Rubrica Ambiente e mare Nautica n.426 del 10/1997

Numero 426 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.426 del 10/1997

UN’ORCA A TRAFALGAR SQUARE

per protestare contro la cattura di orche destinate ai vari delfinari del mondo. Delle 134 orche catturate negli ultimi anni, sostiene la Whale and Dolphin Conservation Society, l’organizzatrice della campagna, 98 sono già decedute. Ultime fra queste due delle orche giapponesi che tanto clamore fecero alcuni mesi fa quando vennero catturate (Nautica, aprile 1997), morte in cattività nelle vasche del Nanki Shirahama Adventure World. Una di esse, già incinta al momento della cattura, aveva abortito in aprile.

LA RADIO DELLE ORCHE:

John Ford, fra i maggiori esperti di orche del mondo, ha fatto domanda per ottenere una frequenza radio FM nella Columbia Britannica, in Canada. Lungo la costa pacifica del paese vivono diversi gruppi stanziali di orche, oggetto da molti anni di uno studio approfondito. Una serie di idrofoni piazzati a Robson Bight, uno dei luoghi più frequentati dai cetacei, trasmettono tramite un normale telefono cellulare le vocalizzazioni degli animali ai ricercatori del Vancouver Aquarium, a centinaia di chilometri di distanza. Se riceverà il beneplacito delle autorità, la nuova stazione radio trasmetterà esclusivamente… canzoni d’orca ed inizierà le trasmissioni in autunno.

ORCHE CHE GIOCANO A FREESBEE:

accade in Nuova Zelanda, dove le orche si divertono a lanciare razze e trigoni fuori dall’acqua. “Proprio come giocassero a freesbee” commenta Ingrid Visser dell’Auckland University che ha osservato più volte i cetacei lanciarsi le razze l’un l’altro, anche per mezz’ora di seguito. Le orche neozelandesi sono le uniche, a quanto si sappia, che si cibino regolarmente di razze, andandole addirittura a stanare sul fondo, nella sabbia. La biologa neozelandese non crede si tratti di gioco: “Più probabilmente un modo per “riposizionare” l’animale ed evitare il suo pungiglione velenoso o forse ancora un modo per insegnare ai giovani a cacciare. Oppure può essere solo una dimostrazione, magari di abilità… per ora non ne ho proprio idea!” confessa la ricercatrice, che ha passato sei anni a studiare questi animali.

ULTIMISSIME NOTIZIE SULLE FOCHE MONACHE

marocchine, vittime di una misteriosa epidemia che ha sterminato gran parte della colonia della costa nord-orientale africana. La strage, che ha inferto un durissimo colpo ad una specie già minacciatissima di estinzione, è stata provocata da un morbillivirus e non, come si era sospettato all’inizio, da un’intossicazione alimentare.

SE IL MARE FOSSE TRASPARENTE COME VETRO,

sarebbe facile osservare casa fanno e dove vanno i suoi abitanti. Così non è, purtroppo, e per questa ragione gran parte del comportamento degli organismi acquatici è per noi ancora un mistero. Una finestra su questo mondo la aprono i ricercatori, che riescono talvolta a seguire spostamenti e migrazioni di balene, tartarughe, foche, capodogli e tonni impiantando nel loro corpo delle trasmittenti. I segnali inviati da due foche, liberate nel Maine nel luglio di quest’anno, raccolti da un satellite e rimbalzati sulla Terra, sono ora sulla Rete a disposizione di tutti sulla WhaleNet (http://whale.wheelock.edu). Nel corso dell’anno si aggiungeranno anche i segnali di due balenottere azzurre, due tartarughe e due elefanti di mare.

QUANTI ANNI HA MAMMA BALENA?

Stando alle ultime stime, sembra che le grandi matrone del mare continuino ad avere figli anche alla veneranda età di novant’anni.

TONNI E DELFINI:

la pessima abitudine di alcune specie di delfini di nuotare sopra grandi banchi di tonni pinna gialla ha portato alla decimazione dei piccoli cetacei, che spesso rimangono intrappolati nelle reti a circuizione destinate ai pesci, senza riuscire ad uscirne. Quando anni fa gli ambientalisti fecero conoscere al mondo le dimensioni della strage, le industrie della pesca furono costrette ad agire modificando in parte il modo di pescare: la famosa etichetta “dolphin-safe” applicata alle varie scatolette di tonno ne fu il risultato. Alcuni ambientalisti lanciano di nuovo l’allarme: il parlamento americano sta infatti esaminando una proposta di legge sul libero commercio che potrebbe vanificare tutto quanto è stato fatto sinora. La vicenda è descritta nel sito web dell’associazione ambientalista Earthtrust all’indirizzo http://www.earthtrust.org cliccando su “Dolphin-Hotline”.

KRILL IN PERICOLO.

I ricercatori del Moss Landing Marine Laboratories della California hanno osservato un massiccio aumentodi salpe ed un impressionante declino del krill, il gamberetto antartico che vive in sciami compatti e sterminati negli oceani del sud del mondo. La proliferazione delle salpe, tunicati trasparenti che si nutrono delle stesse sostanze ricercate dal krill, interferisce con la riproduzione del gamberetto, uccidendone persino le larve. La ridotta quantità di krill nelle acque antartiche pare aver già avuto ripercussioni sulla catena alimentare antartica: i pinguini di Adelaide dell’isola di King George sono già diminuiti del 30%. Il krill rappresenta anche l’altimento principale della dieta delle balene.

