Rubrica Ambiente e mare Nautica n.599 del 03/2012

Numero 599 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.599 del 03/2012

IL TONNO DA MEZZO MILIONE DI EURO

– D’accordo che si trattava della prima asta del pesce del 2012, in cui è tradizione che ci si contenda con cifre colossali il primo tonno rosso dell’anno, ma la cifra raggiunta il 5 gennaio è oltre 580.000 euro per un tonno da 269 chilogrammi, quasi 2000 euro al chilo è davvero iperbolica. È il mio modo per invitare i giapponesi a risollevarsi dallo tsunami ha spiegato l’acquirente, Kiyoshi Kimura, proprietario di una catena di ristoranti. Il tonno era stato catturato a Oma, in una delle zone colpite dal maremoto. Le oltre diecimila porzioni di sushi che si ricaveranno da questo tonno verranno servite al prezzo regolare, ha promesso: cio da 1 a 4 euro a seconda della qualità. Il tonno rosso del nord pacifico (Thunnus orientalis) è l’unica specie di tonno rosso a non essere inserita nella lista rossa delle specie a rischio estinzione.

IL WIFI… SOTT’ACQUA

– Una rete wireless creata da robot sottomarini: l’ha creata in mare un gruppo di ricerca europeo coordinato dall’Italia con Andrea Caiti del centro “Piaggio” dell’università di Pisa. L’obiettivo, più che portare internet fra i pesci, era di creare una rete di comunicazione che potrà in futuro tenere sotto controllo i siti delle aree marine protette o d’interesse archeologico, ma anche infrastrutture industriali o portuali. “I nostri robot – spiega Caiti – sono in grado di costruire reti di comunicazione acustica sottomarina efficaci, e allo stesso tempo possono misurare parametri importanti per il controllo dello stato di salute dell’ambiente marino, come temperatura, salinità e inquinamento dell’acqua”. La comunicazione sotto la superficie del mare, spiegano i ricercatori,  problematica e condizionata da fattori variabili, come l’oceanografia locale, la temperatura, il grado di salinità e la profondità. I loro robot possono per~ò modificare autonomamente la rotta, andando a cercare le zone in cui c’è miglior copertura di campo. I primi esperimenti del progetto erano stati condotti nell’isola di Pianosa nel 2010, mentre in seguito i robot sono stati impiegati in Portogallo e a Genova. La prova conclusiva si è svolta nei fiordi della Norvegia con il robot “Folaga” – lungo 2 metri e con un diametro di 12 centimetri e pesante 30 chilogrammi – al quale era stato applicato un sensore di temperatura. I ricercatori hanno potuto così verificare che il robot, navigando nella trafficata zona portuale del fiordo, sapeva lavorare in autonomia, rispondere ai comandi inviati dalla stazione centrale e, nel caso simulato di perdita della rete, sapeva reinserirsi nella rete autonomamente. http://bit.ly/AbCSAU

LA CORTE DEI CONTI EUROPEA CERTIFICA: LA POLITICA EUROPEA DELLA PESCA HA FALLITO

– Il giudizio della Corte è secco: la flotta peschereccia europea ha ancora una capacità eccessiva rispetto alle risorse e questa è una delle ragioni che ha determinato il fallimento della Politica Comune della Pesca. La commissaria europea Maria Damanaki, che ne ha da poco presentata la riforma, ne conviene: “Questo rapporto rafforza la mia convinzione che non si possa continuare nel solco del passato. La nostra riforma propone un cambiamento radicale. Stiamo affrontando la sovraccapacità con un sistema di concessioni negoziabili a livello nazionale. E proponiamo di non dare più sussidi per la distruzione dei pescherecci, quanto di finanziare progetti che dimostreranno di avere effetti concreti”. Il rapporto della Corte si pu~ò scaricare dal sito http://bit.ly/t2mpLO

