Rubrica Ambiente e mare Nautica n.430 del 02/1998

Numero 430 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.430 del 02/1998

MEDICINE DAL MARE:

è l’Oceano la nuova frontiera della farmacologia mondiale. Dopo aver raccolto, studiato e analizzato gli organismi della foresta pluviale alla ricerca di nuovi farmaci, i biologi hanno rivolto ora la loro attenzione sui fondali oceanici, dai quali prelevano e analizzano ogni specie di piante e animali in cerca di nuove armi per combattere ogni sorta di malattia umana. Secondo i dati dell’organizzazione mondiale per la Sanità, già circa l’80% della popolazione dei paesi in via di sviluppo, per ragioni economiche o culturali, si cura con la medicina tradizionale che prescrive medicamenti a base di piante o animali.

Perché la guerra chimica che si svolge sul fondo del mare è accesa e non conosce soste, gli organismi sessili devono difendersi sia dalla minaccia dei predatori che da quella dei loro stessi simili, con cui competono per assicurarsi un posto dove vivere. Altri organismi poi, ad esempio i nudibranchi, non solo scorrazzano in giro per il mare senza protezione e senza nascondersi, ma anzi vanno pubblicizzando la loro presenza con colorazioni vistosissime: il loro segreto è nel veleno che secernono, così potente da scoraggiare i predatori. E sono proprio questi veleni ad attirare l’attenzione dei ricercatori: la maggior parte dei composti antitumorali odierni si basano su veleni che riescono ad uccidere le cellule tumorali, che crescono velocemente, prima di arrecare danni al resto dell’organismo. I biologi sono alla ricerca di nuove sostanze che riescano ad attaccare il tumore con effetti secondari sempre minori.

L’ascidia Ecteinascidia turbinata, una lepre di mare, una spugna ed un briozoo sono gli organismi più promettenti finora scoperti. Sono pochi gli organismi che superano i primi test e dimostrano di avere realmente qualcosa di interessante da offrire. Ma oggi che le attrezzature subacquee e i sottomarini per uso civile sono disponibili a costi tutto sommato ridotti, la ricerca di sempre nuovi organismi procede a ritmo serrato e c’è da giurare che fatalmente la lista si allungherà. Tuttavia la strada è sempre in salita: non solo è estremamente difficile isolare dall’animale il componente attivo; nella maggior parte dei casi, poi, le sostanze chimiche interessanti sono presenti in quantità modestissime: per la Ecteinascidia, ad esempio, sono necessarie una tonnellata di ascidie per isolare un grammo di ectenascidin-743, appena un quinto di quanto è necessario per effettuare le sperimentazioni.

Cosa succederà se i farmaci dovessero entrare davvero in produzione? Una pesca in grande stile di spugne e lepri di mare? Il pericolo di sovrasfruttare la risorsa è notevole, soprattutto visto che conosciamo così poco della vita di questi organismi da non riuscire a prevedere le conseguenze di una pesca intensiva. Così i ricercatori stanno già cercando delle alternative: non tanto per ragioni etiche o ambientaliste, quanto per motivi molto concreti: un raccolto fluttuante e non garantito, quanto è la pesca in mare aperto di organismi alla mercé dei cicli naturali di predatori o malattie, non consente una produzione regolare. Così si cercano altre strade: riprodurre in laboratorio le sostanze prodotte in natura (finora però si è riusciti a sintetizzare solo la dolassatina, secreta dalla lepre di mare) o l’acquacoltura, per allevare ascidie come accade per le cozze e le vongole, selezionando magari quegli esemplari che producono la sostanza in maggiori quantità o addirittura manipolandoli geneticamente così da aumentare il raccolto.

