Rubrica Ambiente e mare Nautica n.563 del 03/2009

Numero 563 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.563 del 03/2009

QUANTE BALENE CI SONO IN MARE?

Hanno cercato di capirlo i ricercatori dell’Istituto Tethys compiendo il censimento aereo del Santuario dei Cetacei, l’immensa area di mare che dalla Toscana si allarga alla Sardegna e, abbracciando la Corsica, si allunga fino in Francia comprendendo tutto il Mar Ligure. Zona dove, d’estate, la concentrazione di cetacei è notevolissima, vista l’abbondanza di cibo. Ma d’inverno? Che qualche balena rimanga in zona è già stato assodato da alcuni ricercatori che, armati di microfono, hanno registrato le “conversazioni” sottomarine dei grandi cetacei. Ma le osservazioni sono poche, perché le condizioni spesso proibitive del vento e del mare non consentono di spingersi a mare con la stessa frequenza estiva. Così è nata l’idea del primo censimento aereo invernale dei cetacei nel Santuario, programma finanziato dal Ministero dell’Ambiente. Obiettivo: determinare la presenza, l’abbondanza e la distribuzione delle due specie più abbondanti in inverno nel santuario, cioè balenottere e stenelle. Questo primo censimento aereo invernale avrà anche lo scopo di identificare la presenza di habitat critici per i cetacei e fornire indicazioni utili alla gestione di quest’area protetta. “Abbiamo preferito un aereo perché, rispetto alle imbarcazioni utilizzate di solito per la ricerca sui cetacei, è un mezzo che dipende di meno dalle condizioni meteorologiche e permette di ottimizzare la raccolta dei dati concentrando le uscite in poche giornate caratterizzate da condizioni meteo-marine favorevoli e buona visibilità” – spiega Simone Panigada, coordinatore e responsabile scientifico del progetto e vicepresidente di Tethys, coadiuvato da Giancarlo Lauriano, ricercatore dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA). L’aereo utilizzato sarà un Partenavia P-68 equipaggiato con speciali finestrini “a bolla” che consentiranno ai ricercatori di scrutare il mare sottostante. Questi piccoli aerei bimotore sono ideali per questo tipo di ricerche e già ampiamente utilizzati nell’ambito di survey su balene e delfini in acque extra-mediterranee. www.tethys.org

UN ATOLLO SOLARE

– I paesi arabi ci hanno da tempo abituati a costruzioni stravaganti e soluzioni ingegnose. L’ultima in ordine di tempo è l’atollo solare: non una struttura turistica, ma una centrale d’energia galleggiante che verrà ancorata al largo degli Emirati Arabi. Si chiama Solar Island ed è stata progettata dalla svizzera CSEM, Swiss Center for Electronics and Microtechnology. Con un diametro di un chilometro e mezzo, l’anello galleggiante sosterrà a un’altezza di venti metri sul mare una distesa di pannelli solari, che potranno facilmente ruotare seguendo l’esposizione ideale del sole. In questo modo l’Isola potrà trasformare l’energia solare in idrogeno o energia. Con una resa teorica del 15% produrrà un miliardo e mezzo di kW l’anno – quanto una piccola centrale nucelare, sostengono gli ideatori. I primi test del prototipo, costruito in scala ridotta di cento metri e “ancorato” in mezzo al deserto degli Emirati, sono stati condotti ai primi di dicembre dello scorso anno e hanno dato risultati positivi. Si aspetta ora la costruzione della prima isola. www.solar-islands.com

2009, ANNO FONDAMENTALE PER IL CLIMA

– Il 2009 si prospetta come un anno fondamentale per la lotta al cambiamento climatico. 170 paesi prenderanno parte a Copenhagen, dal 30 novembre all’11 dicembre, alla Conferenza sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Per tutto l’anno, però, la capitale danese sarà il centro del mondo per i temi ambientali: in febbraio si terrà un meeting delle ONG sui cambiamenti climatici, in marzo un congresso scientifico internazionale sul clima, in maggio il World Business Summit si occuperà degli effetti di questi mutamenti. Il congresso di Copenhagen è l’ultimo appuntamento ufficiale prima del rinnovo del Protocollo di Kyoto, in scadenza nel 2012. www.cop15.dk

COLLISIONI CON LE BALENE

– Il Ministero dell’Ambiente stanzia 70.000 euro per diminuire le collisioni fra i cetacei e le imbarcazioni. Per definire le zone a maggior rischio i ricercatori dell’Istituto Tethys raccoglieranno dati sulla mortalità dovuta alle collisioni (molte delle quali non vengono riportate, anche perché spesso le navi non si accorgono dell’impatto), la distribuzione dei grandi cetacei in Mediterraneo e i dati del traffico navale. Nel frattempo, alcune compagnie marittime francesi si sono organizzate con un sistema di avvistamento e segnalazione comune, chiamato Repcet: gli ufficiali segnalano la posizione delle balene avvistate su una mappa integrata al sistema di navigazione, così da allertare le navi in transito della presenza dei grandi cetacei. www.tethys.org

IL SOTTOMARINO… VERDE

– Nel senso di ecologico: è infatti il calore del mare, o meglio la differenza fra la temperatura in superficie e quella negli abissi, il “motore” che consente allo Slocum Thermal Glider di muoversi per mesi negli oceani del mondo raccogliendo dati e spedendoli in laboratorio. L’idea è geniale: sfruttare la temperatura dell’acqua per attivare la propulsione del sottomarino. Come? Sul sito l’animazione del processo innescato dal congelamento o liquefazione di una cera. www.whoi.edu/oceanus/viewFlash.do?fileid=43483&id=29533&aid=47166

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