Rubrica Ambiente e mare Nautica n.525 del 01/2006

Numero 525 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.525 del 01/2006

QUANTI PESCI CI SONO NEL MARE? POCHI. E SEMPRE PIU’ PICCOLI.

La colpa è dell’inquinamento e di politiche di pesca attente più alle esigenze economiche/clientelari che non ai cicli di vita e ai ritmi di riproduzione dei pesci. Sui banchi del mercato si trovano spesso pesci decisamente troppo piccoli che ancora non hanno avuto la possibilità di riprodursi, tanto che la taglia media di tutte le specie di interesse commerciale è andata drasticamente diminuendo. Un esempio? Il pescespada, il cui peso medio è sceso da 120 chilogrammi di vent’anni fa a soli 25 chilogrammi. “L’impoverimento dell’ecosistema acquatico non è solo un problema che riguarda le specie commestibili per la specie umana: è tutta la catena alimentare che risulta compromessa. Eliminando in modo massiccio i predatori di alcune specie, o la principale fonte di nutrimento di altre, si creano degli squilibri destinati ad avere un profondo impatto su tutto il pianeta. E alla fine, se non dovessimo porre rimedio al problema, in mare resterebbero solo le meduse”. Lancia l’allarme Reiner Froese, ecologo marino all’Ifm-Geomar di Kiel, in Germania, e promotore di FishBase, un database che raccoglie informazioni relative alla fauna ittica. Inizialmente un piccolo progetto nato con l’aiuto dei fondi comunitari, a 15 anni di distanza FishBase è ora disponibile in sette lingue, italiano compreso, e contiene 29 mila specie, 40 mila immagini e 200 mila nomi comuni per ciascuna specie, visitato da due milioni di utenti ogni mese (www.fishbase.org).

ATTIVATE LE PRIME BOE PER L’ALLARME TSUNAMI IN INDONESIA.

Scienziati indonesiani e tedeschi hanno attivato due boe oceanografiche e installato sensori di pressione sui fondali a ovest di Sumatra, primo passo nella creazione di un sistema d’allarme maremoto per l’area dell’oceano Indiano. Le boe – una ventina in tutto lungo la costa di Sumatra, dispiegate entro il 2009 – registreranno i tremori della crosta oceanica e trasmetteranno i dati via satellite alla stazione di controllo di Padang. India e Tailandia stanno approntando progetti simili. Tutte le nazioni che affacciano sull’oceano Indiano avevano stabilito, in un incontro svoltosi in agosto a Perth, in Australia, di far nascere entro cinque anni sette centri regionali di allerta tsunami, con il compito di allertare i paesi interessati in caso di possibile maremoto. In caso di terremoto superiore al settimo grado della scala Richter, gli analisti dell’Istituto Meteorologico e Geofisico dovranno stabilire, nel giro di cinque minuti, l’esistenza di un pericolo maremoto e dare l’allarme alle popolazioni. Il 26 dicembre 2004 il terremoto di magnitudo 9.15, il più intenso negli ultimi 40 anni, ha generato il più devastante tsunami mai registrato, che si teme abbia ucciso fino a 232.000 persone e lasciato più di un milione di persone senza casa in una dozzina di paesi che s’affacciano sull’oceano Indiano. L’area più colpita fu la provincia di Aceh, sulla penisola settentrionale di Sumatra, dove le onde si spinsero fino a otto chilometri dalla costa.

UN “MARCHIO DI QUALITA’ AMBIENTALE” PER LE NAVI ITALIANE.

Si chiamerà “Euroflag” e attesterà il rispetto delle navi italiane delle normative nazionali e internazionali del settore. È un’iniziativa congiunta tra Comitato Emas Ecolabel e Ispema (Istituto Previdenza Settore Marittimo), con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e delle Capitanerie di Porto, presentata nel contesto della XVI Rassegna del Mare di Olbia. “Un’iniziativa rivoluzionaria, che si inquadra perfettamente nella logica della nuova attenzione nei confronti della responsabilità sociale d’impresa, che deve essere esercitata dalla imprese nei confronti del personale, degli utenti e del territorio. Quindi certificare la qualità ambientale, significa attestare la consapevolezza del proprio ruolo nei confronti della società, la responsabilità sociale appunto dell’impresa” – ha dichiarato l’On. Antonio Parlato, Presidente dell’ISPEMA.

LA GREEN STAR ALLE NAVI GEMELLE MOBY “AKI”, “WONDER” E “FREEDOM”.

