Rubrica Ambiente e mare Nautica n.471 del 07/2001

Numero 471 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.471 del 07/2001

SQUALI IN MEDITERRANEO:
LI AVETE VISTI? PARLIAMONE!

– Quarantacinque specie di squali, fra cui il secondo pesce più grande del mondo, lo squalo elefante, popolano il Mediterraneo. Dove nuotano persino le mante o meglio le loro identiche cugine, le mobule. Dove vivono, come si incontrano, come cacciano, cosa mangiano questi animali? E soprattutto. quanti sono? Sono domande a cui la scienza non sa ancora rispondere. Perché il mare è grande, loro pochi e le volte che qualcuno li incontra si contano spesso sulle dita di una mano. In effetti si sa talmente poco di questi animali che ogni avvistamento può nascondere informazioni importanti. Per questo quattro anni fa è nata l’idea di Osservatorio Mediterraneo. Non una nuova associazione, semplicemente un modo per mettere in contatto il mondo degli appassionati del mare e quello dei ricercatori. Cosa facciamo? Raccogliamo le segnalazioni di incontri insoliti (non soltanto squali, ma anche balene e grandi cetacei, tartarughe, la foca monaca) da diportisti, subacquei, pescatori. E poi le rigiriamo ai ricercatori (Simona Clò, Ian Fergusson, Marino Vacchi e Fabrizio Serena per gli squali; Giulia Mo per la foca monaca, Sabina Airoldi per i cetacei e Guido Gerosa per le tartarughe). Queste segnalazioni possono fornire elementi importantissimi: lo dimostrano i tre lavori scientifici già pubblicati sulla base delle informazioni che abbiamo raccolto e inoltrato. Cosa fare allora? Tenete gli occhi bene aperti, frugate nella memoria per ritrovare foto, date, dettagli anche di avvistamenti passati e poi contattateci: Osservatorio Mediterraneo, via Ruggero Fauro 82, 00197 Roma, fax: 06 233229073, e.mail: oss.mediterraneo@tiscalinet.it. Troverete tutte le informazioni e le schede di avvistamento sul sito web www.sea-stories.net.

2001: L’ANNO DEI CETORINI

– Dopo la notizia, rilanciata da TV e giornali, della cattura di uno squalo elefante a Gallipoli, la primavera ha portato una serie incredibile di segnalazioni di cetorini in Adriatico. Insolita davvero è stata la frequenza, la durata degli avvistamenti (grazie probabilmente anche al tempo insolitamente mite prima di Pasqua) e il numero di esemplari visti assieme: cinque, sette, otto squali. Nell’arco di un mese le segnalazioni sono diventate quasi giornaliere e ciò ha dato modo ai ricercatori di seguire la situazione direttamente in mare per cercare di comprendere, tra le altre cose, il perché di questa presenza così insolitamente massiccia. Poiché i cetorini seguono le correnti ricche di plancton, sono stati raccolti campioni di acqua e analizzati i dati di salinità, temperatura, nutrienti disciolti per verificare se quest’anno le acque adriatiche avessero qualche cosa di particolare. Ne sapremo di più nei prossimi mesi. All’inizio, gli avvistamenti si sono concentrati nella zona di Ravenna e delle piattaforme (Marco Boscolo, uno dei nostri informatori, ha avuto la fortuna di osservare uno squalo elefante gironzolare attorno alla piattaforma Arianna. per una settimana!) per spostarsi poi a fine aprile verso l’Istria. Numerose le segnalazioni che ci sono pervenute: Tiziano Pegorer si riconferma il più attento e solerte informatore della campagna raccontandoci, oltre che di un gran numero di avvistamenti e catture di squali volpe e verdesche, di due cetorini avvistati a fine marzo a Jesolo e ancora, a fine aprile, a Parenzo, in Croazia, queste ultime corredate di foto. Altre belle immagini ci giungono dal professore e appassionato velista Giampaolo Bianchi, che ha incontrato tre cetorini a Pirano, di ritorno da una crociera in Istria. Avvistamenti che fanno notizia anche sui quotidiani locali: sulla prima pagina del Piccolo di Trieste del 25 aprile, inviataci da Franco Stener, campeggia la foto a colori di uno degli otto squali avvistati tra Isola e Pirano. La triste fine di una femmina di squalo elefante di 5 metri e mezzo, finita nelle reti di un pescatore a Porto Garibaldi, ha dato però modo ai ricercatori di confermare una loro supposizione: che sotto i sei metri di lunghezza, gli squali elefante sono ancora dei giovani immaturi. La femmina, che pesava circa dieci quintali, dovrebbe aver avuto circa sei anni d’età. Arriva dalla Francia (ma sempre attraverso l’attentissimo Tiziano Pegorer) l’ultima notizia importante: un cetorino catturato a Nizza, zona dove la loro presenza è abbastanza insolita e seguita con grande interesse dai biologi. Non male, come inizio anno. E l’estate è appena agli inizi. Teniamo quindi gli occhi aperti!

GLI AVVISTAMENTI DEL 2000

– Davvero straordinari i tre capopiatto (fra essi, una grossa femmina di quasi tre metri di lunghezza), squali di profondità filmati nello Stretto di Messina con la collaborazione di Gianmichele Iaria di Oloturia Sub. Grazie a Salvatore Platania abbiamo poi raccolto immagini di altri squali (mako, volpe e persino un bianco del lontano 1967) catturati negli anni dalle tradizionali imbarcazioni dello Stretto. Da Scilla viene la foto di un grosso squalo martello, scattata da Paolo Barone dello Scilla Diving Center. In piena estate giungono le foto di Luciano Basile di un minuscolo squalo mako pescato a Cetrara. Eccezionale poi la cattura di un mako di 510 chilogrammi a Cirò Marina dal peschereccio “Europa 2” in settembre, quando il congresso dei ricercatori europei di elasmobranchi fa il punto della situazione di questi pesci nel Mediterraneo. Chiude la stagione la segnalazione di Sofia Menconero di un piccolo centroforo trovato all’Isola del Giglio.

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