Rubrica Ambiente e mare Nautica n.494 del 06/2003

Numero 494 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.494 del 06/2003

HANNO FESTEGGIATO LA DIMISSIONE DALL’OSPEDALE CON UNA BELLA NUOTATA

Carlo era reduce da un intervento chirurgico per eliminare un amo conficcato nello stomaco; Angelo era guarito da un’infezione agli occhi e da una spettacolare indigestione; le piccole Malù, Agnese e Penny avevano semplicemente preso troppo freddo, tanto da arenarsi senza forza sulle spiagge adriatiche, e avevano quindi passato i primi mesi dell’anno a riprendersi in una speciale vasca riscaldata. Il 18 aprile volontari e ricercatori della Fondazione Cetacea (www.fondazionecetacea.org) a bordo di una vedetta della Guardia di Finanza hanno restituito loro la libertà.

Sono le prime pazienti dell’Ospedale delle Tartarughe di Riccione a rivedere il mare quest’anno; un’altra dozzina attende nelle vasche del Delphinarium di ristabilirsi completamente prima di tornare a nuotare in Adriatico. È dal 1986 che la Fondazione Cetacea si occupa del recupero, della riabilitazione e della ricerca sulle tartarughe mediterranee. Perché le tartarughe, in Adriatico, sono di casa.

Sono soprattutto giovani, intorno a una quarantina di centimetri di carapace che corrispondono indicativamente a 10-15 anni di età; in questo mare sorprendente non mancano gli adulti – come dimostra “Briciola”, un colosso di 99 chilogrammi paziente temporaneo dell’Ospedale – e nemmeno i cuccioli: all’inizio di quest’anno ben due tartarughini sono stati recuperati dalle spiagge adriatiche.

Ed è questa la vera sorpresa: non se n’erano mai visti prima. “La loro presenza così a nord apre una serie di interrogativi” ci spiega Marco Affronte di Fondazione Cetacea. “Non si conoscono aree di deposizione in Adriatico. Quindi a meno che non ci siano state delle deposizioni in Puglia o in Molise – ma il gioco delle correnti adriatiche porterebbe a escluderlo, visto che corrono verso sud – i piccoli sono arrivati qui dalla Grecia, cioè dopo un viaggio di 850 chilometri in linea d’aria. Molti di più considerando il gioco delle correnti. Un viaggio straordinario per animali così piccoli”.

Misteri delle tartarughe, che noi conosciamo solo in piccola parte. Per scoprire da dove vengano e dove vadano Fondazione Cetacea in collaborazione con il CNR di Firenze e il CTS, il 16 dicembre scorso, avevano rilasciato una tartaruga equipaggiata con una sonda satellitare che ha consentito di seguire gli spostamenti dell’animale per l’Adriatico (la cartina con i suoi spostamenti su www.sea- stories.net/avvist2003.html). La sonda purtroppo per un malfunzionamento è andata perduta con il suo carico di preziosissimi dati scientifici. Il mistero rimane.

Sono tre le specie di tartaruga marina presenti in Mediterraneo: quella più comune – o meglio, la meno rara – Caretta caretta; assai meno numerose sono la tartaruga verde, Chelonia mydas, confinata a poche spiagge dell’estremo bacino orientale, e la gigantesca tartaruga liuto (Dermochelys coriacea), visitatrice passeggera proveniente forse dalle coste della Guyana francese, dove ritorna dopo un periodo passato da noi in mare aperto.

Più piccola rispetto alle conspecifiche di altri mari (eccezionalmente arriva al metro per massimo 140 chilogrammi di peso, e ancor più piccole sono le tartarughe di Cipro, le più minute al mondo), la Caretta è onnivora: pesci, crostacei, molluschi, meduse, ricci e persino animali morti, purché non decomposti, fanno parte della sua dieta. È di bocca buona, insomma, ma ciò rende la Caretta caretta assai sensibile all’inquinamento: nei loro stomaci è stato trovato di tutto: dalle buste di plastica, assai simili alle meduse, a tappi, preservativi, bambole, portachiavi, bottoni, penne Biro e posate di plastica.

Dal punto di vista delle tartarughe il Mediterraneo è diviso nettamente in due bacini: quello occidentale, dove si trovano soprattutto esemplari giovani e di provenienza atlantica, e il bacino orientale dove, probabilmente grazie anche alle temperature più elevate dell’acqua, si registra la maggiore concentrazione di animali pronti alla riproduzione. Con le sole eccezioni dell’Adriatico e dell’Egeo settentrionale, quasi ovunque lungo le coste sabbiose orientali si trovano nidi: in Grecia, soprattutto, come in Turchia e a Cipro. L’Italia costituisce una barriera oltre la quale le tartarughe gravide raramente si spingono. Pochissime scelgono le nostre spiagge per la deposizione. Andava certamente meglio anche solo un quarto di secolo fa, quando molte delle spiagge siciliane e calabresi offrivano ancora tranquillità a questi rettili, ma tutto sommato il nostro paese non è mai stato frequentatissimo.

