Rubrica Ambiente e mare Nautica n.462 del 10/2000

Numero 462 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.462 del 10/2000

UN BILANCIO DEGLI INCONTRI INSOLITI

E’ stata l’estate della foca monaca, dopo che le foto dell’avvistamento lungo le coste di Villasimius di un esemplare di questo timidissimo mammifero hanno fatto il giro d’Italia. Nel prossimo numero di “Nautica” vi racconteremo tutti i particolari dell’avvistamento più inatteso, strabiliante e prezioso di quest’estate. Questo mese invece il primo, provvisorio bilancio degli incontri insoliti segnalati quest’estate a Osservatorio Mediterraneo, la campagna di avvistamento che da tre anni raccoglie le segnalazioni dei diportisti di tutt’Italia per rilanciarle poi ai diversi ricercatori. Se la timida foca ha inconsapevolmente attirato l’attenzione di tutt’Italia, non pochi altri avvistamenti insoliti e interessanti sono stati infatti riferiti un po’ ovunque nei nostri mari.

Relativamente numerose le segnalazioni di tartarughe: le “danze” si aprono con Alessandro Bertelli, del diving Pianeta Mare di Castiglione della Pescaia, che ci segnala: “Giovedì 22 giugno 2000 a circa 3/4 miglia dalle Formiche di Grosseto abbiamo avvistato una tartaruga di circa 50 cm. di lunghezza: dopo essere rimasta alcuni minuti vicino alla barca si è immersa, lasciandoci dopo averci regalato una forte emozione”. Si trattava probabilmente di una Caretta; più insolite le due tartarughe liuto finite nelle reti o nei palangari – e poi curate e rilasciate – a Scicli (Ragusa) e Policoro (Matera). Proprio quest’ultima cittadina ospiterà il 19 e 20 ottobre il primo Meeting Italiano sulla biologia e conservazione delle tartarughe marine che, come afferma Guido Gerosa, responsabile del Meeting, “è la naturale conseguenza dell’interesse che hanno destato recentemente in Italia le tartarughe marine nel mondo scientifico, in quello della conservazione e nel grande pubblico. L’Italia, grazie alla sua posizione geografica e al suo sviluppo costiero, svolge un ruolo di fondamentale importanza per l’intero Mediterraneo e il Meeting ha lo scopo di far convergere conoscenze ed esperienze accumulate in Italia in modo che anche il nostro Paese possa dare il suo contributo a salvare le tartarughe marine da una prossima estinzione”.

Passiamo agli squali. Straordinari i tre esemplari di capopiatto filmati nello Stretto di Messina grazie alla collaborazione di Oloturia Sub. Fra essi, una femmina di quasi tre metri che, come d’abitudine nei mesi di agosto e settembre ha abbandonato le alte profondità a cui vive (fra i 700 e i 2000 metri) per avvicinarsi alla superficie. Grazie a Salvatore Platania abbiamo poi raccolto immagini di squali catturati quest’anno e gli anni passati nello Stretto dalle passerelle, le tradizionali imbarcazioni per la pesca al pescespada: squali mako, volpe e persino un bianco pescato nel lontano 1967. Dall’altra sponda dello Stretto, da Scilla, viene invece la foto di un grosso squalo martello, scattata da Paolo Barone dello Scilla Diving Center. Attenzione puntata sugli squali, dunque, anche in occasione del congresso annuale della European Ealsmobranch Association, che si è tenuto a Livorno a fine settembre.

Le stenelle hanno accompagnato con i loro balzi le crociere di molti di noi; non sono mancati, soprattutto nel Santuario dei Cetacei (un’area delimitata da due linee immaginarie tracciate fra Punta Escampobariou in Francia e Capo Falcone in Sardegna e tra Capo Ferro, sempre in Sardegna, e Fosso Chiarone in Toscana) avvistamenti di balenottere, capodogli e grampi. Proprio questi ultimi sono stati però riluttanti protagonisti di un incontro con molti diportisti campani che, per l’eccessivo entusiasmo, stavano inconsapevolmente per provocare una tragedia. Ecco la testimonianza dei Barbara Mussi e Angelo Miragliuolo, ricercatori di Studiomare:

