Rubrica Ambiente e mare Nautica n.518 del 06/2005

Numero 518 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.518 del 06/2005

DUE SETTIMANE PER IL MARE

L’immensa coda s’alza sulla superficie del mare mentre il capodoglio si tuffa verso il fondo del Mediterraneo. Puntate, mirate… fuoco! Una scarica di click sale dalle fotocamere, a catturare forma, macchie e cicatrici che rappresentano l’impronta digitale nel mondo dei cetacei. In barca, cuffie sulle orecchie, qualcuno sta registrando i click che il cetaceo, scomparendo nelle profondità, emette per orizzontarsi nel grande buio. A poche miglia di distanza altri gommoni pattugliano il Santuario del Mar Ligure, dove d’estate si concentrano i cetacei del Mediterraneo, sorvegliati, identificati e catalogati dai ricercatori italiani. E da semplici appassionati di natura che li aiutano, mettendo a disposizione tempo, abilità e fondi a finanziare la ricerca. Impiegati, studenti, laureati, casalinghe, pensionati: non è necessario essere biologi per contribuire alla conoscenza del mare. Basta avere passione, due settimane di tempo, un pò d’adattabilità e tanta voglia di far qualcosa in prima persona. Sono ormai molti i ricercatori che, complici le ristrettezze di budget che colpiscono Istituti e Università, sempre più frequentemente fanno ricorso all’aiuto di volontari. Le opportunità sono moltissime e non riguardano, naturalmente, solo i cetacei: si possono proteggere le tartarughe a Lampedusa, catalogare i pesci dei reef tailandesi, studiare i pinguini in Sud Africa o fotografare lamantini in Florida.

Punto d’incontro fra i ricercatori e volontari, alcune organizzazioni no-profit di cui troverete i contatti in queste pagine e che vi consigliamo di contattare direttamente visto che, per ragioni di spazio, non ci è possibile elencarne tutte le offerte. Alcune sono attive soprattutto in Italia, altre hanno programmi in tutto il mondo. Perché non esiste solo il Mediterraneo, e l’ecovolontariato può essere una buona occasione per scoprire paesi e persone diverse, perfezionando anche la conoscenza delle lingue.

Attenzione, però: i volontari non sono turisti con il pallino della natura; la loro non è una vacanza ma una vera campagna di ricerca, a cui dovranno dedicare entusiasmo e lavoro.

Sono sempre più, anche in Italia, le persone che decidono di prendere una pausa di riflessione dalla propria vita normale. Un anno sabbatico, il “gap year” come lo chiamano gli inglesi: un anno da sfruttare per rimettersi in gioco, conoscere mondi nuovi, culture e stili di vita diversi. TimeOff (www.timeoff.it) propone 17 destinazioni e massima flessibilità di partenze e durata, da 2 settimane a un anno intero, per “sporcarsi un pò le mani” in alcuni dei posti più belli e più minacciati del pianeta, lavorare con gli animali ma anche con la natura e gli uomini. In Thailandia i volontari potranno contribuire allo studio delle barriere coralline thailandesi e contemporaneamente occuparsi dell’educazione ambientale nelle scuole, raccogliere dati sugli uccelli migratori, sui molluschi marini, posizionare boe di ormeggio per proteggere i coralli, pulire le spiagge e i fondali. In Sri Lanka e in Messico si contribuirà alla salvaguardia delle tartarughe marine sia pattugliando le spiagge per prevenire il furto di uova, sia portando il messaggio nelle scuole e negli hotel.

Lamantini nel Belize, i rari Dusky dolphins in Nuova Zelanda, le tartarughe della Malesia, Costa Rica, Trinidad, della Grande barriera corallina; i pinguini del Sud Africa o le orche in Canada, i polpi in Costa Rica, le balene franche e le balene grigie che migrano lungo la costa pacifica dell’America; i reef delle Bahamas e della Jamaica: sono solo alcuni dei campi di ricerca proposti da Earthwatch (www.earthwatch.org) in giro per il mondo.

Numerosi anche i progetti nei nostri mari. Dal 1990 l’Istituto Tethys (www.tethys.org) ha coinvolto nella ricerca su balene e delfini migliaia di appassionati provenienti da tutto il mondo. Nel Santuario delle Balene del Mar Ligure si studieranno la balenottera comune, il grande capodoglio, il grampo, la stenella striata, il globicefalo, il tursiope e il misterioso zifio. Ci si trasferisce in Grecia per studiare la socio-ecologia dei delfini comuni e dei tursiopi che frequentano le acque costiere della Grecia ionica. I delfini vengono identificati per mezzo dei segni naturali sulle loro pinne dorsali, creando un catalogo dei delfini comuni e dei tursiopi che “abitano” nell’area di studio.

Le acque di Ischia rappresentano un’opportunità unica per lo studio dei cetacei in libertà, poiché vi si registra la presenza regolare di sette diverse specie del Mediterraneo: balenottere, delfini, stenelle, grampi e, occasionalmente, globicefali. Vero “mattatore” è il delfino comune (di nome, ma non più di fatto: tanto che è stato inserito nelle specie ad altissimo rischio di estinzione in Mediterraneo) che si concentra insieme alle stenelle sul canyon sottomarino di Cuma per riprodursi e nutrirsi. In questo paradiso dei cetacei opera il veliero laboratorio dove lo staff di Delphis (www.delphimdc.org) tiene le crociere d’avvistamento aperte agli eco-volontari. I partecipanti sono coinvolti in tutte le attività condotte su campo, che comprendono avvistamenti di balene e delfini, raccolta di dati in mare con metodologie avanzate, e lezioni informali tenute dai ricercatori.

Le tartarughe sono invece la “specialità” della sezione Ambiente del CTS (www.cts.it). A Lampedusa e Linosa, fra gli ultimi siti di nidificazione per la tartaruga comune in Italia, sono stati allestiti dei centri di recupero per le tartarughe marine dove vengono ospitati e curati gli esemplari feriti portati a terra dai pescatori. Oltre che nella gestione del centro, i volontari sono impegnati nel pattugliamento delle spiagge, nel rilevamento delle temperature della sabbia e nel recupero delle tartarughe catturate accidentalmente dai pescatori. Ancora rivolto alla tartaruga marina è il campo organizzato dal WWF (www.wwf.it) in provincia di Agrigento, ultimo tratto integro e incontaminato della costa meridionale siciliana. I volontari impareranno a riconoscere le tracce della tartaruga marina (l’ultima nidificazione risale al 1999), la fauna e la flora mediterranea, cureranno con varie attività l’Oasi WWF all’interno della Riserva.

I campi di volontariato subacqueo di Legambiente (www.legambiente.it) propongono ai subacquei iniziative tese alla difesa e al recupero di aree particolarmente interessanti dal punto di vista ambientale, nonché alla promozione delle Aree Marine Protette in varie località marine del nostro Paese. Quest’anno i campi si svolgeranno nelle isole di Palmaria, Licosa e a Porto Cesareo.

Se, infine, non si può o non si vuole partire, si può comunque partecipare moralmente ed economicamente ai progetti da casa propria, finanziandoli attraverso l’istituto dell’adozione simbolica. Più di cento balenottere e delfini nel Mar Ligure sono stati fotoidentificati dai ricercatori dell’Istituto Tethys, quasi altrettanti squali, fra cui un neonato!, da MedSharks (www.medsharks.org) e sono disponibili per l’adozione: in cambio della quota di adesione, che servirà a finanziare le future campagne di ricerca, si riceverà una fotografia e la descrizione dell’animale adottato, l’attestato e, periodicamente, informazioni sull’andamento delle ricerche.

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