuovi composti ceramici più leggeri e resistenti.

IL MEDITERRANEO RIMPICCIOLISCE

In tutto il mondo il mare avanza, tanto che le Maldive cominciano a temere per la propria sopravvivenza; il Mediterraneo, invece, rimpicciolisce. Negli ultimi 40 anni il livello del mare è diminuito al ritmo massimo di 1,3 millimetri l’anno, tornando a livelli toccati l’ultima volta il secolo scorso. Michael Tsimplis del Southampton Oceanography Center imputa questa diminuzione all’aumento di salinità di questo mare, dovuto sia al clima – dal 1960, infatti, l’aumento della pressione atmosferica sul nostro mare ha provocato la riduzione delle precipitazioni – che alla costruzione di dighe. Con l’aumento della salinità l’acqua diviene più densa e occupa un volume minore, e ciò ha più che controbilanciato l’aumento di volume dell’acqua innescato, in tutto il mondo, dal riscaldamento globale del pianeta.

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