Rubrica Ambiente e mare Nautica n.450 del 10/1999

Numero 450 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.450 del 10/1999

TARTARUGHE IN DISCOTECA

È la triste fine che han fatto molti dei piccoli di tartaruga Caretta nati a fine luglio a Marina di San Lorenzo, in provincia di Reggio Calabria: attirati dalle luci della pista, i piccoli anziché dirigere in mare si sono ritrovati sulla strada fra le ruote delle automobili. C’è un risvolto positivo in tutta questa vicenda: l’eco della loro sorte è stato grande e ha consentito ai ricercatori di Chelon (fra i maggiori gruppi di ricerca europei sulle tartarughe marine, di cui abbiamo parlato nel numero di luglio di quest’anno) di venire a conoscenza di altri due nidi calabresi: un numero sorprendente, visto che negli ultimi anni in Italia le deposizioni si contano sulle dita di una mano. Volontari dell’ANPANA, un’associazione naturalistica locale presieduta da Vittorio Cotroneo, si sono assunti il compito della protezione dei nidi, deposti il 13 di giugno a Marina di Galati e il 4 luglio a Brancaleone. La notte del 5 agosto è nata gran parte dei piccoli del primo nido; una settimana dopo lo scavo – previsto dal protocollo scientifico ed effettuato da Gianpaolo Montinaro, collaboratore di Chelon – liberava dalla sabbia tredici tartarughini ancora vivi che, dopo esser stati controllati e misurati, sono stati liberati la sera stessa. Delle uova ancora sane e non schiuse, una ha poi dato vita a un piccolo, nato con ancora un residuo esterno del sacchetto vitellino. Il tartarughino è nato a Policoro, il nuovo centro di recupero per le tartarughe marine di Chelon all’interno del Circolo Velico Lucano, ed è stato battezzato Lucania. Dopo quattro giorni il sacchetto vitellino è scomparso e il piccolo è stato liberato di notte. La schiusa del terzo nido di Brancaleone è avvenuta ai primi di settembre ed è stata seguita da vicino dai ricercatori di Chelon. (Per informazioni sull’attività dell’associazione: Chelon, viale Val Padana 134B, 00141 Roma; tel e fax: 06-812.5301, email: chelon@tin.it).

UN DELFINO FRA I FEDELI

C’era anche Filippo, il delfino solitario che da tre anni ha preso residenza nel porto di Manfredonia, alla processione per Sant’Andrea, il patrono della cittadina pugliese. Filippo si è accodato alle barche che scortavano la statua del santo patrono a cui ogni anno, a fine agosto, è dedicata una spettacolare processione in mare.

CONVEGNO INTERNAZIONALE SULLE BARRIERE ARTIFICIALI:

si terrà a Sanremo dal 7 all’11 ottobre. Disponibili on-line tutti gli aggiornamenti sul congresso a questo indirizzo: http://www.soc.soton.ac.uk/SUDO/DEPT/7CARAH/7carah.html

UNA SONDA AUTOMATICA SI AGGIRERÀ PER MESI NEGLI OCEANI

per registrare le correnti marine. La novità sta nel suo sistema propulsivo: anziché usare un’ elica, che richiederebbe troppa energia, la sonda utilizza i cambiamenti di assetto idrostatico. Riempiendo o svuotando una vescica esterna la sonda galleggia o affonda; spostando le batterie all’interno può dirigere a dritta o a sinistra. Un computer collegato a profondimetro e GPS controlla la rotta e dirige la sonda in superficie ogni dieci giorni, per scaricare a un satellite i dati raccolti. “La velocità non è elevata, è inferiore al nodo, ma può operare per 24 ore al giorno” afferma Clayton Jones del Webb Research Corporation, del Massachusetts, la società che ha costruito la sonda. Le batterie durano “appena” quaranta giorni, ma è già allo studio un nuovo modello che trae energia dalla differenza di temperatura fra le acque superficiali e quelle profonde: in questo modo la durata delle batterie potrebbe essere di ben cinque anni.

SEPPIE MALANDRINE

La migliore strategia per forzare la sicurezza di un harem sembra essere quella di travestirsi da femmina, almeno se si è una seppia gigante australiana, e in questo modo passare inosservati ai maschi gelosi. Seppie e polpi sono maestri nei travestimenti, capaci di mutare di colore, forma e dimensioni per ingannare i predatori e affascinare un partner. Due ricercatori australiani, Mark Norman della James Cook University di Townsville e Julian Finn dell’Università di Tasmania a Hobart, hanno però osservato maschi di piccole dimensioni seguire, camuffati da femmine, i “fidanzati” in accopiamento. I “travestiti” approfittano delle distrazioni del maschio, impegnato a scacciare i rivali, per accoppiarsi con la sua compagna, per poi riprendere immediatamente le sembianze di una femmina e sfuggire così le rappresaglie del marito tradito.

LA US NAVY CHIEDE IL PARERE

di scienziati e pubblico su una nuova arma di difesa, un sistema sonar a lunga portata, denominato LFA o SURTASS, ideato per rilevare la presenza di sottomarini d’alta profondità a centinaia di miglia di distanza, “bombardandoli” con emissioni sonore di alta intensità e bassa frequenza. Il sistema è costituito da amplificatori calati da 100 a 150 metri di profondità, capaci di emettere impulsi sonori tra i 100 e i 500 Hz che possono raggiungere i 230 decibel. Le onde sonore possono viaggiare per centinaia di miglia e si attenuano molto lentamente: a 300 miglia di distanza, l’intensità del suono è ancora di 140 decibel. Copia del progetto si può trovare su Internet a questo indirizzo: http://eisteam.home.mindspring.com

IL FESTIVAL DELLE BALENE

Dal 22 settembre al 2 ottobre la capitale mondiale del whale watching è Hermanus, tranquilla cittadina a un paio d’ore di automobile da Cape Town, in Sud Africa. Ai grandi cetacei è dedicato il Whale Festival (“It’s so much fun, even the whales come” – È così divertente che vengono persino le balene), un allegro pot pourri di spettacoli teatrali, concerti, mostre, artigianato e conferenze (per informazioni: fax: 0027-283-700.927, email: festival@hermanus.co.za sito web: www.hermanus.co.za/festival). Le acque riparate di Walker Bay, dove si affaccia Hermanus, brulicano di balene: madri e piccoli passano il tempo a rotolarsi nelle onde accarezzandosi con le immense pinne pettorali, mentre capannelli di maschi li seguono, cercando di approfittare delle femmine e assicurarsi così una propria discendenza. Sono balene franche australi, tornate dall’Antartico lungo le coste sudafricane per corteggiarsi e far nascere i loro piccoli. Si avvicinano così tanto a terra che dagli scogli è possibile quasi toccarle e osservare ogni dettaglio delle pinne, della coda, dell’immenso corpo scuro che ogni tanto si lancia sulla superficie e ricade con tonfi grandiosi. Per tutte le notizie sul Sud Africa potete contattare Ente delTurismo: 02- 467.121 o il Consolato Generale del Sud Africa, vicolo S. Giovanni sul Muro 4, 20122 Milano tel. 02-809036.

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