Rubrica Ambiente e mare Nautica n.543 del 07/2007

Numero 543 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.543 del 07/2007

DENUTRITI I DELFINI DELLE PELAGIE

– Il CTS Ambiente lancia un grido d’allarme per le condizioni del Mediterraneo: quelle del Mare Nostrum non sono buone acque per i cetacei e la situazione peggiore la troviamo proprio lungo le coste italiane. La responsabilità ricade su di una serie di fattori che, in maniera crescente, minacciano l’ecosistema marino. Fra questi primeggia l’overfishing, l’eccessivo prelievo ittico. I suoi effetti sulle dinamiche delle catene alimentari risultano fatali per alcune specie come i delfini costieri, che hanno così meno prede a disposizione, più piccole e meno nutrienti che in passato. È la situazione evidenziata da uno studio condotto nelle isole Pelagie che ha messo in evidenza, negli ultimi anni, il cattivo stato nutrizionale in cui versa la popolazione locale di tursiopi: in assenza di altre specie che competono per le stesse risorse, è ragionevole ipotizzare che la causa di un simile deperimento sia una dieta più povera, con minore disponibilità e peggiore qualità degli alimenti. www.ilmondodeidelfini.it

EMERGENZA SQUALI: IL MINISTRO DELL’AMBIENTE SI IMPEGNA

– Marevivo e Shark Alliance hanno finalmente ottenuto, dopo otto anni di ritardi accumulati dall’Italia, un impegno concreto da parte del ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, per la definizione e l’approvazione del piano nazionale per gli squali entro fine giugno 2007. Il ministro si è anche impegnato a promuovere a livello comunitario un’azione incisiva per la tutela degli squali attraverso il rafforzamento del regolamento sul “finning” (spinnamento) e per l’adozione di misure di conservazione di queste specie. “La situazione è tragica” ha dichiarato il Prof. Giuseppe Notarbartolo di Sciara, esperto del Gruppo di Specialisti squali IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura). “Nel Mediterraneo, la maggior parte delle specie di squali sono in declino. È quindi necessario lavorare in sinergia con le amministrazioni pubbliche, la comunità scientifica, la società civile e il mondo della pesca”. “L’Italia deve farsi portavoce a Bruxelles di un piano di azione per la gestione della conservazione degli squali. È necessario che si assuma al più presto questo impegno” ha infine chiesto Domitilla Senni, Responsabile Shark Alliance. www.sharkalliance.org

VIGILA LA GUARDIA COSTIERA

– Continuano gli sforzi della Guardia Costiera per contrastare la presenza nel nostro mare di navi che non rispettano le norme internazionali: sono state oltre 2500 le unità straniere ispezionate nel 2006. In 1634 casi (soprattutto su navi da carico, ma anche porta-container, petroliere e navi passeggeri) sono state riscontrate irregolarità e 269 navi sono state trattenute in porto fino all’eliminazione delle gravi deficienze riscontrate durante le ispezioni. La flotta italiana all’estero si è invece comportata bene: su 415 navi ispezionate “solo” dieci sono state trattenute e questo ha consolidato la posizione dell’Italia nella “White List”, la lista degli Stati che garantiscono elevati standard di sicurezza per le navi di bandiera. www.guardiacostiera.it

SPIAGGE BLU, LA TOSCANA È REGINA

– Pulizia delle acque e della spiaggia, ma anche impianti di depurazione, raccolta organizzata e differenziata dei rifiuti, qualità delle strutture turistiche e servizi offerti. Sono questi i parametri in base ai quali la FEE (Foundation for Environmental Education, presente in 46 Paesi) ha assegnato le bandiere blu a 96 spiagge italiane. Dominano le regioni del centro: al primo posto la Toscana, seguita da Liguria, Marche e Abruzzo. Poi vengono Emilia Romagna e Campania, con 9; Veneto, Puglia e Lazio ne hanno 4; la Sicilia si ferma a 3; a quota 2 arrivano Calabria, Friuli Venezia Giulia, Molise e Piemonte (spiagge di lago); solo una ciascuno in Sardegna, Basilicata e Lombardia. Il “Bue Flag” è un programma di certificazione volontaria per spiagge e marina nato in Francia nel 1985. www.blueflag.org

MARE ITALIANO 68% BALNEABILE

– 5017,8 chilometri di costa controllata e balneabile (68% del totale) e 405 km (il 5,5%, con un miglioramento di 25 km rispetto al 2002) troppo inquinati: è il dato del rapporto sulle acque di balneazione italiane presentato dal Ministero della Salute. Dei rimanenti circa 2000 km, 877,1 (12%) sono vietati alla balneazione per motivi indipendenti dall’inquinamento (presenza di porti, servitù militari, parchi marini ecc.), 17,7 km risultano insufficientemente campionati e 1057 km (14,3%) non sono stati sottoposti a controllo prevalentemente per inaccessibilità della costa. I dati si riferiscono alle analisi del 2006 con l’aggiunta di due prelievi consecutivi relativi al 2007 e risultati, anche questi, favorevoli. Tra le regioni il palmares del mare più pulito va a Basilicata, Molise e Friuli Venezia Giulia (100 %), Toscana e Sardegna (99,8%), Emilia Romagna (99,6%), Sicilia (99,0%), Puglia (98,9 %), Liguria (97,3%) e Marche (96,9 %). Campania (17,4%) e Lazio (12,5%) sono ancora le Regioni che hanno la maggiore percentuale di chilometri costieri non idonei alla balneazione. www.ministerosalute.it/dettaglio/pdPrimoPiano.jsp?id=234&sub=1&lang=it

GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITA’

– Mancano meno di tre anni al 2010 e l’obiettivo del “Countdown 2010”, la riduzione significativa della velocità di estinzione della biodiversità mondiale, sembra sempre più lontano. È questo l’allarme lanciato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, il 22 maggio, Giornata Mondiale per la Biodiversità. Nella stessa giornata è stata siglata un’importante intesa fra i governi italiano e tunisino nell’ambito dell’iniziativa “Pesca e rispetto della biodiversità marina mediterranea”, promossa a Tunisi da Marevivo con la collaborazione del Ministero dell’Ambiente e della Marina Militare Italiana. La presidente di Marevivo, Rosalba Giugni, ha presentato al Ministro dell’Ambiente della Tunisia la campagna “Mediterranean Freedolphin” per riconoscere il pescespada catturato esclusivamente con sistemi di pesca legali che non mettono a rischio la vita dei cetacei e delle altre specie marine protette. Siglata anche un’importante intesa tra i governi italiano e tunisino per la nascita nel Canale di Sicilia di un’area di protezione dei cetacei. La diminuzione delle specie procede a ritmi drammatici: quasi 100 specie al giorno; la Lista Rossa delle specie a rischio di sopravvivenza della World Conservation Union (IUCN) denuncia come il 40% delle specie conosciute è a rischio d’estinzione; e il 60% degli ecosistemi mondiali è in declino. Per gli scienziati e gli ambientalisti si tratta della più alta velocità di estinzione dalla scomparsa dei dinosauri e sarebbe accelerata dall’inquinamento, dalla crescita demografica mondiale e dal riscaldamento globale. www.marevivo.it

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