Rubrica Ambiente e mare Nautica n.434 del 06/1998

Numero 434 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.434 del 06/1998

LA GRANDE NAVE BLU HA ATTRACCATO ALL’ACQUARIO DI GENOVA.

È stata inaugurata una nuova parte espositiva dell’Acquario, una grande nave che si è congiunta all’edificio già esistente. A quattro anni dalla sua apertura, l’Acquario ridefinisce tutto il percorso espositivo connotandolo di un preciso messaggio ambientale, conducendo il visitatore in un viaggio che lo porta a prendere coscienza della necessità di preservare le risorse naturali del nostro pianeta. Nella grande nave il pubblico visita la foresta e la barriera corallina del Madagascar, un paese dotato di un immenso patrimonio faunistico minacciato dall’opera dell’uomo. E proprio per rendere consapevole il pubblico dell’influenza negativa che può avere l’uomo sull’ambiente è stato ricreato anche un tratto di foresta devastata. Dopo spettacolari illustrazioni delle nuove frontiere della scienza – l’esplorazione degli abissi marini e le scoperte della genetica – il viaggio nella grande nave blu si conclude con una vasca tattile che permette al visitatore di incontrare «da vicino» animali curiosi come le razze, i rombi e le gallinelle. Gli orari estivi dell’Acquario sono: dal lunedì al venerdì dalle 9.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle 17.30); sabato, domenica e festivi, dalle 9.30 alle 20 (ultimo ingresso alle 19.00). Per informazioni: tel. 010-2488011.

UN’OTARIA COME SAN BERNARDO?

Parrebbe di sì: negli Stati Uniti un’otaria addestrata dalla marina statunitense è stata impiegata per individuare nel lago Jocassee, nel South Carolina, il corpo di un uomo annegato. L’otaria ha agganciato alla vittima un congegno che ha consentito poi ai soccorritori di recuperarne il corpo.

È NATO IL SECONDO PARCO MARINO PIÙ GRANDE DEL MONDO.

L’Australia vanta i due parchi marini più grandi del mondo: dopo il gigantesco parco della Grande Barriera Corallina, infatti, è nato il Great Australian Bight Marine Park, nel South Australia, che copre un’area di 1,7 milioni di ettari. Protezione per i mammiferi marini come la balena franca australe e l’otaria australiana, ma anche per gli animali che vivono sul fondo del mare, come spugne, alghe e gorgonie. Nel gigantesco parco marino non si fermeranno completamente le attività economiche; proseguirà stagionalmente, per non disturbare i cetacei, la pesca al tonno gigante australe e quella alle aragoste; proibita invece la pesca a strascico nelle zone di protezione del fondale oceanico.

MEGLIO LE BALENE O UNA SALINA?

Avviato uno studio ecologico per scoprire se esiste incompatibilità ambientale fra le balene grigie, che si radunano nella laguna di San Ignacio in Baja California, Messico, e una salina che lo stato messicano e la Mitsubishi Co. hanno in progetto di realizzare nella stessa zona. Poiché la laguna è uno degli ultimi luoghi al mondo dove i piccoli di balena grigia vengono alla luce, molte associazioni ambientaliste si sono opposte alla salina. Lo studio si concluderà nel 1999.

ANTIVEGETATIVE

L’Organizzazione Marittima Internazionale (IMO) ha annunciato che prossimamente promulgherà una disposizione per il bando delle vernici antivegetative che contengono sostanze come il TBT, già vietate per le imbarcazioni di lunghezza inferiore a 25 metri. La IMO stenderà presto, si prevede entro il 1999, una bozza di regolamentazione per diminuire e poi sospendere definitivamente l’impiego di questo tipo di vernici, a favore di pitture meno dannose per l’ambiente. Antivegetative sotto accusa anche per la moria di lontre marine in California: i ricercatori dell’università del Michigan hanno riscontrato nei loro corpi una notevole concentrazione di TBT e a questo imputano il cattivo funzionamento del sistema immunitario e della maggiore suscettibilità a contrarre infezioni. Una volta staccatosi dalla chiglia delle imbarcazioni, il composto si mescola con i sedimenti del fondo e continua a far sentire il suo effetto anche a distanza di molti anni.

INVASIONE (PACIFICA) DI MEDUSE AD ANTIBES.