Qual è insomma la situazione delle tartarughe in Mediterraneo? Impossibile fare una stima del numero di animali presenti nel nostro mare. Il numero di nidi indica che quella mediterranea è una delle popolazioni di Caretta più numerose al mondo; ma si tratta pur sempre di cifre assai contenute. Ovunque il numero di nidi è in declino, di pari passo con lo sviluppo del turismo; di contro il numero di tartarughe che finisce incidentalmente nelle reti sia a strascico sia da posta e nei palangaresi rimane sempre troppo elevato.

La Caretta caretta pare costituisca nel nostro mare una popolazione geneticamente quasi del tutto isolata; giovani tartarughe provenienti dall’Atlantico trascorrono diversi anni tra le Baleari e il mare di Alboran ma poi ritornano nel loro oceano e solo lì si riproducono. I due gruppi, se pure si incontrano, non si accoppiano.

Così il prestigio del marchio “Mediterraneo DOC” porta con sé un notevole elemento di rischio: questi animali possono contare esclusivamente sulle proprie forze per sopravvivere. Assediate dall’uomo e minacciate da reti e palangari, inquinamento e indifferenza e incapaci di affrontare con elasticità i rapidi cambiamenti impressi dall’uomo sull’ambiente, le tartarughe marine hanno bisogno di una mano per superare indenni il prossimo secolo.

Perché siamo di fronte a una specie longeva e gli effetti di ciò che sta accadendo oggi li vedremo solo tra una decina di anni. Fondamentale quindi un programma efficace di protezione e, perché le misure di conservazioni siano efficaci, che sia comune a tutti i paesi rivieraschi.

COSA FARE IN CASO DI AVVISTAMENTO

L’avvistamento di una o più tartarughe vive e in buone condizioni di salute è di solito associato all’abitudine che hanno questi rettili di fare dei bagni di sole. Sostare a lungo in superficie permette loro di scaldarsi (e aumentare quindi il metabolismo) e di attivare la vitamina D coinvolta nei fattori di crescita e di calcificazione. Normalmente gli avvistamenti avvengono in condizioni di mare calmo o quasi calmo e non è insolito avvistare gruppi di tartarughe che si spostano portate dalla corrente, tutte nella stessa direzione, in mezzo a detriti galleggianti. Se avete la fortuna di incontrare una tartaruga in mare, rallentate la velocità dell’imbarcazione. Nella maggioranza dei casi l’avvicinamento provoca una reazione di fuga: la tartaruga si immerge rapidamente in verticale. Se doveste invece trovare una tartaruga spiaggiata o in difficoltà chiamate immediatamente il centralino della Fondazione Cetacea, Onde dal Mare: 0541 691557.

La Fondazione, nata cinque anni fa, è il referente per le tartarughe di Osservatorio Mediterraneo, una campagna di raccolta di avvistamenti di squali, cetacei, tartarughe e foca monaca. Maggiori informazioni su www.sea-stories.net.

Gli altri articoli disponibili in linea
Anno 

 Gen

 Feb

 Mar

 Apr

 Mag

 Giu

 Lug

 Ago

 Set

 Ott

 Nov

 Dic

1997 417 418 419 420 421 422 423 424 425 426 427 428
1998 429 430 431 432 433 434 435 436 437 438 439 440
1999 441 442 443 444 445 446 447 448 449 450 451 452
2000 453 454 455 456 457 458 459 460 461 462 463 464
2001 465 466 467 468 469 470 471 472 473 474 475 476
2002 477 478 479 480 481 482 483 484 485 486 487 488
2003 489 490 491 492 493 494 495 496 497 498 499 500
2004 501 502 503 504 505 506 507 508 509 510 511 512
2005 513 514 515 516 517 518 519 520 521 522 523 524
2006 525 526 527 528 529 530 531 532 533 534 535 536
2007 537 538 539 540 541 542 543 544 545 546 547 548
2008 549 550 551 552 553 554 555 556 557 558 559 560
2009 561 562 563 564 565 566 567 568 569 570 571 572
2010 573 574 575 576 577 578 579 580 581 582 583 584
2011 585 586 587 588 589 590 591 592 593 594 595 596
2012 597 598 599 600 601 602 603

sull'autore

Nautica Editrice

Nautica Editrice

Lascia un commento

Optimization WordPress Plugins & Solutions by W3 EDGE
Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla Newsletter

Potrai essere aggiornato su tutte le novità sul modo della Nautica.

Grazie la tua iscrizione è andata a buon fine.