“Domenica 27 agosto, alle 10.00 circa, alcuni pescatori dilettanti avvistano un branco di circa una ventina di grampi a poco meno di un miglio dalla costa meridionale di Ischia. Gli animali sono in spostamento lungo la batimetrica dei 300 m. Intorno alle 11.00 il corteo che segue i cetacei comincia ad ingrossarsi e raccoglie sempre nuovi natanti durante il percorso. Alle 12.00 viene allertata la Capitaneria di Porto che a sua volta chiede il nostro aiuto per poter prevenire danni agli animali. Utilizzando il gommone della Guardia Costiera riusciamo a raggiungere i grampi intorno alle 13.00. Nel frattempo gli animali si sono spostati sul versante nord dell’isola superando l’ostacolo del porto maggiore di Ischia, collegato a Napoli da un continuo flusso di aliscafi, traghetti e catamarani ad alta velocità. Abbiamo trovato il branco di grampi di fronte a Lacco Ameno, una grande baia e spiaggia dove erano ancorate circa 400 imbarcazioni. I cetacei erano circondati da più di cento piccoli natanti con il motore acceso. Tutte queste imbarcazioni infastidivano gli animali dirigendosi a forte velocità direttamente su di loro ogni qualvolta emergevano per respirare, i motoscafi cambiavano ripetutamente la rotta nel tentativo di fotografare, filmare e toccare gli animali. I grampi sono stati “spinti” dalle imbarcazioni all’interno dell’insenatura e bloccati su un fondale di appena tre metri. Tutti gli individui del gruppo mostravano segni di stress e sembravano incapaci di orientarsi. Nuotavano a ranghi serratissimi scontrandosi l’un l’altro, il nuoto era velocissimo ma senza una direzione precisa. Un piccolo, nel gruppo erano presenti almeno tre neonati, è stato visto nuotare a cerchio su se stesso, temporaneamente distaccato dal resto del gruppo. “Breachings”, “surfings”, “head stands”, “tail slaps” e “spy hops” venivano eseguiti ripetutamente da più individui adulti. Le apnee erano brevi (60 secondi circa). Per prevenire uno spiaggiamento di massa abbiamo interposto il nostro gommone tra gli animali e la spiaggia, il branco si è così diviso in due sottogruppi, in uno di questi erano presenti i tre piccoli. Nessuno degli occupanti le barche sembrava realizzare che cosa stava accadendo, tutti erano eccitati dall’occasione di fotografare e filmare gli animali così da vicino. In due ore di lavoro, siamo riusciti ad aprire un varco tra i diportisti che si gettavano come invasati a motore sugli animali terrorizzati, i grampi si sono decisi ad attraversare il varco quando questo è stato largo circa 400 m, ricompattandosi in un’unica formazione. Abbiamo “scortato” da lontano il branco che si è diretto lentamente verso il largo, in acque più sicure. Alle 16.00 abbiamo abbandonato gli animali, ormai quasi fuori vista per il mare in aumento. Ironia della sorte, i giornali nazionali e la televisione il giorno successivo riportavano l’avvenimento con toni entusiastici, descrivendo un’irreale “festa dei delfini” nelle acque di Ischia.” “L’occorrenza di queste drammatiche interazioni tra uomini e cetacei sta diventando una vera routine nel traffico dei mesi estivi”, prosegue la ricercatrice. “Il giorno precedente l’osservazione sopra riportata un piccolo di grampo è stato trovato nel porto di Mergellina (Napoli), l’animale era anche in questo caso stressato e disorientato ed è stato molestato dalle imbarcazioni da diporto per più di due ore. L’ultimo fine settimana di agosto di è infine concluso con il ritrovamento di un’esemplare di stenella (Stenella coeruleoalba) con il cranio spaccato da un elica di motoscafo. Era un maschio di circa 20 giorni, misurava appena 80 cm.”

Attenzione quindi e un richiamo al buonsenso: perché il troppo amore, a volte, può essere pericoloso.

AVETE VISTO E FOTOGRAFATO SQUALI, CETACEI, TARTARUGHE E MAGARI ANCHE LA FOCA MONACA?

Fate una copia della foto o del video e inviatela con tutti i dati che ricordate ai ricercatori. Sul sito internet www.blackfistek.net/osservatorio troverete tutte le informazioni e le schede di avvistamento.

SQUALI:

Osservatorio Squali Mediterranei, via Ruggero Fauro 82, 00197 Roma (tel. e fax 06 8072533, email: oss.mediterraneo@tiscalinet.it)

CETACEI:

Sabina Airoldi, Istituto Tethys, Viale G.B. Gadio 2, 20121 Milano (tel. 02 72001947, fax 02 7209.4662, fax 02 72001946, email: sabina.airoldi@iol.it, www.tethys.org)

TARTAURGHE:

Guido Gerosa, Chelon, viale Val Padana 134B, 00141 Roma (tel. e fax 06 8125301, email: chelon@tin.it)

FOCA MONACA:

Giulia Mo, ICRAM-Istituto Centrale Ricerca Applicata al Mare, via di Casalotti 300, 00166 Roma, fax 06 61550581, email: mogiulia@tin.it, www.icram.org numero verde del Nucleo Operativo Ecologico (NOE) del Ministero dell’Ambiente: 800-253608

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