Rubrica Ambiente e mare Nautica n.514 del 02/2005

Numero 514 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.514 del 02/2005

LO STATO DELLE BARRIERE CORALLINE NEL 2004

– Distrutto il 20% delle barriere coralline mondiali, il 24% è sotto minaccia imminente, mentre per il 24% si prepara un futuro di stenti. Sono i dati contenuti nello “Status of Coral Reefs of the world 2004”, interamente scaricabile all’indirizzo: http://www.aims.gov.au/pages/research/coral-bleaching/scr2004/). Il rapporto indica come le attività umane continuino a essere la principale causa del declino delle barriere coralline mondiali, ma anche le iniziative in atto per arrestare questo degrado. Con una conclusione: è necessario agire localmente per ridurre gli impatti diretti dell’uomo, ma anche globalmente e limitare le emissioni di gas serra.

DUE FOCHE MONACHE AVVISTATE A LARGO DI FAVIGNANA

– Due foche monache sono avvistate nelle acque di Favignana, vicino la zona B dell’area marina protetta. Ne ha dato notizia la direttrice della Riserva marina delle Egadi Liliana D’Angelo. ”I due esemplari di foca monaca – ha spiegato – sono stati avvistati a dicembre da un nostro collaboratore, in compagnia di un altro subacqueo, che era in immersione nelle acque di Favignana, vicino il Faraglione. I due animali, come hanno raccontato i sub, erano in una grotta sommersà’. Pur non essendo mai stata abbondante, la foca monaca una volta era diffusa lungo le nostre coste e veniva avvistata con regolarità lungo i litorali siciliani, sardi e pugliesi. A partire dagli anni ’60-’70 il tracollo: all’uccisione diretta, perché i pescatori la ritenevano un concorrente nella loro attività, si sommarono un’alta mortalità dei cuccioli che finivano impigliati nelle reti, costruite via via con materiali più resistenti, ma soprattutto il disturbo arrecato dall’uomo lungo le coste e negli habitat che la foca utilizzava per partorire e allattare i cuccioli, e che ha spinto gli animali a frequentare altre zone meno idonee. “Nonostante il divieto, a partire dal 1938, la caccia spietata a cui sono state sottoposte ha fatto sviluppare nelle foche un comportamento schivo e di fuga. Sopravvivono solo gli animali più abili nel passare inosservati e a fuggire veloci il pericolo umano; per questo è probabile che degli esemplari frequentino alcuni tratti della nostra costa, ma senza farsi scorgere” sostiene Giulia Mo, coordinatrice del programma specie protette dell’ICRAM (Istituto Centrale per la Ricerca Applicata al Mare). “L’handicap maggiore nella protezione di questo animale è proprio la scarsa conoscenza che abbiamo della sua biologia e del suo stile di vita. Quel poco che sappiamo deriva dalle osservazioni effettuate quando, una volta l’anno, nel periodo di riproduzione e della muta del pelo, la foca monaca sosta sulla terraferma. Sceglie spiagge riparate per partorire, anche se i racconti tramandatici fino al secolo scorso ci ricordano che sulle spiagge in Sardegna e nelle isole siciliane si potevano osservare le foche monache sdraiate sugli scogli” conclude la ricercatrice. Secondo le stime dell’IUCN (Unione Internazionale per la Natura) della foca monaca mediterranea sopravvivono dai tre ai quattrocento animali: 150-200 individui nell’Egeo e Mediterraneo sudorientale; 20-30 nel Mar Ionio; 10-20 in Adriatico; una decina nel Mediterraneo centrale; dai 10 ai 20 nel Mediterraneo occidentale; una decina nel Mar Nero e 130 in Atlantico. Monachus monachus è il mammifero marino più in pericolo di sopravvivenza del Mediterraneo.

