Rubrica Ambiente e mare Nautica n.489 del 01/2003

Numero 489 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.489 del 01/2003

PER LA PRIMA VOLTA GLI SQUALI SONO PROTETTI DALLA CITES

– Lo squalo balena e lo squalo elefante sono stati iscritti nell’Appendice II della Cites, la convenzione mondiale sul commercio delle specie protette. È una vittoria straordinaria, esultano ricercatori e ambientalisti: per la prima volta la Cites include nei suoi elenchi specie ittiche marine sfruttate commercialmente. I “giganti gentili”, squali di 10 e 20 metri di lunghezza ma che si cibano solo di plancton, sono infatti oggetto di cattura per colpa delle loro pinne gigantesche: quelle dello squalo elefante, lunghe un paio di metri, sui mercati asiatici possono valere anche 15.000 Euro. I timori per la loro capacità di resistere a una pressione di pesca sempre più intensa sono notevoli e giustificati, se si pensa che entrambe le specie hanno una crescita lentissima e la riproduzione avviene solo dopo molti anni di vita. Cosa succederà ora? L’Appendice II della Cites include specie che non sono necessariamente in via d’estinzione, ma per il cui commercio bisogna prestare particolare attenzione per evitare che lo sfruttamento sia incompatibile con la sopravvivenza della specie. Non impedirà la pesca o il commercio, insomma, ma i paesi esportatori sono obbligati a dimostrare che questo traffico non minaccia la sopravvivenza della specie. E comunque impone la raccolta di dati e informazioni, fondamentali visto lo stato molto frammentario delle conoscenze di entrambe le specie. Oltre agli squali – lo squalo elefante nuota anche nelle acque del Mediterraneo – hanno guadagnato lo stesso tipo di protezione le oloturie e tutte e 32 le specie di cavallucci marini: si stima che ogni anno vengano pescati 30 milioni di cavallucci soprattutto nei mari asiatici, sia per gli acquari domestici che per le ricette della medicina tradizionale cinese.

UNA CITTADINA NORVEGESE ILLUMINATA DALLA MAREA

– È la corrente di marea che mette in moto le pale di una turbina sottomarina sul fondo marino di Kvalsund, sulla punta Antartica della Norvegia. La capacità della turbina sottomarina norvegese è di 300 kilowatt; i piani sono di costruirne altre fino a generare elettricità per circa mille case di Hammerfest che, con i suoi undicimila abitanti, si autoproclama la città più settentrionale del mondo. Il progetto è costato poco meno di 7 milioni di euro e altrettanti ne verranno spesi fino al completamento, previsto per il 2004. Nel Kvalsund la velocità dell’acqua è di circa 5 nodi, a parte i momenti di “stanca” delle correnti. Per ora il costo dell’elettricità ottenuta con la turbina sottomarina è ancora molto alto, circa tre volte quello dell’energia ottenuta dalle centrali idroelettriche. “Di tutte le forme di energia rinnovabile, quella proveniente dal mare è probabilmente quella su cui abbiamo meno informazioni” ha commentato Mark Hammonds dell’International Energy Agency (IEA) di Parigi. “Sono stati fatti molti progetti, ma che si sono poi rivelati troppo costosi”.

L’ISLANDA È RIENTRATA NELLA COMMISSIONE BALENIERA INTERNAZIONALE (IWC)

, dalla quale era uscita nel 1991 per protesta contro il bando della caccia alle balene istituito cinque anni prima. Rientrare nell’IWC non vorrà però dire che il paese si piegherà alla moratoria della caccia: grazie alla “riserva” che ha dichiarato al suo reinserimento potrà continuare a cacciare a partire dal 2006. L’Islanda è stata accettata con 19 voti a favore (uno dei quali della stessa Islanda) e 18 contrari. Scontata la soddisfazione dei diretti interessati; ma Nicolas Entrup del Whale and Dolphin Conservation Society ha dichiarato: “È un precedente assurdo: vuol dire che un membro IWC a cui non piacciono le decisioni della commissione può uscirne e rientrare con riserva”. L’istituto di ricerca marina islandese raccomanda la cattura di 200 balenottere, 250 minke (la balenottera acutorostrata) e di un numero non precisato di balene Sei.

LA COSTA CALIFORNIANA CONTROLLATA DAL CIELO

– Armato di macchina fotografica digitale e a bordo del suo elicottero privato pilotato dalla moglie, il magnate tecnologico Ken Adelman ha fotografato in alta risoluzione tutta al costa californiana. E ha poi messo le foto su Internet, a disposizione di tutti (California Coastal Records Project http://www2.californiacoastline.org/lookup.html). Oltre tredicimila foto, scattate a distanza di tre secondi l’una dall’altra: un documento straordinario dello stato della costa californiana nel 2002. È uno strumento potentissimo nelle mani di chi deve difendere la costa da ogni tipo di abuso.

PESCI E PESCATORI: DUE SPECIE A RISCHIO

– È il titolo del piano d’azione congiunto presentato dal WWF e dall’Agci Pesca, l’associazione che riunisce le cooperative di pescatori italiani, a favore di una pesca sostenibile. A causa della riduzione del pescato, provocato anche ma non solo dalla eccessiva pressione di pesca, negli ultimi dieci anni si sono persi in Europa oltre 60.000 posti di lavoro nel settore. Secondo le due associazioni, ambientalisti e pescatori devono cooperare per la conservazione delle risorse marine. Gli interventi previsti dall’accordo sono diversi: affidare la gestione di alcune aree marine protette agli operatori-pescatori locali, incentivare forme di pescaturismo (finora possibile in 20 località con 66 imbarcazioni coinvolte), promuovere attività culturali e naturalistiche legate al mare; regolamentare la pesca sportiva in mare in modo analogo a quanto avviene per la caccia e per quella in acqua dolce; rendere di effettiva applicazione il codice di condotta FAO sulla pesca, facendolo entrare in ogni barca e nella sensibilità e pratica quotidiana dei pescatori; promuovere la diffusione di nuove tecnologie per il controllo e la repressione della pesca illegale; lottare contro l’inquinamento costiero e marino. In Italia solo la piccola pesca costituisce l’84 per cento della flottiglia nazionale, con 69.000 tonnellate di pescato e 415 milioni di euro di fatturato l’anno.

LA PIÙ GRANDE RISERVA MARINA DEL MONDO

– L’ha istituita l’Australia nelle acque subantartiche. La Riserva include le isole Heard e Mc Donald e le acque circostanti, una superficie pari a una volta e mezza le dimensioni della Svizzera, 4.500 chilometri a sud-ovest del continente australiano e a 100 chilometri dall’Antartico. “È probabilmente il territorio più selvaggio della terra: un vulcano attivo sepolto sotto neve e ghiaccio che sorge dalle acque più tempestose del mondo” ha dichiarato il ministro David Kemp. Le isole protette sono l’unico territorio subantartico prive di specie introdotte dall’uomo. Heard Island è la principale del gruppo: sul vulcano, l’unico attivo in territorio australiano, vivono foche e pinguini. A causa delle coste scoscese e inaccessibili solo due volte gli uomini hanno messo piede sulle isole, scoperte più di un secolo fa.

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