Rubrica Ambiente e mare Nautica n.485 del 09/2002

Numero 485 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.485 del 09/2002

UN SUPERCOMPUTER PER STUDIARE GLI OCEANI

– Il dipartimento della Difesa statunitense ha acquistato il terzo computer più potente del mondo per cercare di definire un modello matematico che simuli il comportamento degli oceani. La IBM ha rivelato che il computer “Blue Ocean” costerà circa 15 milioni di dollari e sarà in grado di eseguire seimila miliardi di operazioni al secondo. Se queste performance vi paiono eccezionali, pensate che il simulatore della terra costruito dalla NEC Corp è capace dell’astronomico numero di 41mila miliardi di calcoli al secondo. Blue Ocean è composto da 37 server IBM p690 e processori 1,184 POWER4.

RICORDATE L’INCIDENTE DELLA EXXON VALDEZ

, la petroliera che versò in mare 11 milioni di galloni di petrolio nel 1989? In un rapporto presentato dai ricercatori del governo si legge che salmoni, orche e alcune specie di uccelli marini si sarebbero finalmente ripresi da quella catastrofe, andando così ad aggiungersi alle aquile calve e alle lontre marine nella lista degli animali “recuperati”. “Il rapporto indica che le condizioni ecologiche nel Prince William Sound stanno migliorando” ha dichiarato Molly McCammon, amministratore delegato della Exxon Valdez Oil Spill Trustee Council, l’organizzazione che amministra i 900 milioni di dollari versati dalla Exxon come risarcimento. Foche e tre specie di uccelli non hanno invece mostrato alcun segno di miglioramento e questo potrà avere ripercussioni finanziarie per la Exxon, condannata a pagare altri 100 milioni di dollari se, dopo dieci anni, si fossero manifestati ulteriori danni ecologici.

ARCHEOLOGIA SUBACQUEA: IL PRIMO CORSO DI LAUREA

triennale è stato istituito all’Università della Tuscia, a Viterbo. Lo presenta così il preside della facoltà di Conservazione dei beni culturali, Pietro Gianfrotta: “Proponiamo corsi di archeologia economica, storia economica antica (soprattutto sul fronte marittimo), storia delle religioni, biologia e geologia marine. Il corso consente a chi è provvisto di brevetto per le immersioni di effettuare anche esperienze di cantiere di scavo subacqueo”. Per informazioni contattare la segreteria del corso: 0761-357.166-7 o visitate il sito web http://193.205.145.174/bc/Archeologiasubacquea.htm. A Bologna è possibile invece diventare esperti in archeologia navale, un indirizzo di studio nell’ambito del corso in Beni archeologici (www.unibo.it).

CORRE SOTTO IL MARE IL FUTURO DELL’AFRICA

– Si risparmieranno 300 milioni di dollari ogni anno grazie ai 28mila chilometri di cavi ottici sottomarini che consentono il collegamento telefonico diretto tra alcuni paesi africani, asiatici e l’Europa. Finora, per telefonare da uno stato africano all’altro si doveva passare via satellite attraverso l’Europa o gli Stati Uniti, con costi ovviamente astronomici. Il sistema Sat3/Wasc/safe – capace di trasmettere 250 gigabit al secondo o sei milioni di telefonate simultanee sui due assi Portogallo-CapeTown e CapeTown-Malesia – è costato 639 milioni di dollari. L’obiettivo futuro è di cablare l’intera Africa.

IN 30 ANNI IL TRAFFICO MARITTIMO HA RESO IL PACIFICO 10 VOLTE PIÙ

RUMOROSO – Analizzando le registrazioni degli idrofoni della marina americana a 40 chilometri al largo della costa californiana, Rec Andrew e il suo gruppo dell’Università di Washington a Seattle hanno scoperto livelli di rumorosità superiori di ben 10 volte rispetto a quelli degli anni ’60. Responsabili, secondo i ricercatori, sarebbero le eliche delle navi e l’aumentato traffico marittimo; i biologi temono che un aumento così rilevante della rumorosità di fondo possa danneggiare animali che, come le balene, vivono in un mondo di suoni.