LA CARTILAGINE DI SQUALO NON PREVIENE Né CURA IL CANCRO

– L’idea che gli squali non si ammalino mai di cancro, come sosteneva un libro diventato molto famoso dieci anni fa, è totalmente errata. Sono 42 i casi di tumore negli squali e nelle razze riportati da Gary K. Ostrander, della Johns Hopkins University sulla rivista Cancer Research. Inutili quindi i milioni di pastiglie vendute in tutto il mondo che hanno illuso molti pazienti e contribuito al massacro degli squali. “I media possono trasformare delle semplici curiosità culturali in problemi sociali ed ecologici molto seri”, conclude Ostrander.

MEDITERRANEO CHE SCOTTA

– Il 2003 è stato un anno record per le temperature, che ha avvicinato le acque del Mediterraneo a quelle del Mar Rosso, con picchi di 30-31 gradi nello Ionio Meridionale e 32 nel Golfo di Gades o nel Mar di Levante, a Cipro. Lo ha dichiarato il climatologo Vincenzo Ferrara dell’Enea in occasione del convegno “Cambiamenti Globali: il Mediterraneo sotto pressione” promosso dalla Commissione italiana del CNR sul programma mondiale del cambiamento globale (International Geosphere Biosphere Programme – IGBP), WWF Italia e Fondazione Aurelio Peccei.

TROVATI I FINANZIAMENTI PER RECUPERARE E RISTRUTTURARE LA CALYPSO

, la mitica nave del Comandante Jacques-Yves Cousteau, da anni in disarmo dopo che un banale incidente di manovra l’aveva affondata nel porto di Singapore. I fondi necessari a effettuare i lavori sono stati messi a disposizione dalla compagnia di navigazione Carnival Corporation. Una volta restaurata la Calypso diventerà un museo galleggiante. Per info: www.cousteau.org.

PINNA ARTIFICIALE PER DELFINO MUTILATO

– Aveva perso tre quarti della coda in seguito ad una grave malattia, ma grazie alla prima pinna artificiale del mondo un delfino può di nuovo nuotare e saltare. È accaduto nell’acquario di Okinawa in Giappone. Il delfino in questione si chiama Fuji, una femmina di 34 anni che da 28 vive in cattività, alla quale ogni giorno viene applicata una pinna di gomma di silicone del peso di due chilogrammi, che le permette una mobilità normale. La protesi è stata messa a punto dall’industria di pneumatici Bridgestone con il coinvolgimento dell’università di Tokio analizzando il movimento della code di delfino in tre dimensioni con i software utilizzati per l’ottimizzazione delle gomme.

UN SOTTOMARINO BIPOSTO

di meno di sette metri che sembra un aeroplano e che vola nell’acqua fino a 300 metri di profondità, si pilota con un joystick e compie evoluzioni come un jet: è il Deep Flight Aviator, con cui Alfred McLaren, comandante in pensione di sottomarini della marina americana, è già sceso a visitare relitti celebri, come quello dell’ “Andrea Doria” o i galeoni spagnoli affondati dalle tempeste e dai pirati nelle acque dei Caraibi. Opportunità che sono ora alla portata di chi può permettersi di acquistare il Deep Flight Aviator. Il prezzo? “Solo” un milione e 700 mila dollari, ai quali ne vanno aggiunti altri 15 mila per il corso di abilitazione alla guida.

SPIAGGIAMENTI DEI CETACEI: IN AUSTRALIA AVVENGONO OGNI 10 ANNI E COINCIDONO CON IL VENTO DA OVEST

– 170 fra delfini e globicefali si sono spiaggiati sulle coste australiane a fine novembre. La causa è sconosciuta, ma Mark Hindell dell’University of Tasmania non è sorpreso dalla frequenza degli spiaggiamenti nel 2004. Studiando i dati di oltre 80 anni di spiaggiamenti nel sud-est Australia ha scoperto che la loro frequenza ha dei picchi ogni 10-12 anni, in corrispondenza di un fenomeno climatico che spinge masse di acque fredde e ricche di nutrimento verso terra. I cetacei seguono queste zone ricche di cibo ed essendo più vicini a terra, sono a maggior rischio di spiaggiamento. Il 2004 era esattamente uno di questi anni.

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