Rubrica Ambiente e mare Nautica n.422 del 06/1997

Numero 422 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.422 del 06/1997

TORNANO LE BALENE FRANCHE AUSTRALI IN SUD AFRICA

Giugno: le balene franche australi, fra i cetacei maggiormente in pericolo al mondo, tornano come ogni anno a nuotare nelle acque sudafricane nelle vicinanze di Città del Capo. Da giugno a dicembre, infatti, i grandi cetacei abbandonano le gelide acque delle alte latitudini per portarsi nelle baie più riparate della costa sudafricana, dove le madri daranno alla luce i loro piccoli. Lo scorso anno i nuovi nati furono ben 146, come ha riferito Peter Best del South African National Museum sulla base di uno studio fotografico aereo annuale: “Ci sono più balene oggi lungo le coste sudafricane di quante ve ne siano mai state negli ultimi 100 anni, e si riproducono alla massima velocità possibile”. I risultati dello scorso anno, tuttora in fase di valutazione, mostrano infatti un aumento della popolazione, passata da 2.000 a 2.300 esemplari negli ultimi tre anni; un valore che rappresenta probabilmente da un terzo alla metà dell’intera popolazione mondiale di balene franche australi. Protetti sin dal 1937, ma cacciate illegalmente sino dagli anni ’60, questi cetacei erano giunti sull’orlo dell’estinzione: “sono in ripresa, sì, ma ne hanno di strada da fare” continua Best: “oggi sono ancora il 10% di quante erano nel XVIII secolo.”

Le balene sudafricane sono ora oggetto di una nuova forma di interesse, stavolta perfettamente innocua: centinaia di turisti ogni anno raggiungono la cittadina di Hermanus per osservare le balene, appostati a pochi metri di distanza sulle falesie che si gettano in mare, giocare nelle acque della baia. L’industria del whale-watching in Sud Africa è in pieno sviluppo: la particolare conformazione del luogo consente ai turisti di osservare le balene direttamente da terra, e questo evita interazioni e potenziali disturbi ai cetacei in un momento particolarmente delicato della loro esistenza.

BARCA TRASCINATA DA UNO SQUALO BIANCO

È accaduto a Manukau Harbour, vicino ad Auckland, in Nuova Zelanda. Un pescatore sportivo stava procurandosi la cena a bordo della sua barca, quando “qualcosa” ha afferrato una delle due esche. Immediatamente il supporto della canna è saltato, la frizione ha iniziato a bruciare e la barca, lunga quattro metri, è stata trascinata via. “Volevo tagliare la lenza, ma non potevo mollare le canne per non perderle e così non sono riuscito ad afferrare il coltello. Sono passati cinque minuti prima che potessi cominciare a recuperare parte della lenza. Quando finalmente sono riuscito a portare sotto la barca il pesce, mi sono accorto che si trattava di uno squalo di circa un metro e mezzo di lunghezza. Era uno squalo bianco.” Dopo averlo portato sottobordo, il pescatore ha tagliato la lenza vicino al muso e lo squalo lentamente si è inabissato. A Pasqua, nella stessa baia, è avvenuto un caso simile: un altro pescatore ha raccontato che la sua piccola imbarcazione di alluminio, con tre uomini a bordo, è stata trascinata alla velocità di 2-3 nodi da uno squalo bianco che presumibilmente voleva portarsi via il sacco di esche attaccato all’ancora, in superficie. Dopo qualche minuto, finalmente, lo squalo è riuscito a strappare la sacca, abbandonando la presa: nei resti delle maglie però il pescatore ha trovato il frammento di un dente, successivamente identificato da Malcolm Francis, del National Institute of Water and Atmospheric Research di Wellington, Nuova Zelanda, come il dente di uno squalo bianco.

