Rubrica Ambiente e mare Nautica n.528 del 04/2006

Numero 528 di Ambiente Mare, le notizie dai mari del globo a cura di Eleonora De Sabata, tratte dall’archivio della rubrica mensile della rivista Nautica

Rubrica Ambiente e mare Nautica n.528 del 04/2006

ISTITUTO TETHYS: DA 20 ANNI PER LA TUTELA DEI CETACEI IN MEDITERRANEO

– Delfini e balene del Mediterraneo sempre più in pericolo, esposti a minacce che vanno dalla morte nelle reti al degrado dell’ambiente, dalla scarsità di prede causata dalla pesca eccessiva al rumore. Beniamini nei documentari televisivi e amati da tutti, i cetacei che vivono nei nostri mari sono in realtà poco conosciuti, poco studiati e ancor meno tutelati. Chi si occupa di loro? Tra le diverse realtà italiane che hanno a cuore la sorte di questi mammiferi marini e si battono per la loro tutela spicca l’Istituto Tethys.

Fondato il 31 gennaio 1986, Tethys ha appena raggiunto il traguardo dei vent’anni di attività. Venti anni durante i quali biologi e naturalisti appassionati hanno portato uno straordinario contributo alla conoscenza e salvaguardia di questi animali. Basandosi esclusivamente sull’autofinanziamento, Tethys ha generato una delle maggiori banche dati sui cetacei del Mediterraneo e circa 240 contributi scientifici. L’Istituto è stato il primo a concepire e proporre la creazione del Santuario Pelagos, sulla base di informazioni dettagliate ottenute in mare. I dati raccolti nel corso di campagne di ricerca svolte sin dal 1990 nel bacino Corso-Ligure- Provenzale (l’attuale Santuario) hanno contribuito a dimostrare che la balenottera comune – che con la balenottera azzurra è il più grande animale vivente – è endemica nel Mediterraneo, si trattiene cioè in queste acque senza migrare altrove. Tethys ha svolto studi a lungo termine sui tursiopi dell’Adriatico settentrionale a partire dal 1987, e su delfini comuni e tursiopi nel Mar Ionio orientale da oltre un decennio. I metodi di ricerca utilizzati dai biologi dell’Istituto sono estremamente vari e comprendono telemetria, studi di popolazione e utilizzo dell’habitat basati su transetti lineari e dati telerilevati, l’uso combinato di binocoli laser e GPS per tracciare e registrare gli spostamenti dei cetacei, ricerca bio-acustica, foto-identificazione, studio del comportamento, prelievo di biopsie cutanee per analisi genetiche e tossicologiche, e ricerche storiche. Tethys possiede archivi fotografici sui cetacei comprendenti più di 60.000 immagini, che hanno permesso l’identificazione di oltre 1.300 individui diversi appartenenti a sette specie di cetacei del Mediterraneo – dall’immenso capodoglio al simpatico grampo, dallo strano globicefalo al misterioso zifio. Tethys gestisce anche una vasta raccolta di letteratura scientifica sui cetacei e la tutela dell’ambiente marino, una biblioteca che attualmente comprende circa 16.000 titoli. Fra i molti contributi scientifici prodotti spiccano le due ampie revisioni scientifiche sulle popolazioni mediterranee di balenottera comune e delfino comune. Oltre a proporre la creazione del Santuario Pelagos, Tethys è sempre stato molto attivo sul fronte della tutela, anche a livello internazionale. In seguito a una proposta presentata nel 2003, la popolazione mediterranea del delfino comune è stata classificata dall’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) come “Endangered”, ovvero a rischio di estinzione, nella Lista Rossa delle specie minacciate. Quest’anno, il lavoro di Tethys ha contribuito a classificare il sempre più raro delfino comune nell’Appendice I della Convenzione sulla Conservazione delle Specie Migratrici (Bonn Convention o CMS) – il che attribuisce a questo cetaceo un’altissima priorità di tutela (che si spera si traduca presto in azioni concrete per la sua salvaguardia). Insomma, vent’anni di battaglie, sconfitte, sacrifici e vittorie che hanno portato i cetacei del Mediterraneo un pò più al centro dell’attenzione, ci hanno permesso di sapere come vivono e cosa li minaccia, nella speranza che tutto questo permetta agli animali di continuare a vivere nei nostri mari per molti anni ancora.

A MAGGIO AL VIA I CAMPI TETHYS DI OSSERVAZIONE E STUDIO DEI CETACEI DEL MEDITERRANEO

– 20 anni di esperienza con balene e delfini permettono all’Istituto Tethys di offrire la possibilità di vivere un’esperienza straordinaria a chiunque ami il mare. Una vacanza nella natura che non richiede competenze specifiche ma solo entusiasmo, spirito di gruppo e voglia di avvicinarsi ai mammiferi marini dei nostri mari.

La stagione di ricerca avrà inizio già a maggio, con la nuova imbarcazione del progetto Cetacean Sanctuary Research in Mar Ligure. Tre sono i progetti di ricerca a cui è possibile partecipare:

1. Nel Santuario “Pelagos” dei cetacei, in Mar Ligure, per studiare la grande varietà di cetacei che nuotano in quest’area. I volontari studieranno assieme ai ricercatori il comportamento dell’enorme balenottera comune e della vivace stenella striata, ascolteranno con l’idrofono i suoni del capodoglio e fotograferanno, allo scopo di identificare i vari individui, altri cetacei meno conosciuti come il globicefalo, il grampo e il misterioso zifio. Tra avventura e ricerca si assisterà a lezioni “mirate” sulla biologia dei cetacei.

2. Presso l’Isola di Kalamos, nella Grecia ionica. I ricercatori dell’Istituto Tethys da oltre 10 anni studiano tursiopi e delfini comuni allo scopo di conoscere le loro abitudini e le minacce a cui sono sottoposti. Dopo aver constatato il rapido declino del delfino comune nell’area di studio, causato da una drastica riduzione delle loro prede, i biologi Tethys hanno spinto affinché la popolazione mediterranea venisse inserita nella Lista Rossa dell’Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN) tra quelle in pericolo di estinzione.

3. Nel Golfo di Napoli, a Ischia, in collaborazione con Delphis mdc. Le acque di Ischia rappresentano un’area ideale per lo studio dei cetacei poiché vi si registra la presenza regolare di cinque diverse specie del Mediterraneo: stenella striata, delfino comune, tursiope, grampo e balenottera comune. Globicefalo e capodoglio sono ospiti occasionali. Priorità del team di ricerca è la salvaguardia del raro delfino comune.

I campi durano 6 giorni. Il costo varia da 500 a 870 Euro a seconda del periodo scelto e della località e include vitto, alloggio, assicurazione e quota sociale. Sconti speciali per gli studenti sotto i 26 anni e per chi partecipa a più turni. Per gli studenti universitari di materie scientifiche, il certificato rilasciato a fine corso vale come credito formativo. I campi Tethys sono inclusi nel prestigioso programma “Out of the Blue” della Whale and Dolphin Conservation Society, che offre una selezione dei migliori campi di osservazione e studio dei cetacei in tutto il mondo. Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.tethys.org.

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