LA TEMPESTA PERFETTA SI SENTE ANCHE NEGLI ABISSI

– Che le burrasche, con il loro corollario di venti forti, onde alte, correnti impetuose e a volte precipitazioni intense e allagamenti istantanei, si facciano sentire sulla costa è cosa ormai conosciuta da tutti, soprattutto dopo le tremende immagini dei paesi liguri dello scorso autunno. I ricercatori dell’univeristà di Barcellona, per~ò, hanno dimostrato che le tempeste superficiali possono travolgere anche gli ecosistemi abissali. La scoperta riguarda proprio il Mediterraneo dove, il 26 dicembre del 2008, lungo le coste occidentali si abbattè la peggior burrasca degli ultimi 25 anni. I dati spagnoli hanno seguito i suoi effetti estendersi negli abissi, mostrando come la gran massa di acqua carica di fango si fece rapidamente strada fino ai bacini più profondi. La burrasca provoc~ò anche lo spostamento di una gran massa di sedimenti più grossolani, che travolse e in alcuni casi seppellì completamente alcune comunità dei fondali abissali. I ricercatori concludono che gli eventi meteorologici estremi, diventati più frequenti in seguito ai cambiamenti climatici, hanno il potenziale di condizionare pesantemente anche l’ecosistema più vasto e meno conosciuto della Terra, quello abissale. http://bit.ly/zj0VlR

L’ALBATROSS VIVE MEGLIO COL CAMBIAMENTO CLIMATICO

– L’aumento delle temperature negli ultimi decenni ha modificato il regime dei venti nelle regioni sud-occidentali dell’Oceano Indiano, provocando una generale maggiore intensità dei venti. Ed  proprio grazie alla loro maggior potenza che in queste regioni gli albatross son divenuti in media più grandi e si stanno riproducendo con maggior successo. L’aumento della forza del vento, sostengono i ricercatori, si è infatti tradotto in voli più corti e frequenti per le coppie di albatross impegnate a covare e nutrire sè stessi e i piccoli: la durata media di ogni viaggio  scesa dai 12,4 giorni degli anni ’70 ai 9,7 giorni nel 2008. Con la riduzione dei viaggi si sono registrati anche un minor numero di nidi o piccoli abbandonati: se nel 1970 circa il 66% delle uova schiudeva, nel 2008 la percentuale di successo è salita al 77%. Turni di covata più corti, infine, si traducono in periodi di digiuno più limitati: e infatti gli albatross hanno mostrato un aumento medio del peso di ben un chilogrammo in più rispetto a vent’anni fa, con un incremento della massa corporea dal 10 al 12%. L’esser più pesanti, sostengono infine i ricercatori su Science, consente a questi maratoneti dell’aria di sostenere meglio lo stress meccanico di venti più intensi e di poter quindi sfruttare appieno le possibilità offerte indirettamente dai cambiamenti climatici. http://bit.ly/x7bLql

QUANDO PER UN MARLIN L’ACQUA È IRRESPIRABILE

– Le chiamano “zone morte”: sono quei tratti di fondali dove l’acqua è talmente povera di ossigeno che nessun animale è in grado di sopravvivere. L’aumento degli scarichi in mare e i cambiamenti climatici stanno facendo aumentare queste zone morte in tutto il mondo (Mediterraneo compreso: accade talvolta ad esempio in Nord Adriatico o nella Laguna di Orbetello). I ricercatori americani del NOAA e della Miami Rosenstiel School hanno osservato, grazie ai tag satellitari, come i marlin evitino accuratamente di immergersi in queste zone morte, rimanendo in superficie. Non è una sorpresa, visto che i marlin – come i pescispada e i tonni – hanno un metabolismo molto elevato e hanno quindi bisogno di acque ricche di ossigeno. Ma l’essere costretti a nuotare in superficie, sottolineano i ricercatori, li rende più vulnerabili ai pescatori. http://bit.ly/uEWjgh

Gli altri articoli disponibili in linea
Anno 

 Gen

 Feb

 Mar

 Apr

 Mag

 Giu

 Lug

 Ago

 Set

 Ott

 Nov

 Dic

1997 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428
1998 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440
1999 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452
2000 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464
2001 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476
2002 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488
2003 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
2004 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512
2005 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524
2006 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536
2007 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548
2008 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560
2009 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572
2010 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584
2011 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596
2012 597 598 599 600 601 602 603

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.