SQUALI IN MOSTRA A ROMA

dal 6 al 15 giugno in occasione della 2a festa Internazionale del Mare “Amor di Mare”. L’appuntamento è fissato nel cuore della capitale, sulla terrazza del Pincio a Villa Borghese e riproporrà, dopo il successo dello scorso anno, mostre, incontri, forum e proiezioni di filmati riguardanti il mare in tutti i suoi aspetti. Parteciperanno anche Ron e Valerie Taylor, cineasti australiani che hanno dedicato tutta la loro vita allo studio degli squali, oltre a numerosi esponenti della cultura e dello spettacolo. Dei selaci parleranno anche Danilo Mainardi e Piero Angela, quest’ultimo autore di un libro sugli squali che uscirà proprio in questi giorni. E ancora: mostre di modellismo navale curate dalla Marina Militare; la rassegna MareArte con le opere di pittori e scultori ispirati dall’ambiente marino, una mostra fotografica su Cuba di Umberto Natoli, uno spazio multimediale e presentazione di novità editoriali e di filmati.

SPADARE, ANCORA LE SPADARE

Il 14 e 15 aprile il consiglio europeo per la pesca si è riunito per considerare il finanziamento congiunto di un piano per la conversione della flotta italiana di spadare nel periodo 1997-99. Il piano propone incentivi finanziari per i pescatori e i proprietari dei pescherecci per convertire il tipo di pesca o per abbandonarla del tutto. Approvato inoltre, con una maggioranza di 13 a 2 (contrari Francia e Gran Bretagna) il piano per ridurre entro il 1999 del 30% le catture di specie in pericolo, ed entro il 2001 del 20% di specie sovrasfruttate.Gli stati membri potranno scegliere se raggiungere questo obiettivo eliminando unità di esca, ridurre il tempo di pesca mare, o una combinazione delle due. I pescherecci inferiori ai 10 metri sono esentati da queste restrizioni.

TARTARUGHE PROTETTE ANCHE ALLE FIJI

Fino al 2000 sarà proibito uccidere ed anche solo molestare le tartarughe marine nell’arcipelago delle Fiji. Il divieto, entrato in vigore il 7 aprile scorso, prevede l’eccezione per le cerimonie tradizionali.

GRIDO D’ALLARME DEL WWF PER LE BARRIERE CORALLINE

A fine marzo il WWF ha pubblicato un rapporto sullo stato delle barriere coralline, evidenziando come le madrepore del mondo siano a rischio di estinzione per il riscaldamento del nostro pianeta e l’assedio di inquinamento e pesca distruttiva. Il rapporto ha riportato, tra il 1979 e il 1990, 60 casi di “bleaching” dei coralli, una sorta di malattia delle madrepore che provoca l’espulsione delle alghe simbionti dal corpo dei celenterati. Nei 103 anni precedenti erano stati riportati sono tre casi simili.

PESCARE È UN DIRITTO COSTITUZIONALE NEL COLORADO?

Lo deciderà il Senato americano su proposta della commissione per l’agricoltura, le risorse naturali e l’energia del Colorado. In caso affermativo, nel 1998 un referendum chiederà direttamente ai cittadini di stabilire se la caccia e la pesca siano diritti costituzionali nel loro stato.

LICENZA D’UCCIDERE LE FOCHE

Negli Stati Uniti, l’organo federale che controlla la pesca, il NMFS, ha pubblicato un rapporto per il Congresso su foche e otarie della costa occidentale americana. In queste pagine si raccomanda, in alcune situazioni, l’uccisione di Pacific harbour seals e di otarie della California particolarmente voraci per proteggere il salmone, specie in pericolo.Il rapporto suggerisce inoltre di consentire ai pescatori di uccidere i pinnipedi, “come ultima opzione”, per proteggere le reti ed il pescato. Si ritiene che le popolazioni di foche e otarie lungo la costa occidentale americana consumino 217,000 tonnellate di pesci e molluschi ogni anno

IN NUOVA ZELANDA, INVECE,

dopo che 100 otarie di Hooker sono annegate intrappolate nelle reti per calamari, la pesca a questi molluschi è stata proibita per tutto il 1997. I rappresentanti dei pescatori lamentano perdite per quasi quattordici milioni di dollari di esportazioni