UN ROBOT-MEDUSA NELL’ACQUARIO

– È alimentata dalla luce solare la medusa robotica, completa di tentacoli ondeggianti, realizzata dalla giapponese Takara. Costerà 140 Dollari e secondo i suoi inventori dovrebbe agire come antistress.

UN MICROSCOPICO PESCE NELLE NOSTRE VENE?

– Shuxiang Guo del “Laboratorio dei sistemi meccanici intelligenti” dell’Università Kagawa ha realizzato un minuscolo robot a forma di pesce che nuota grazie a muscoli artificiali attivati da impulsi elettrici. Il prototipo è lungo quattro centimetri e mezzo ma i ricercatori giapponesi sono all’opera per miniaturizzarlo: l’obiettivo è di renderlo così piccolo da poterlo iniettare nel nostro corpo per diagnosticare e curare delle malattie.

UN’AUTOSTRADA SOTTO L’OCEANO PACIFICO

– È lunga 8.000 chilometri la superstrada che attraversa il Pacifico dal Giappone alla California. Questa immensa autostrada acquatica è stata scoperta grazie alle sonde che i ricercatori hanno agganciato a molti animali marini, perché ritrasmettessero via satellite la loro posizione in tempo reale. “Abbiamo scoperto che molte specie sono più girovaghe di quanto pensassimo, ma che si concentrano in queste “autostrade” invece che nuotare per tutto l’oceano” ha spiegato Jeffrey Polovina della NOAA (National Oceanographic and Atmospheric Administration) americana. Le autostrade oceaniche si trovano in corrispondenza dei “fronti”, zone dove le correnti fredde e ricche di nutrienti provenienti da nord incontrano le acque calde e povere di nutrienti dei tropici. Lo scontro tra le due masse d’acqua diverse crea una zona di grande ricchezza di vita: così mammiferi marini, rettili e i grandi pesci pelagici nelle loro migrazioni attraverso gli oceani seguono questi fronti, sicuri di trovare cibo. Le tartarughe caretta, che dal Giappone dove nascono si trasferiscono in California per crescere, seguendo queste “strade” trovano meduse e granchi pelagici; i tonni albacore lungo i fronti incontrano i calamari. Al contrario delle autostrade terrestri, quelle oceaniche sono mobili: la più importante fra queste in inverno corre tra Giappone e California meridionale, mentre in estate si sposta di un migliaio di chilometri verso nord.

EL NIÑO SI, MA NON TROPPO VIOLENTO

– Nei prossimi mesi sentiremo parlare molto di El Niño, l’anomalia nel sistema di correnti atmosferiche e marine del Pacifico che si sviluppa ogni cinque anni e fa sentire i suoi effetti sul clima in tutto il mondo. Nell’autunno di quest’anno El Niño tornerà a farsi sentire ma i ricercatori della NOAA americana, pur prevedendo inondazioni e siccità in diverse parti del globo, sostengono che non dovrebbe essere violento come quello del 1997-98.

È ENTRATO IN FUNZIONE IL NUOVO SATELLITE “AQUA”

, dedicato allo studio degli oceani. Dopo poche settimane in orbita ha già trasmesso, ancora in rodaggio, le prime spettacolari immagini del pianeta acquatico. Frutto di un progetto congiunto di Stati Uniti, Giappone e Brasile, il satellite diventerà pienamente operativo a partire da settembre, quando i suoi sei sensori consentiranno di registrare lo spettro visibile della luce e l’infrarosso per determinare le proprietà delle nubi e la temperatura superficiale degli oceani. Oltre a studiare il ciclo dell’acqua, Aqua registrerà le minuscole particelle e i gas presenti in bassissime concentrazioni nell’atmosfera come l’ozono, il monossido di carbonio e il metano.

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