Ma anche qui la strada non è in discesa. L’allevamento degli invertebrati spesso si rivela un incubo per i biologi. La maggior parte delle creature marine vive in micro-habitat estremamente specializzati, e sono quindi molto esigenti per quanto riguarda le condizioni ambientali nelle quali crescono: pretendono un preciso cocktail di acqua di temperatura e salinità, esposizione alla luce e alle correnti. Tanto che la Ecteinascidia, ad esempio, non è ancora riuscita a riprodursi in cattività. Ma dal mondo arrivano anche buone notizie: nella California meridionale la CalBioMarine Technologies è riuscita a coltivare “piantagioni” del briozoo Bugula neritina, che sintetizza bryostatin-1, anch’esso promettente composto anti-tumorale. Dopo una fase in laboratorio, i ricercatori sono riusciti a far crescere le colonie su strutture artificiali in mare aperto, praticamente azzerando i costi di produzione: dopo cinque mesi, le colonie “piantate” avevano le stesse dimensioni di quelle naturali. Successo anche in Nuova Zelanda per l’allevamento di una spugna appena scoperta, del genere Lissodendoryx. Allevare spugne si è sempre dimostrata una sfida difficile da vincere: eppure questo animale, che solitamente vive a profondità comprese fra i 100 ed i 300 metri sul brodo del baratro del Kaikoura Canyon, si è ben adattata alle acque di Wellington Harbour, dov’è stata trasferita, e dove riesce a vivere ad appena tre metri di profondità.

CARNE DI BALENA NEL PORTAPRANZO DEI BAMBINI

nella scuola di Shimonoseki, in Giappone. Nel corso di quest’anno verrà servito a venticinquemila studenti un pranzo a base di carne di balena, “per stimolare l’orgoglio per il ruolo svolto dalla cittadina nella pesca alle balene in Antartico”. Shimonoseki è la seconda scuola giapponese a includere la carne di balena nel menù scolastico.

FANATICI DEL GRANDE SQUALO BIANCO,

segnatevi questo indirizzo: St. Julian Winery, POB 127, Paw Paw Michigan, USA 49079-0127, tel. 616 657 5568. Questa casa vinicola produce un “great white”, inteso come vino bianco. Sull’etichetta campeggia un bello squalo bianco argentato su uno sfondo color porpora, circondato da colorati pesci tropicali. E un altro “great white” non poteva non venire dall’Australia: prodotto e imbottigliato per la Fine Wines of Australia PTY. LTD. Di Sydney, in Australia. E ancora sul tema elasmofilo-enologico: la Blue Bay Crab Co di Onancock, in Virginia, USA, produce un mix per Bloody Mary chiamato Stingray, razza, che pare sia ottimo con o senza vodka.

CONDANNATE PER IL 1998 671 BALENE DI MINKE.

Il governo norvegese ha infatti annunciato che alla quota di 621 balene per quest’anno si aggiungono anche le 50 balene che non sono state pescate lo scorso anno. Rimane invariato il regolamento che impedisce l’esportazione di carne di balena all’estero. Nel frattempo la commissione Pesca dell’Unione Europea ha tentato la prima riunione comunitaria sulla pesca alle balene.

IL PEGGIOR EL NINO DEL SECOLO:

migliaia di foche, otarie e leoni marini agonizzano lungo le coste californiane, affamati dalla calda corrente marina che ha allontanato il pesce e i calamari che compongono la loro dieta. M gli effetti del Nino si sono sentiti un pò in tutto il mondo: l’Argentina ha accusato pesanti mutamenti del clima e una moria di pinguini, il Cile un calo drammatico della pesca; gli incendi dell’Australia e dell’Indonesia sono legati a questa alterazione climatica, con le inondazioni che hanno afflitto il Corno d’Africa responsabili di una massiccia epidemia di colera in Somalia, Kenya e Uganda. Russia e Romania hanno sofferto di periodi di freddo intenso che non si registravano da decenni. Per maggiori informazioni sugli effetti del Nino sugli eventi metereologici in tutto il mondo, potete consultare la pagina http://darwin.bio.uci.edu/~sustain/ENSO.html

RILASCIATI DUE CUCCIOLI DI FOCA MONACA

lungo la penisola di Cape Clanc in Mauritania. Il 23 dicembre scorso Alexandrie e Fatima, un maschio e una femmina, sono stati liberati a 2 km a sud delle grotte di riproduzione della popolazione locale di foca monaca. I due giovani erano stati recuperati e sottoposti ad un trattamento di riabilitazione durante la terribile moria che ha decimato questa popolazione nei mesi scorsi.

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