FIOCCHI ROSA NEI FIUMI CINESI

Una famiglia di ventinove delfini di fiume “bandiera bianca” trasferita lo scorso anno dallo Yangtze a Wuhan, ha dato alla luce ben 11 cuccioli. Questi cetacei ormai rarissimi nuotano ora nelle acque del Tian’ezhou White-Flag Dolphin National Nature Reserve, nella provincia della Cina centrale Hubei, lontani dall’inquinamento che li avvelenava e dal traffico di barche e di pesca che affollava il grande fiume Yangtze. Un grande successo che fa ben sperare per il futuro di questa specie, come tutte le specie di delfini di fiume, estremamente vulnerabile

PROTEZIONE PER GLI UCCELLI MARINI NELLA PESCA AL TONNO ROSSO

Approvato dai rappresentanti di Giappone, Australia e Nuova Zelanda nella riunione annuale della Commissione per la Conservazione del tonno rosso meridionale, un programma per la riduzione della mortalità di uccelli marini. Questi, alcuni dei quali specie rare come gli albatros, spesso tentano infatti di rubare le esche innescate nei palangari; molti di questi rimangono allamati e vengono poi trascinati sott’acqua dal peso dell’attrezzo di pesca. La commissione si è accordata per trovare metodi che scoraggino questa inutile strage: fra l’altro raccomanda di far affondare le esche al di sotto della portata degli albatri, di liberare gli uccelli ancora vivi, di utilizzare una sorta di spaventapasseri (stracci bianchi fluttuanti nel vento attaccati alla poppa del peschereccio) e chiede ai pescatori di non scaricare in mare gli scarti della pesca quando si calino o si recuperino i palangari.

TORNA UNO SQUALO ESTINTO. Grande fermento fra i ricercatori di squali per la scoperta, nel fiume Kinabatangan di Sabah, nel Borneo settentrionale malese, di uno squalo ritenuto estinto da anni. Lo hanno rivelato i ricercatori dello Shark Specialist Group dello IUCN-The World Conservation Union. La scoperta è stata possibile grazie alla cooperazione con le popolazioni locali, che hanno partecipato al progetto di studio sulla conservazione e la gestione della biodiversità degli elasmobranchi partito nel gennaio 1996. La scienza sapeva dell’esistenza dello squalo di fiume del Borneo, chiamato dai ricercatori Glyphis specie B, solo da un esemplare conservato in un museo di Vienna. I pescatori locali di un villaggio di Sabah, sensibilizzati dai ricercatori inglesi, hanno conservato uno squalo di questa specie finito accidentalmente nelle loro reti, e fotografato altri esemplari poi ributtati in acqua come scarto. Leonard Compagno, probabilmente il massimo esperto di squali al mondo, ha confermato l’unicità di questo ritrovamento: “Abbiamo solo una vaghissima idea della distribuzione geografica degli squali di questa famiglia, e ancora di meno sulla loro biologia. Compaiono come fantasmi, pochi esemplari e in luoghi lontanissimi fra loro”. Lo squalo di fiume del Borneo è il più raro dei pochi squali di acqua dolce del mondo. Il progetto di studio nel Borneo ha regalato anche altre sorprese: visite regolari ai mercati del pesce dei diversi villaggi hanno consentito di aumentare la conoscenza delle specie costiere di squali e razze di queste acque ed hanno portato alla scoperta di nuove specie completamente sconosciute alla scienza prima d’ora, confermando questa zona come una delle più ricche di biodiversità degli elasmobranchi al mondo.

APPUNTAMENTI DI ECOVOLONTARIATO E ECOTURISMO IN GIUGNO

Progetto tartarughe in Grecia, sull’isola di Zante; campi di avvistamento cetacei nelle Eolie (L. 1.350.000) per fotoidentificazione di Europe Conservation, tel. 06-474.1241; settimana di Legambiente a Ustica per la costruzione del percorso archeologico subacqueo (L.450.000) o a Stromboli per la costruzione della pista eliportuale e lavori di ripulitura dei sentieri (L. 300.000; tel. 06-862681); crociera nello Ionio con Ambiente Mare per avvistamento dei cetacei (13 gg. L.1.000.000; tel. e fax 06-574.7728).

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