PER LA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI

la CITES lancia l’Information Service su Internet, un sito grazie al quale è possibile conoscere, paese per paese, le specie minacciate, le leggi e le risoluzioni adottate per la loro protezione. Il sito è trilingue (inglese, francese e spagnolo) e si trova all’indirizzo http://www.wcmc.org.uk/CITES.

RETI DERIVANTI NON PIÙ “ASSASSINE”?

Buone notizie dagli Stati Uniti: un nuovo sistema di segnalazione acustica delle reti derivanti ha deviato i delfini dalle reti, dove spesso trovano la morte. Più di 80.000 fra delfini, focene e piccole balene periscono ogni anno in tutto il mondo in questo tipo di rete. I ricercatori del the New England Aquarium di Boston hanno studiato e provato in mare dei segnalatori acustici che si attivano al contatto con l’acqua salata. Solo due delfini sono rimasti vittime delle reti segnalate, contro i 25 rimasti impigliati in quelle “silenziose” utilizzate come riferimento dai ricercatori. Il pescato, invece, è rimasto invariato.

NONNA MUCCA.

Balene, ippopotami e mucche avrebbero in comune un lontano progenitore, probabilmente un erbivoro terrestre vissuto circa 60 milioni di anni fa. I ricercatori del Tokyo Institute of Technology sono giunti a questa conclusione analizzando il patrimonio genetico delle tre specie. Secondo gli scienziati giapponesi circa 100 milioni di anni fa al gruppo appartenevano anche gli antenati di maiali e cammelli.

IL PICCOLO DI HOLLY,

la sfortunata delfina solitaria adottata da una tribù beduina a Nweiba, lungo il Mar Rosso egiziano (Nautica, febbraio 1997), ha perduto il piccolo, nato gli ultimi giorni dello scorso anno. Jimmy el Atrash, così soprannominato dai suoi “zii adottivi” umani, sembrava in perfetta salute e la madre gli stava insegnando a socializzare con gli uomini. La mattina del 22 luglio, invece, il piccolo è stato rinvenuto morto sulla spiaggia, apparentemente in buone condizioni fisiche. Nemmeno l’autopsia effettuata da alcuni biologi israeliani ha svelato il mistero. “Allah regala e Allah prende” hanno commentato rassegnati i beduini.

UN CORSO SULLA BIOLOGIA E IL COMPORTAMENTO DEI DELFINI

al Dolphin Reef di Eilat, in Israele. Il reef, ampio ma recintato, “ospita” una colonia di tursiopi di entrambi i sessi e di tutte le età, compresi alcuni piccoli nati in questa grande vasca all’aperto. L’International Laboratory for Dolphin Behaviour Research organizza da anni seminari per il pubblico sui delfini ed anche stage riabilitativi per bambini autistici. Il corso della durata di una settimana (dal 26 ottobre al 1 novembre e dal 7 al 13 dicembre) prevede l’introduzione al comportamento dei delfini ed alle interazioni fra uomo e delfino. I seminari teorici saranno integrati da esperienze in mare coni delfini.

UNA SPUGNA PER MUSERUOLA:

la indossano i tursiopi di Shark Bay, in Australia, probabilmente per difendere la loro pelle delicata dalle spine dei ricci e dai pungiglioni avvelenati dei pesci pietra. L’osservazione è stata fatta da Rachel Smolker della Michigan University, fra le studiose di delfini più apprezzate a livello internazionale, che ha notato cinque femmine portare sul rostro delle spugne, non per gioco ma come strumento per procurarsi del cibo e per difendersi. È la prima volta che i delfini mostrano di utilizzare degli strumenti.

PELLICANI IN CITTÀ.

El Nino, l’anomalia del sistema di correnti marine che ha origine nel Pacifico ma che ha effetti sul clima di tutto il mondo, comincia già a farsi sentire: la corrente calda ha spinto molto a sud gli immensi banchi di aringhe che solitamente popolano le acque pacifiche sudamericane. Così mentre i pescatori cileni si preparano ad un’annata senza pari , il governo peruviano ha invece dovuto decretare il bando totale della pesca per non decimare le fila già sparute delle poche aringhe che sono rimaste. A fare le spese di El Nino sono anche i pellicani, che a decine hanno invaso le città costiere in cerca di cibo.

UN VERO COMPUTER SUBACQUEO.

Che non è un computer da immersione, che controlla minuto per minuto la discesa dei subacquei. Quello creato dai tecnici australiani è un vero e proprio PC sottomarino che può essere utilizzato sott’acqua come un qualsiasi portatile terrestre. L’idea è di un team di ricercatori impegnati in un campionamento, stanchi di dover segnare su una lavagnetta i loro dati per poi digitare il tutto in un computer una volta rientrati alla base. Detto, fatto: la batteria montata sulla bombola, il display proiettato sulla maschera come nei giochi di animazione virtuale, una piccola tastiera e il gioco è fatto.

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