La certificazione, assegnata dal Registro Italiano Navale RINA, garantisce che le tre navi della flotta Moby hanno superato le normative internazionali e garantiscono i più alti standard in materia di protezione ambientale. “Aki”, “Wonder” e “Freedom” sono i primi cruise-ferry al mondo a ricevere questa certificazione, garanzia dei più alti standard in materia di protezione ambientale e che va oltre quanto previsto dalle normative internazionali. I requisiti della notazione Green Star, finalizzati alla prevenzione dell’inquinamento dell’aria e del mare, riguardano sia aspetti impiantistici che procedure di tipo operativo, secondo il principio che una buona protezione ambientale è frutto in egual misura della tecnologia, preparazione e professionalità dell’equipaggio che la utilizza. Per contenere l’inquinamento dell’aria sono previsti specifici impianti a bordo e rigorose procedure operative, tra cui l’utilizzo di refrigeranti a basso effetto serra per ridurre l’emissione di sostanze dannose per l’ozono, e l’uso di combustibile a basso contenuto di zolfo per abbattere drasticamente la presenza di gas nocivi prodotti dai motori. Per la prevenzione dell’inquinamento del mare le tre navi sono dotate di sistemi, impianti e procedure di controllo periodico che escludono lo scarico di inquinanti oleosi in mare e di casse di ritenzione per trattenere a bordo le acque nere e grigie. Gli standard Green Star richiedono inoltre impianti e procedure per la prevenzione di versamenti accidentali di combustibile o lubrificanti, metodi puntuali per la raccolta differenziata dei rifiuti e l’adozione di pitture ecocompatibili. Concepire e realizzare una nave che risponda allo standard Green Star richiede una costante attenzione dal punto di vista progettuale, ma soprattutto una grande capacità di gestione del processo durante la vita operativa della nave, responsabilità che viene affidata a una figura interna alla compagnia, ovvero l’Ufficiale Ambientale. Moby ha intrapreso un percorso di tutela dell’ambiente sin dal 1994, anticipando quindi le scadenze delle normative internazionali, quando l’intera flotta è stata insignita del “Safety Management System” come garanzia di qualità, sicurezza e rispetto dell’ambiente nei confronti della sua attività.

TORNANO LE CERNIE NEI NOSTRI MARI

Il pesce – simbolo del Mediterraneo, la cernia, è al centro di uno dei più avanzati progetti di ripopolamento dei nostri mari. Scienziati dell’ICRAM, l’Istituto Centrale di Ricerca Scientifica e Tecnologica Applicata al Mare, sono infatti riusciti dopo anni di studi, a riprodurre le cernie in vasca e a liberarle in zone marine prescelte. Le operazioni di rilascio, svoltesi in Sicilia, sono state fotografate e filmate dai ricercatori. Le cernie recano targhe numerate con colori diversi secondo il sito di rilascio, la taglia e le caratteristiche biologiche, in modo da poterne seguire gli spostamenti e la crescita. Tutti gli esemplari rilasciati sono stati rigorosamente controllati per evitare impatti negativi sull’ambiente e sulle altre risorse. “Contiamo a questo punto sulla collaborazione dei pescatori” – ha dichiarato la ricercatrice Giovanna Marino che ha diretto il progetto su incarico del Ministero dell’Ambiente – “e su quella dei subacquei siciliani, oltre che sulle nostre osservazioni dirette, per seguire l’esperimento, il primo nel suo genere”. Ove i risultati fossero positivi, si potrà tornare a vedere le cernie sui nostri fondali marini come tanti anni fa. Una pesca esagerata e l’impatto delle attività umane sulle coste ne hanno ridotto il numero di oltre il 70 per cento. La ricerca dell’ICRAM è stata condotta in collaborazione con l’Associazione delle Cooperative dei Pescatori, ICR Mare (AGCI), delle Associazioni di Pesca, dell’Università di Tor Vergata di Roma e dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia.

Gli altri articoli disponibili in linea
Anno 

 Gen

 Feb

 Mar

 Apr

 Mag

 Giu

 Lug

 Ago

 Set

 Ott

 Nov

 Dic

1997 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428
1998 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440
1999 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452
2000 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464
2001 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476
2002 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488
2003 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
2004 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512
2005 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524
2006 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536
2007 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548
2008 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560
2009 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572
2010 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584
2011 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596
2012 597 598 599 600 601 602 603

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.