Novità nel Marineland di Antibes: dopo l’acquario tunnel, l’emozionante faccia a faccia con gli squali, e il vivaio tattile di razze, il 1998 è l’anno delle meduse. La manifestazione di quest’anno, Odissea delle Meduse, propone un grande viaggio nel magico mondo di queste eleganti e trasparenti creature del mare. Marineland offre spazi su misura per grandi e bambini, spettacoli con otarie, delfini e orche marine, la piccola fattoria provenzale, la serra delle farfalle, il golf e l’acqua- splash. L’ingresso a Marineland costa da 78 a 116 franchi, rispettivamente, per bambini e adulti. Per informazioni: tel. 0033-4-9333.8272, fax 9333.3865.

COLTIVARE IL MARE:

ossia impostare una politica di gestione del mare che riesca a conciliare le esigenze dei pescatori con il rispetto dell’ambiente; un ambiente che potrà essere produttivo solo se non se ne altera l’equilibrio. Infatti, solo se i pescatori sapranno governare con cura il mare, evitando sfruttamenti troppo intensivi e rispettando al contrario i processi naturali, la pesca potrà proseguire nel tempo. Si è parlato di questo il 14 maggio scorso nel convegno «Coltivare il mare» che si è tenuto ad Ancona nell’ambito della Fiera Internazionale della Pesca, su iniziativa della Associazione nazionale Città del Pesce di Mare in collaborazione con l’Istituto di Ricerche sulla Pesca Marittima (Irpem). «Coltivare il mare», dunque: ma come? Rendendo le condizioni del mare ancora più favorevoli a chi si dedica alla pesca, attraverso l’introduzione di aree di ripopolamento, sia di pesce che degli altri prodotti del mare, l’individuazione di aree da tenere periodicamente a riposo, l’accordo fra pescatori per l’uso di determinati attrezzi di pesca e, in generale, con l’introduzione e il rispetto di regole valide per tutti e con l’unico obiettivo di rendere e mantenere il mare «pescoso». Al convegno sono interventi il prof. Artegiani e Gianna Fabi dell’Irpem, il prof. Fresi, dell’Università di Tor Vergata, e Giuseppe Ambrosio, direttore generale della direzione pesca e acquacoltura del Ministero per le politiche agricole.

«DUE SETTIMANE PER IL MARE».

Sono molte le opportunità di passare le vacanze estive collaborando con i ricercatori impegnati sul campo a strappare qualche segreto ai mari e agli oceani. Si può studiare il comportamento dei delfini, delle orche e delle balene, proteggere le tartarughe a Lampedusa o censire le cernie brune delle Eolie; catalogare i pesci dei reef nelle Hawaii, studiare la foca monaca in Turchia o marcare gli squali limone nei Caraibi. Punto d’incontro fra i ricercatori e volontari, alcune organizzazioni no-profit che vi consigliamo di contattare direttamente visto che, per ragioni di spazio, non ci è possibile elencare tutte le offerte. Alcune sono attive soprattutto in Italia o in Mediterraneo, altre (come Earthwatch, che in 25 anni ha fornito più di 35.000 volontari e 22 milioni di dollari ai diversi scienziati) hanno programmi in tutto il mondo. Perché non esiste solo il Mediterraneo, e l’ecovolontariato può essere una buona occasione per scoprire paesi e persone diverse, perfezionando anche la conoscenza delle lingue. Per orientarsi nel mondo dell’ecovolontariato, poi, è nata Green Volunteers, la guida mondiale per il volontariato nella conservazione della natura, che propone oltre cento possibilità di esplorare il mondo in una maniera insolita. Green Volunteers costa L. 25.000 (+L. 5.000 di spese di spedizione) e si può ricevere in contrassegno ordinandola per posta elettronica (greenvol@iol.it, indirizzo Internet: www.greenvol.com), oppure via fax allo 02/8940.6813). Ed ecco i telefoni delle associazioni che promuovono l’ecovolontariato: Earthwatch 0044-1865-311-600 fax 311-383 mail:info@uk.Internet: www.earthwatch.org (tutte le informazioni sui campi sono disponibili on-line), Istituto Tethys tel. 02/7200.1947, fax 7200.1946, Europe Conservation: tel: 06-474.1241-2, fax: 474.4671 Internet: www.agora.stm.it/eco email: eco.italia@agora.stm.it , Legambiente tel. 06-8626.8324, fax: 8626.8319, email:md5920@mclink.it e Ambiente mare tel. 06-574.7728.

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